
(METEOGIORNALE.IT) Si prospettano gelide novità per la terza decade di gennaio per tanti Paesi d’Europa. La porta dell’Est potrebbe spalancarsi come non accadeva da anni e anni, tutto grazie a un vortice polare totalmente a pezzi e a un anticiclone russo-siberiano imponente, esteso e in gran forma.
È proprio l’alta pressione siberiana, con la sua tenacia e la sua resistenza, a indebolire giorno dopo giorno il vortice polare, assieme al contributo di altri anticicloni come quello delle Azzorre e quello delle Aleutine. Da tutto questo caos che regna sull’emisfero boreale potrebbe concretizzarsi l’arrivo del famigerato Burian nell’ultimo scorcio di gennaio e all’inizio di febbraio.
Vortice polare a pezzi, arriva il Burian?
Il vortice polare è molto debole già da giorni, in verità da ben prima di Natale, e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, considerando che abbiamo avuto a che fare con alcune irruzioni fredde di stampo artico e anche un episodio di neve a bassissima quota, a tratti in pianura, come la nevicata dell’Epifania in Emilia-Romagna.
Non è arrivata alcuna ondata di gelo significativa, questo è ben chiaro, ma solo perché la posizione del vortice polare non ha permesso l’avanzata del freddo sul nostro territorio, mentre altri settori dell’emisfero nord hanno beneficiato di nevicate e ripetute ondate di freddo intenso.
Perché l’Italia è rimasta ai margini del gelo intenso:
- Posizione sfavorevole del vortice polare
- Flussi freddi diretti verso altri settori dell’emisfero boreale
Seconda decade di gennaio autunnale
Al momento l’attuale posizione del vortice polare non premia l’arrivo del gelo sull’Europa centro-occidentale, tutt’altro. Nei prossimi giorni avremo a che fare con perturbazioni atlantiche e addirittura con un ciclone di stampo pienamente autunnale, che rischia di causare forti rovesci, nubifragi ed episodi alluvionali sulle isole maggiori e sull’estremo Sud.
Per il momento il freddo intenso si è ritirato verso la Scandinavia e l’Europa orientale e non avrà alcuna intenzione di raggiungere l’Italia almeno fino al 19 gennaio.

Dopo il 20 gennaio cambia tutto
Ma dopo questa data tutto potrebbe improvvisamente cambiare. Il gran gelo presente sull’Est Europa e soprattutto l’estesissima copertura nevosa che va dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca fino alla Siberia garantirà lo sviluppo di un persistente anticiclone termico, che inevitabilmente andrà a indebolire ancora di più il vortice polare e a imbrigliare la corrente a getto sul Nord Atlantico.
Questo significa che le correnti occidentali tenderanno a rallentare sensibilmente, mentre si attiveranno di nuovo le correnti gelide orientali, pronte a incamminarsi verso Ovest durante la terza decade di gennaio.
Fattori chiave per l’irruzione gelida:
- Anticiclone russo-siberiano molto esteso
- Alta pressione scandinava e polare
- Vortice polare estremamente fragile
La contemporanea presenza di un potente anticiclone russo-siberiano, dell’alta pressione scandinava e dell’alta pressione polare potrebbe favorire la discesa di nuclei molto gelidi direttamente dalle steppe siberiane, prima sull’Europa orientale e poi addirittura sull’Europa centrale e anche sul nostro Stivale.
Chiaramente è impossibile, al momento, predire la traiettoria di questi flussi siberiani, noti a livello giornalistico come “Burian”, in quanto responsabili di ondate di gelo estreme e nevicate fino in pianura e sui litorali.
In ogni caso la porta dell’Est si riaprirà a partire dal 20 gennaio, ma per i dettagli – quelli più importanti e che più interessano – bisognerà attendere ancora.
Fonti e riferimenti previsionali
Questa analisi sul possibile ritorno del Burian è stata elaborata consultando le più recenti emissioni dei principali centri meteorologici internazionali, in particolare il modello GFS (https://www.ncep.noaa.gov), il centro europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e i prodotti ufficiali della NOAA (https://www.noaa.gov (METEOGIORNALE.IT)
