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Grandi novità in vista della terza decade di dicembre. Le condizioni meteo potrebbero cambiare completamente. Non solo è il periodo delle feste invernali per eccellenza, ma soprattutto in questo caso coincide con un profondo cambiamento del pattern meteorologico a livello europeo. Vediamo insieme che cosa sta emergendo.

 

Porta Orientale

Potrebbe attivarsi la cosiddetta Porta Orientale, ovvero il corridoio attraverso il quale masse d’aria gelide di origine continentale possono spingersi dall’Europa orientale verso il bacino del Mediterraneo. Qualora questo scenario meteo trovasse conferma, tali flussi freddi sarebbero potenzialmente in grado di riportare temperature decisamente più basse e condizioni favorevoli a nevicate fino a quote piuttosto interessanti, ovviamente non possiamo dare ulteriori dettagli.

 

Ondata di gelo?

Chiariamo subito. Nessuna fase meteo di origine siberia. Nessun gelo estremo. Le previsioni che riguardano l’arrivo del freddo da est sono notoriamente soggette a continui cambiamenti e la loro attendibilità tende a ridursi drasticamente già nel medio termine. Non parliamo poi se stiamo discutendo su tendenze a dieci giorni. Non potremo mai entrare nei dettagli con questo lasso temporale. Ma allora perché lo esponiamo?

 

Segnali interessanti

Tutti i maggiori centri di calcolo concordano sull’ipotesi di una dinamica atmosferica molto interessante a partire da domenica 21 dicembre. In questa fase, l’alta pressione tenderebbe a spingersi verso latitudini più settentrionali, estendendosi progressivamente dalla zona atlantica fino a raggiungere la Groenlandia, l’Islanda e successivamente anche la Scandinavia. Una simile configurazione, ampia e robusta, avrebbe l’effetto di rallentare in modo significativo il vortice polare.

 

Una sorta di Europa capovolta. Alte pressioni miti alle altissime latitudini e basse pressioni sul bacino del Mediterraneo.

 

Situazione di blocco

Quando l’anticiclone assume questa particolare disposizione aumentano senza dubbio le probabilità di discese fredde verso il continente europeo. Gli ultimi aggiornamenti indicano la possibile successione di diverse perturbazioni dirette verso l’Europa, accompagnate da un progressivo e costante calo delle temperature giorno dopo giorno. In questo contesto, l’Italia potrebbe essere interessata da frequenti episodi di pioggia e rovesci sulle pianure, mentre le zone montuose vedrebbero abbondanti nevicate.

 

Un grafico molto tecnico che però aiuta a spiegare come ci sia una possibile situazione di blocco nel periodo natalizio. Vuol dire semplicemente che le Alte Pressioni sarebbero a quote elevate e la possibilità di maltempo e neve aumenterebbe sensibilmente.

 

E nel periodo natalizio?

I modelli ipotizzano l’arrivo dei primi nuclei d’aria molto fredda provenienti dalla Russia e diretti verso l’Europa centrale. Una parte di questo freddo potrebbe riuscire a spingersi fino al Nord Italia, creando condizioni favorevoli a nuove nevicate sui rilievi e a un abbassamento progressivo della quota neve. Ovviamente impossibile fornire ulteriori dettagli. Quello che possiamo dire è che, questo tipo di pattern meteo, l’Italia potrà assistere a un ritorno della neve a bassa quota. Anticicloni e clima mite resteranno molto distanti…

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICONAROMEARPEGE

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