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Home A La notizia del giorno

NEVE SICURA a quote basse tra Venerdì 23 e Domenica 25: le regioni interessate

Davide Santini di Davide Santini
20 Gen 2026 - 12:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Tutti si sono accorti che fino a pochi anni fa la neve fino alle zone di pianura era qualcosa di normale durante un inverno. Soprattutto nella valle Padana occidentale, avere almeno una o due nevicate con accumulo durante la stagione invernale pareva qualcosa di normalissimo. Era raro saltare un intero inverno senza neve e quando lo faceva era perché c’era una grave siccità. Ma negli ultimi anni è cambiato tutto.

 

Una nuova occasione?

Per la verità solo fino in parte. Questo perché la massa d’aria entrante non sarà così fredda, anche se permetterà nevicate e diffuse fino a quote bassissime. Nel corso di venerdì 23 e fino alla serata successiva di sabato 24, diverse aree della Pianura Padana, insieme a settori dell’Appennino e delle Alpi, potrebbero assistere a precipitazioni sotto forma di neve.

 

In molti casi i fiocchi saranno bagnati e si alterneranno alla pioggia, con accumuli generalmente contenuti, spesso limitati a pochi centimetri. Sembra qualcosa di effimero, eppure è già un traguardo visti i tempi. Vi ricordate l’anno scorso? Un mese di gennaio molto piovoso per il Settentrione e con nemmeno una nevicata al di sotto dei 1000 metri!

 

Un briciolo di aria fredda orientale

Purtroppo o per fortuna, dipende dai personali punti di vista, l’afflusso di aria fredda di matrice orientale in atto è molto debole e non paragonabile alle grandi irruzioni invernali del passato, ma è sufficiente a favorire la formazione del cosiddetto cuscinetto freddo padano.

 

Si tratta di una massa d’aria fredda e densa che tende a ristagnare nei bassi strati dell’atmosfera, soprattutto nelle aree pianeggianti e chiuse come la Valpadana. Questa sacca di aria più fredda riesce spesso a resistere anche quando, alle quote superiori, arrivano correnti più miti di origine atlantica.

 

Un fattore chiave

In sua assenza, le precipitazioni previste si manifesterebbero quasi esclusivamente in forma liquida, senza alcuna chance per i fiocchi a bassa quota. L’arrivo della perturbazione prevista per Venerdì potrebbe dar luogo a qualche sorpresa qua e là. Ricordiamo che da nessuna parte è prevista una nevicata abbondante a basse quote. Saranno precipitazioni abbastanza rapide, ma pur sempre ben coreografiche.

 

Il flusso umido in arrivo dall’oceano potrà sfruttare il cuscinetto freddo e favorire nevicate fino in pianura o nei fondovalle. Soprattutto per quanto riguarda la giornata di sabato e forse quella di domenica l’occasione per avere un ulteriore abbassamento della quota neve è alta.

 

Le zone dove nevicherà a bassissima quota

Il luogo geografico più propizio è come sempre il basso Piemonte, per sua conformazione la vera ghiacciaia d’Italia. Successivamente anche talune zone come la Lombardia pedemontana e le colline del Triveneto potrebbero imbiancarsi per qualche ora. Non dimentichiamo poi alcune valli alpine, come quelle del Trentino, e tratti dell’Appennino ligure potrebbero essere interessate dal deboli nevicate.

 

In generale si tratterà di fenomeni meteo deboli e discontinui, per avere una buona imbiancata bisognerà ovviamente salire oltre 700 1000 metri. Ma almeno è tornato il flusso atlantico, dopo che nella prima metà del mese non era praticamente più avuto nulla su buona parte del settentrione.

 

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alpiAppenninoaria fredda orientalecambiamento climaticocuscinetto freddoflusso atlanticoinvernolombardiameteoneveneve in pianuraperturbazionepianura padanaPiemonteprevisioni meteoquota neveTrivenetoval padana
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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