
(METEOGIORNALE.IT) Febbraio e il jolly del vortice polare. Come sapete, cari lettori, stiamo parlando di un indice meteo estremamente importante. Anche se ovviamente non è l’unico in una complessa analisi climatica. Cerchiamo di fare un riassunto veloce per capire di che cosa stiamo parlando.
Facciamo chiarezza
Per chi non lo sapesse, si tratta di una sorta di trottola che si trova in stratosfera (oltre quindi i 10 km di quota, NON è al suolo) che trattiene il freddo. Si può fare uno schema molto semplice per semplificare. Se è debole la possibilità di avere gelo e neve in Italia cresce (anche se rimane comunque una probabilità e non una certezza!). Mentre se è forte è facile che ci sia clima mite Non necessariamente soleggiato, ma sicuramente non troppo freddo. Nel grafico che vi mostriamo scopriamo insieme qualche novità interessante.

Spieghiamo il grafico
Sappiamo che è un grafico un po’ complesso. Ma cerchiamo di capire. Si può notare una serie di linee molto confusionarie soprattutto nella parte di destra. In basso, sull’asse delle ascisse, notiamo le giornate. In verticale, ovvero sulle ordinate, ci sono le velocità. Non facciamo una esplicazione tecnica. Perché sarebbe troppo difficile.
Quello che possiamo dire è che, se la media delle linee in blu è al di sopra di quella rossa, allora vuol dire che il clima è facilmente mite in Italia. Se invece la media delle linee è al di sotto di quella rossa, allora è probabile maggior dinamismo. Va da sé che più si è in basso e maggiori sono le PROBABILITA’ di gelo e neve, non le certezze!
Un altro approfondimento
Rimarchiamo sempre che si parla di probabilità. Non è affatto detto che un vortice debole porti sicuramente gelo e neve a bassa quota. Servono tanti tasselli. Ma intanto è una condizione predisponente. Un vortice indebolito e suddiviso in più nuclei, quindi, potrebbe fungere da trigger per l’arrivo di masse d’aria fredde e instabili sul nostro paese.
In questo contesto non si esclude una seconda parte dell’inverno abbastanza movimentata, ma non necessariamente gelida. Quello che pare certo è che non si vedono lunghe fasi meteo di alta pressione sul nostro paese.

Ricapitolando…
Come succede in questi casi, è bene andare col freno a mano tirato. Nessuno vuole fare proclami di gelo e nevicate storiche. Ormai diventa difficile avere occasioni simili. Era già arduo avercele un tempo. Quello che possiamo dire, per concludere questa trattazione, è che quest’inverno 2026 sembra essere perlomeno molto dinamico. Non certo paragonabile a quello di una volta, ma intanto le occasioni e i colpi di scena non mancano. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione fino a fine febbraio.
Credit
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
