
(METEOGIORNALE.IT) Il primo assaggio nevoso in pianura del 2026 è arrivato nel giorno dell’Epifania, ma si è trattato di un episodio molto circoscritto, relegato all’Emilia Romagna e localmente anche alle pianure tra Veneto e Friuli Venezia Giulia, seppur con accumuli quasi del tutto inesistenti. Ma qualcosa da quel momento è cambiato: l’inverno sembra davvero intenzionato a fare l’inverno, discostandosi fortemente dagli ultimi anni. La neve in pianura potrebbe ritornare inaspettatamente già tra pochi giorni, addirittura da venerdì 23 gennaio.
Ciclone al Sud, poi arriva la neve in pianura al Nord
Al momento l’Italia è alle prese con un ciclone molto insidioso arrivato dal Nordafrica, che causerà ancora nubifragi per altre 48 ore, in particolar modo tra Sardegna, Sicilia e Calabria. Fino a metà settimana il maltempo sarà l’indiscusso protagonista su tutto il Sud, con tanta pioggia, tanto Scirocco e mareggiate impetuose che potrebbero abbattersi sui litorali più fragili di Calabria e Sicilia. Questo ciclone però non avrà alcun impatto sulle regioni del Nord, dove il tempo sarà molto più asciutto, seppur condizionato da un po’ di nubi.
In verità non ci sarà calma piatta nel senso assoluto del termine. Nei prossimi giorni andrà a consolidarsi un cuscinetto di aria fredda su tutta la Val Padana, soprattutto sui settori centro-occidentali tra Lombardia, Emilia e Piemonte. Questo sarà possibile grazie all’arrivo di correnti più fredde da est, richiamate proprio dal ciclone situato nei pressi della Sardegna. L’aria fredda in arrivo dai Balcani pian piano affluirà su tutto il versante adriatico e il Nord Italia, portando un graduale calo delle temperature e, per quanto riguarda il Nord, un consolidamento del cuscinetto freddo alle basse quote.
Cuscinetto freddo e neve in pianura!
Questo cuscinetto d’aria fredda sarà determinante nel momento in cui arriverà, a partire da venerdì 23 gennaio, una nuova perturbazione dall’Atlantico colma di precipitazioni. Venerdì la neve arriverà tra Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia occidentale, Emilia occidentale e zone interne della Liguria a quote davvero bassissime o addirittura in pianura. L’aria fredda lungo tutta la colonna d’aria sarà determinante per l’arrivo dei fiocchi bianchi fino al suolo, indicativamente a quote di 200 metri di altitudine. Molto probabilmente le nevicate si estenderanno rapidamente anche al Trentino Alto Adige e alle Dolomiti, sebbene qui a quote un pochino più alte.
Le aree con maggior probabilità di neve a bassa quota:
- Piemonte e Valle d’Aosta
- Lombardia occidentale fino alle porte di Milano
- Emilia occidentale
- Zone interne della Liguria
Ma non finisce qui, poiché altra neve potrebbe imbiancare il Nord-Ovest fino in pianura tra sabato 24 e domenica 25 gennaio, considerando che le temperature resteranno sempre basse e le perturbazioni atlantiche troveranno campo libero all’interno del Mediterraneo.

Fattori chiave da monitorare nei prossimi giorni:
- Intensità e persistenza del cuscinetto freddo in Val Padana
- Traiettoria e tempistiche della perturbazione atlantica
- Temperature lungo l’intera colonna d’aria
Saranno indispensabili i prossimi aggiornamenti per capire con maggiore chiarezza e affidabilità su quali territori effettivamente arriverà la neve a bassissima quota a partire da venerdì 23 gennaio.
Fonti e modelli di riferimento
Per delineare questa possibile fase nevosa in pianura, sono stati consultati i principali centri di calcolo internazionali, tra cui il modello GFS del NOAA (https://www.ncep.noaa.gov), il Centro Meteo Europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e le analisi della NOAA (https://www.noaa.gov), fondamentali per valutare la struttura del cuscinetto freddo e l’evoluzione delle perturbazioni atlantiche. (METEOGIORNALE.IT)
