
(METEOGIORNALE.IT) Primo giorno del 2026, prima analisi modellistica dell’anno. In questo momento quel che emerge, a livello di condizioni meteo climatiche, è senz’altro un quadro sinottico estremamente favorevole all’Inverno, quindi al freddo, addirittura al gelo
L’imponente colata d’aria gelida che sta colpendo l’Europa orientale si espanderà, piuttosto rapidamente, verso ovest. Raggiungerà l’Europa centro occidentale, contestualmente assisteremo all’ingresso di un vortice depressionario atlantico sulla Penisola Iberica. Configurazione ampiamente descritta i giorni scorsi e che trova ampi riscontri negli ultimissimi aggiornamenti dei centri di calcolo internazionali.
Rispetto a quanto scritto i giorni scorsi il trend evolutivo non ci mostra cambiamenti sostanziali, ciò significa che anche le nostre regioni dovranno affrontare gli effetti di un tipo di circolazione meritevole di estrema attenzione. Il freddo, giunto con convinzione nelle ultime ore del 2025, continuerà ad affluire sul Nord Italia, intensificandosi nuovamente dall’Epifania in poi.
Le regioni Settentrionali vivranno una settimana tra il freddo e il gelo, difatti l’unico momento in cui le temperature saliranno leggermente sarà la giornata di domenica. Rialzo dettato dall’espansione della depressione atlantica verso est, tant’è che nel resto d’Italia ci aspettiamo un rialzo termico più consistente ma anche un peggioramento del tempo.
Peggioramento che dovrebbe colpire maggiormente le regioni tirreniche, laddove le precipitazioni potrebbero risultare localmente intense. Sui dettagli previsionali, vista la complessità della situazione, ci si dovrà aggiornare giorno dopo giorno. Tuttavia quel che emerge dai modelli matematici a più alta risoluzione appare abbastanza chiaro, ovvero fenomeni che localmente potrebbero assumere carattere di forte rovescio. Anche temporalesco.
Torniamo al Nord, quindi al tema principale dell’articolo. Qui, lo ripetiamo, le temperature saranno invernali. Decisamente. Valori ampiamente al di sotto del medie stagionali e a partire dall’Epifania ci aspettiamo l’ulteriore espansione nel nucleo d’aria gelida – posizionato appena a nord delle Alpi – verso il Mediterraneo centrale.
Le termiche attese, a 1500 metri di quota, oscilleranno probabilmente tra -8 e -12°C, valori senz’altro notevoli e che se confermati potrebbero creare i presupposti per abbondanti nevicate anche in pianura. Nelle giornate successive, a partire da mercoledì prossimo, l’aria gelida potrebbe estendersi verso sud coinvolgendo gran parte d’Italia.
Situazione potenzialmente esplosiva, difatti alcune autorevoli proiezioni modellistiche ipotizzano un’ondata di gelo accompagnata da un peggioramento di un certo spessore. Se così fosse le precipitazioni potrebbero assumere carattere nevoso a bassissima quota, senza escludere locali sconfinamenti addirittura verso alcune località costiere.
La prima decade di Gennaio, quindi, conferma quelle che erano le sensazioni della vigilia: pieno Inverno. Tra l’altro i segnali provenienti dall’atmosferica continuano a puntare decisamente in direzione di un mese fortemente invernale, con ripetute occasioni per irruzioni artiche di una certa rilevanza. A questo punto non ci resta che attendere l’orientamento dei modelli matematici, talvolta restii ad assimilare rapidamente un certo tipo di configurazione. (METEOGIORNALE.IT)



