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Il mese di gennaio sta infatti mostrando segnali crescenti di attivitร dโonda e di disturbo del Vortice Polare, una configurazione che, se confermata, potrebbe avere ripercussioni rilevanti sul clima europeo e mediterraneo tra la seconda parte di gennaio e febbraio.
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Un Vortice Polare meno compatto del normale
Dopo un avvio invernale dominato da una circolazione spesso zonale, la struttura del Vortice Polare stratosferico appare tuttโaltro che granitica. Le analisi evidenziano un vortice giร disturbato da un warming precoce, con una tendenza alla deformazione e alla suddivisione in lobi, in particolare tra il comparto artico-canadese e quello siberiano.
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Questo assetto favorisce una maggiore efficacia delle onde planetarie, soprattutto della Wave 1, che tende a trasmettere energia verso la stratosfera indebolendo ulteriormente il vortice.
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Un ulteriore elemento di interesse รจ rappresentato dallโaumento dellโozono stratosferico e dai segnali di heat flux in risalita, indicatori tipici di una propagazione dโonda piรน efficiente. Si tratta di fattori che aumentano la probabilitร di disturbi significativi nella seconda decade di gennaio.
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Scenario a due onde e ipotesi di Major Warming
Alcuni centri di analisi stratosferica non escludono, nelle proiezioni a medio-lungo termine, la possibilitร di un Major Sudden Stratospheric Warming nel corso di gennaio. In tale contesto, il vortice potrebbe assumere una configurazione bifida o fortemente deformata, tipica di un disturbo a due onde.
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In questo scenario, i lobi freddi artico-canadese e siberiano verrebbero separati da unโarea anticiclonica alle alte latitudini, spesso collocata tra Groenlandia, Scandinavia e Mare di Barents. Questa disposizione รจ storicamente associata a un aumento del rischio di retrogressioni fredde e di irruzioni artico-continentali verso lโEuropa, soprattutto se la risposta troposferica dovesse risultare ben sincronizzata.
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Europa e Mediterraneo: area sensibile agli scambi meridiani
Le tendenze mensili descrivono un gennaio potenzialmente molto dinamico, con NAO orientata verso valori neutri o negativi. Questo segnale, dal punto di vista sinottico, favorisce scambi di massa dโaria lungo i meridiani piuttosto che un flusso occidentale teso.
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In tale contesto, il Mediterraneo si conferma come una delle aree piรน sensibili: qui possono convergere impulsi freddi in discesa da nord o nord-est e infiltrazioni atlantiche piรน umide, creando le condizioni ideali per ciclogenesi secondarie e, in presenza di aria sufficientemente fredda, nevicate anche a quote relativamente basse.
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Gennaio-Febbraio: alta potenzialitร , ma con margini di incertezza
Guardando a febbraio, alcune proiezioni stagionali suggeriscono una prosecuzione della variabilitร atmosferica, con un possibile rafforzamento dellโanticiclone russo-siberiano in competizione con quello subtropicale. Uno scenario compatibile con disturbi stratosferici โereditatiโ e con ripetute discese fredde sullโEuropa.
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Nel complesso, il quadro dinamico e termodinamico supporta lโidea di un periodo gennaio-febbraio ad elevata potenzialitร fredda, ma con esiti molto dipendenti dal timing della risposta troposferica e dal posizionamento dei blocchi atmosferici rispetto al Mediterraneo. Un assetto che merita dunque monitoraggio costante, perchรฉ piccoli spostamenti barici possono fare la differenza tra un inverno anonimo e una fase decisamente piรน incisiva.
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Credit: questo articolo รจ stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.
