
(METEOGIORNALE.IT) Stiamo avendo un ottimo gennaio per quanto riguarda la dinamica atmosferica europea. Condizioni meteo spiccatamente invernali hanno interessato – e lo faranno ancora – le alte latitudini. Non è affatto insolito che, in questo periodo dell’anno, il Vortice Polare inizi a manifestare qualche segnale di indebolimento. Anzi, spesso molti lettori hanno sperato in una sua debolezza, per avere un pattern meteorologico più consono all’inverno.
Che cosa emerge
Se analizziamo attentamente le mappe ECMWF, emerge scenario articolato, complesso, non scontato anzi per nulla. Il quadro europeo, già ora, appare estremamente dinamico. Una serie di cicloni stanno interessando l’Europa, una buona fetta potrebbe arrivare pure da noi. Siamo nel cuore di un flusso zonale piuttosto energico, mentre sul Mediterraneo centrale sta prendendo forma una vasta area depressionaria, con una lunga fase di maltempo già prevista nei nostri articoli.
Molta instabilità
Ci attende dunque una fase meteo caratterizzata da marcata variabilità, quasi estrema, qualcosa tipico della Primavera, ma in un contesto invernale. I modelli previsionali, sebbene sempre più sofisticati, mostrano ancora margini di incertezza nel definire con precisione i movimenti delle masse d’aria. Anche perché è molto difficile prevedere con precisione la collocazione esatta di un eventuale minimo di bassa pressione.

Cosa accade a fine mese
Grandi cambiamenti intorno a lunedì 26. Il modello ECMWF suggerisce un cambiamento nella circolazione generale. L’alta pressione atlantica, dopo essere stata spesso a latitudini molto basse, potrebbe spingersi verso lande più settentrionali, lasciando spazio lungo il suo margine orientale a una discesa di aria polare continentale. Si tratterebbe di qualcosa di grosso, che tenderebbe a dirigersi verso l’Europa centrale, con la possibilità di raggiungere anche l’Italia, sebbene ci siano ancora molte cose da mettere a posto.

Le incertezze
È proprio in questa fase che entrano in gioco le incertezze previsionali. La capacità dell’aria fredda di superare la barriera alpina, o comunque di penetrare sul mare Adriatico, è molto difficile da confermare. Anche perché, il tema della neve resta, come sempre, il più delicato in questo periodo dell’anno.
Un po’ come quando in estate ci chiedete “quando finisce il caldo intenso“. Uno non vede l’ora che arrivi la frescura. E al tempo stesso, gli amanti dell’inverno non vedono l’ora che si tinga tutto di bianco. Le proiezioni a lungo termine tendono a essere caute e non sempre riescono a individuare con precisione le aree coinvolte.
Lunga fase instabile
Al di là di quello che potrebbe capitare, gli ultimi giorni di gennaio e l’inizio di febbraio si presentano quanto mai ricchi di incognite ma anche di segnali interessanti. Ciò che sembra emergere con chiarezza è il ritorno di un inverno più dinamico e coerente con la stagione.
Sicuramente non avremo lunghe fasi meteo di alta pressione. E già questo è un bel traguardo. Chiedere poi di avere abbondanti nevicate e diffuse è – onestamente – sperare in un clima di una volta. Purtroppo certi inverni non torneranno più. Piuttosto, possiamo accontentarci di non avere tre mesi di alta pressione.
Credits
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
