
(METEOGIORNALE.IT) I giorni scorsi abbiamo dedicato ampio spazio all’ondata di gelo che sta per abbattersi sull’Europa orientale e che nel corso della notte di Capodanno dovrebbe lambire anche le nostre regioni determinando condizioni meteo climatiche pienamente invernali
Tuttavia avevamo posto l’accento sulla particolarità di una configurazione barica estremamente complessa, in quanto tale meritevole di costanti aggiornamenti perché in grado di cambiare le carte in tavola da un giorno all’altro. Avevamo evidenziato quanto fosse importante, anzi fondamentale, la tenuta del blocco anticiclonico atlantico.
L’Alta Pressione, infatti, non dovrebbe essere in grado di sostenere il peso dell’avanzata oceanica, ciò significa che l’intrusione di aria umida – coadiuvata evidentemente dal ritorno delle depressioni nord atlantiche – potrebbe rappresentare un ulteriore elemento di disturbo. Ed è per questo che negli ultimi giorni abbiamo assistito a importanti cambiamenti evolutivi, in particolare al cambiamento di traiettoria dell’aria gelida che non sarà più in grado di penetrare direttamente sul Mediterraneo determinando in tal modo altri scenari termici.
Passato Capodanno, infatti, è probabile che l’aria gelida sia in grado di estendersi sull’Europa centro occidentale, puntando con decisione la Penisola Iberica. Una traiettoria evidentemente penalizzante non tanto in termini termici, quanto in termini di brutto tempo. Perché l’irruzione, a quel punto, potrebbe sostenere un’ampia ondulazione ciclonica destinata a traslare progressivamente verso est.
Significa che in un primo momento ci aspettiamo un netto rialzo delle temperature, tant’è che le proiezioni termiche indicano un flusso di correnti miti meridionali capaci di insinuarsi addirittura sull’Europa orientale. Ciò causerebbe un allontanamento dell’aria gelida preesistente, pilotando pesanti anomalie termiche positive laddove tra non molto sarà presente gelo siderale.
Come detto potremmo assistere a un progressivo, severo peggioramento a partire dalle regioni di Nordovest e dalla Sardegna, dove tornerebbero precipitazioni particolarmente abbondanti. Per quel che concerne il Nordovest va detto che la presenza di un cuscino d’aria fredda potrebbe facilitare ingenti nevicate a bassissima quota, ma questo sarà tema di discussione nei prossimi giorni.
Lo step successivo, importantissimo, potrebbe proporci lo spostamento del freddo verso est, richiamato sulle nostre regioni dalla presenza di un’ampia area ciclonica. Ed ecco quindi che dopo il temporaneo, sostenuto innalzamento delle temperature potremmo assistere a un ritorno del freddo.
Freddo artico, freddo importante, capace di portare nevicate a quote relativamente basse. Si tornerebbe a parlare d’Inverno, di un quadro meteo climatico consono al periodo. Peraltro, giusto sottolinearlo, il mese di Gennaio potrebbe rivelarsi estremamente propizio a scambi meridiani di un certo tenore quale conseguenza di nuovi, importanti disturbi a carico del Vortice Polare. (METEOGIORNALE.IT)
