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Valle Padana: CLAMOROSA occasione sprecata per neve diffusa, ecco i motivi

Davide Santini di Davide Santini
10 Gen 2026 - 15:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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ID 123840489 ©
Foto9569 | Dreamstime.com

 

(METEOGIORNALE.IT) Siamo ormai alla fine di questa lunga fase meteo gelida. Eppure sorge un rimpianto per gli amanti di gelo e neve. Mentre al Centro e al Sud si registrano piogge diffuse o addirittura nevicate, anche a quote basse, le regioni settentrionali rimangono quasi del tutto all’asciutto, con condizioni di cielo sereno o poco nuvoloso e temperature estremamente rigide.

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Se escludiamo la bella nevicata in Emilia Romagna, con accumuli che non si vedevano dall’ ondata di gelo del febbraio 2018, altrove abbiamo avuto solo sfiocchettate appena visibili, galaverne, ghiaccio e nebbie che gelano.

 

Cosa accade

Questo scenario non è affatto inaspettato, ma è il risultato di una particolare configurazione meteo. Già nota da molto tempo agli esperti. Quando un’ondata di aria fredda coinvolge il continente europeo, non è sufficiente valutare quanto freddo farà per sapere se nevicherà in Valle Padana. Ovviamente, un ruolo decisivo è giocato dal percorso seguito dalle correnti atmosferiche, sia in quota sia nei minimi di bassa pressione al suolo.

 

Nel corso di questo freddo gennaio 2026, l’asse della saccatura fredda si è allungato verso il Mediterraneo centrale, creando le condizioni ideali per la formazione di una depressione tra il Mar Tirreno e lo Ionio. È proprio questa figura barica a richiamare aria umida dai mari circostanti, favorendo le precipitazioni, anche forti e diffuse. Ma solo nelle regioni del Sud. In particolare tirrenico.

 

Il Nord tagliato fuori

Con questo pattern meteo quasi tutto il settentrione rimane in una posizione periferica rispetto alla traiettoria dei cicloni. Oltretutto, è pure sottovento rispetto alle Alpi. Un doppio smacco, che non fa altro che donare cieli sereni o poco nuvolosi. L’aria è davvero molto fredda, ma povera di umidità. Il risultato è un tempo stabile, con scarsa nuvolosità e assenza di fenomeni. Se non qualche neve da nebbia, molto locale e comunque al più coreografica.

 

Occasione sprecata per il Nord. Tanto freddo eppure in molti rilievi alpini non c’è granché neve. In pianura invece non è caduto quasi nulla, se escludiamo ovviamente l’Emilia Romagna.
ID 306924740 ©
MaleoPhotography | Dreamstime.com

 

Non basta solo il gelo

Diventa quindi chiaro a tutti che la presenza della neve non dipende unicamente dal freddo in questione. Affinché si verifichino precipitazioni nevose a livello di pianura è necessaria una combinazione molto particolare di aria fredda, apporto di umidità e pattern meteo congruo. Se manca una depressione collocata nel punto giusto, anche masse d’aria molto fredde possono attraversare il Nord, e così pure l’intera penisola, ma senza precipitazioni nevose e diffuse.

 

Importanti galaverne e occasionali nevicate da nebbia. Solo questo è rimasto di questa ondata di gelo.ID 309741205 ©
Regina Sarkuviene | Dreamstime.com

 

È una peculiarità

L’Italia è un paese molto lungo in latitudine e con tantissimi climi. È impossibile che nevichi su tutto lo stivale. Eventualmente lo poteva fare qualche secolo fa, quando eravamo nella piccola epoca glaciale. Adesso non più. Certo è che la mancanza del sovrascorrimento umido vanifica completamente la possibilità di nevicate a basse quote in Val Padana. Una grande occasione sprecata. Purtroppo, ci duole dirlo, per i meteo appassionati di gelo e neve.

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: Alpi sottoventoaria freddaaria seccacambiamento climaticocentro sudcicloni mediterraneiclimatologia italianaconfigurazione meteodepressione mediterraneaEmilia Romagnafreddo intensogalavernaghiaccioinvernoMar IonioMar Tirrenometeometeo invernalemodelli meteonebbia gelataneveneve a bassa quotanord italiaoccasioni mancateondata di gelopattern atmosfericopianura padanaprecipitazioni assentisaccatura fredda
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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