Le piogge, letteralmente torrenziali, sono accompagnate da una tempesta di Scirocco che agita i mari, determinando enormi mareggiate nelle aree costiere maggiormente esposte. Fortunatamente la situazione dovrebbe migliorare, lentamente, nella giornata di mercoledì ma chi sperava in un miglioramento duraturo resterà deluso.
Ciò che si evince dall’analisi modellistica conferma quanto esposto in precedenza, ovvero che l’ultima decade di Gennaio rischia di passare alla storia come una delle peggiori di sempre. Peggiori in termini di maltempo, difatti gli autorevoli centri di calcolo internazionali ci mostrano una configurazione barica a dir poco complicata e di difficile risoluzione.
Da un lato c’è l’Atlantico, destinato a incidere enormemente sul lato occidentale del vecchio continente. Dall’altro lato abbiamo l’aria gelida di matrice siberiana, che pian piano si espanderà verso ovest miscelandosi pericolosamente col flusso zonale. Un mix che andrà a sostenere, per giorni, svariate situazioni di maltempo anche sul Mediterraneo centrale.
Attualmente quel che possiamo dirvi è che il flusso zonale sarà più incisivo, provocando il passaggio di diverse perturbazioni con direttrice ovest-est. Tuttavia è possibile notare, da giorni, complicazioni cicloniche piuttosto pesanti dettate dalla risposta del Mediterraneo.
Nella seconda parte di settimana, ad esempio, le nostre regioni saranno preda di almeno due distinte perturbazioni. Ci aspettiamo ulteriori precipitazioni, localmente abbondanti, con maggiore coinvolgimento del Nord Italia e delle regioni tirreniche. Fortunatamente saranno meno violente e persistenti rispetto a quanto sta accadendo in questo momento su Sardegna, Sicilia e Calabria, ciò non toglie che gli accumuli di pioggia possano risultare comunque importanti.
Non solo, a quanto parte tra giovedì e venerdì potremmo assistere a diffuse nevicate in Val Padana, soprattutto sulla fascia centro occidentale. Difficile, ora, fornirvi ulteriori dettagli previsionali, difatti i modelli matematici a più alta risoluzione stanno ancora cercando di inquadrare al meglio la situazione.
Soprattutto sotto il profilo termico, che evidentemente si rivelerà fondamentale nel determinare effettivamente nevicate a bassissima quota. Sarà bene aggiornarsi costantemente, perché anche il più piccolo cambiamento configurativo potrebbe determinare profonde variazioni della quota neve.
Proiettandoci oltre, verso fine mese, confermiamo l’ulteriore avanzata del gelo siberiano e soprattutto la presenza di strutture anticicloniche ad alte latitudini. Ciò, lo ricordiamo, solitamente è foriero di pesanti irruzioni fredde – in questo caso potrebbe trattarsi addirittura di aria gelida continentale – capaci di spingersi alle nostre latitudini.