Freddo, piogge, venti forti e neve si concederanno ben presto una pausa. È ormai confermato, infatti, che l’alta pressione riprenderà pieno possesso del Mediterraneo centrale nei prossimi giorni, soprattutto tra 12 e 15 gennaio, garantendo tempo più stabile ma non propriamente bello per tutti. Siamo pur sempre in pieno inverno e tutti siamo ben consci degli effetti variegati dell’alta pressione da regione a regione, in base alla complessa orografia del nostro territorio.
Ultimo assaggio freddo, poi alta pressione
Prima dell’alta pressione, tuttavia, dovremo fare i conti con le ultime precipitazioni e soprattutto con un brusco calo delle temperature che culminerà nella notte di lunedì 12 gennaio con valori rigidi su tutto lo Stivale. La perturbazione arrivata dal Nord Atlantico porterà qualche altro piovasco o acquazzone sul Meridione, dopodiché subentreranno i freddi venti balcanici che attraverseranno l’Adriatico per poi fiondarsi sul Centro-Sud per circa 12 ore di clima gelido.
Le temperature crolleranno sensibilmente al di sotto delle medie del periodo e avremo a che fare con venti forti di Tramontana e soprattutto qualche fiocco di neve fino in pianura tra Abruzzo, Molise e Puglia. Nulla di eclatante, sia chiaro, poiché non ci saranno accumuli di neve in pianura e nemmeno in collina, considerando che sarà un’ondata di freddo estremamente veloce e marginale, destinata ad abbandonare in gran fretta l’Italia sotto la spinta dell’alta pressione.
Dove si farà sentire l’ultimo freddo
- Centro-Sud e regioni adriatiche
- Fiocchi sporadici tra Abruzzo, Molise e Puglia
- Calo termico rapido ma intenso
Alta pressione protagonista soprattutto al Sud
Sarà proprio l’anticiclone a riprendere in mano le redini del gioco su gran parte d’Italia ad inizio settimana. Si tratterà dell’alta pressione subtropicale, che avrà un maggior impatto sulle regioni del Sud e le isole maggiori, in particolar modo tra il 13 e il 15 gennaio, quando oltre al bel tempo si prospetta un graduale e inedito aumento delle temperature, per certi versi molto atteso dopo tanto freddo in questo avvio del 2026.
La colonnina di mercurio potrebbe riportarsi al di sopra dei 15-16 ° a metà settimana, in particolar modo su Sardegna meridionale, Sicilia settentrionale, Calabria, Basilicata, Puglia, basso Molise. Sulle regioni del Sud e le isole maggiori avremo a tutti gli effetti condizioni meteo piacevoli, stabili e belle, visto che prevarrà il Sole quasi ovunque.

Il Sole non illuminerà tutta Italia
Discorso molto diverso per le regioni del Centro-Nord, e in particolar modo quelle dell’Alto Tirreno e della Val Padana. Il ritorno dell’alta pressione inevitabilmente favorirà lo sviluppo di banchi di nebbia molto estesi e anche di nubi basse che andranno ad avvolgere le coste e le colline di Liguria, Toscana e Lazio, oltre a molti territori del Nord, specie sulla Val Padana occidentale.
Questa vasta copertura nuvolosa, giocoforza, impedirà l’aumento delle temperature e soprattutto manterrà condizioni meteo pienamente autunnali, con tempo uggioso, grigio e freddo.
Come se non bastasse, ritorna anche il maltempo già dal 15 gennaio sulle regioni del Nord-Ovest e dell’Alto Tirreno, poiché si avvicinerà una nuova perturbazione atlantica che avrà molto da dire nel Mediterraneo nella seconda metà della settimana. Insomma, le nubi basse e le nebbie legate all’alta pressione lasceranno spazio a nubi ancor più minacciose e cariche di piogge sulle regioni settentrionali.
Fonti e centri di calcolo
Per la stesura di questo scenario sono stati analizzati i principali modelli previsionali internazionali, in particolare il GFS (https://www.ncep.noaa.gov), il centro europeo ECMWF (https://www.ecmwf.int) e i dataset ufficiali della NOAA (https://www.noaa.gov).
