Stiamo vivendo una fase meteo prettamente invernale. Ma quello che vogliamo discutere in questo articolo è che sarebbe bastato davvero un filo di freddo in più per avere la Valle Padana praticamente sommersa di neve. Cerchiamo di seguire il seguente ragionamento.
Cosa succedeva un tempo
In altre epoche climatiche, magari 50-100 anni fa, l’arrivo di una massa d’aria di origine artica costituiva spesso il primo tassello di un meccanismo molto noto in campo meteo. Una volta che il freddo si era depositato, era la Pianura Padana stessa a svolgere un ruolo determinante nel controllo del suo stesso tempo.
Si era formato un vero e proprio strato di aria gelida aderente al suolo. Ecco che abbiamo introdotto il concetto di cuscinetto freddo. Uno strato stabile, persistente e soprattutto gelido, che rappresentava una condizione fondamentale per l’innesco di eventi nevosi.

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L’evoluzione
Quando, successivamente, sopra questo strato gelido iniziavano a scorrere correnti più miti e cariche di umidità proveniente (solitamente) dal Mar Ligure, lo scenario risultava quasi scontato. Era praticamente sicuro che la neve cadesse fino in pianura. Magari non in tutta la Val Padana, ma almeno in una buona fetta di essa.
Si trattava della classica configurazione nota come nevicata da addolcimento. Abbiamo trattato in un articolo apposta questo tipo di nevicata. Facciamo un riassunto. L’aria più calda, avanzando lentamente in quota, erodeva progressivamente lo strato freddo sottostante.
Il processo proseguiva dall’alto verso il basso, erodendo lentamente il cuscinetto gelido. Non a caso, praticamente in tutte le grandi nevicate alla fine della perturbazione poteva cadere qualche millimetro di acqua. Ma oramai il fondo nevoso era già al suolo, magari anche diverse decine di centimetri.
Cosa sta accadendo oggi
Secondo quanto emerso dalle analisi meteo più recenti, l’inizio del nuovo anno potrebbe essere caratterizzato dall’avvicinamento di una depressione in risalita dalla Spagna. Il tutto sarebbe accompagnato dal transito di una perturbazione preceduta da un flusso di aria mite e umida, veicolata da venti di scirocco e libeccio. Sulla carta una configurazione meteorologica perfetta per nevicata in pianura. O comunque a quote bassissime. Solo che sorge un problema. Le masse d’aria non sono più gelide come un tempo.

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Le considerazioni per gli eventi recenti
Negli ultimi anni, di fatti, non è più possibile formulare con largo anticipo previsioni affidabili di nevicate da addolcimento alle basse quote del Nord Italia. Basta veramente un soffio per mandare in frantumi tutto. Spesso il confine tra pioggia e neve si colloca su variazioni minime di temperatura. Non solo sul filo del grado, ma anche sui decimi di grado. Anche un tempo si poteva avere questo confine, ma era più spesso neve a dispetto della pioggia. Ora è nettamente il contrario.
Quindi prendiamolo come esempio. Le tendenze meteo della prima decade di gennaio sono propense ad avere almeno due o tre occasioni di neve a quote bassissime. Un tempo sarebbe stata Dama Bianca praticamente certa. Oggi invece ce la si gioca fino all’ultimo…
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE