
(METEOGIORNALE.IT) Le condizioni meteo sono davvero brutte per i prossimi giorni. E con tale aggettivo non vogliamo indicare che ci sarà maltempo da pioggia ma maltempo… Anticiclonico. Avere un periodo di alta pressione in inverno non è affatto anomalo.
C’è stato anche in passato e pure con buona frequenza. Il problema sono Intanto le temperature in sane che si raggiungeranno in quota. Ne abbiamo parlato in un nostro interessante approfondimento. In secondo luogo la preoccupante è pessima qualità dell’aria.
Aria orribile
Stiamo subendo un innalzamento significativo delle concentrazioni di smog e particolato sottile. Le polveri sottili, temute per la loro capacità di penetrare nell’apparato respiratorio e di disperdersi facilmente nell’atmosfera, stanno raggiungendo livelli preoccupanti, tali da generare un allarme nelle zone più critiche. Ovviamente Valle Padana in primis ma anche alcune conche del Centro Italia.
Per comprendere appieno questo aumento, è necessario considerare non soltanto le fonti di inquinamento antropico, ma anche e soprattutto il particolare quadro meteo che si sta delineando, il quale gioca un ruolo determinante nel trattenere gli agenti inquinanti nei bassi strati dell’aria. Ovviamente non vogliamo dare la colpa all’atmosfera. Però questo tipo di pattern facilita il ristagno dello smog.
Cosa sta accadendo
Stiamo vivendo da alcuni giorni una progressiva stabilità, dovuta a una vasta area anticiclonica. In presenza di un anticiclone, la colonna d’aria tende a comprimersi, limitando la circolazione e impedendo la dispersione delle sostanze inquinanti. A ciò si aggiunge la quasi totale assenza di vento, elemento che normalmente favorisce la pulizia dell’aria e il ricambio tra gli strati atmosferici.
Questa duplice combinazione sta creando le condizioni ideali per la formazione e la persistenza delle nebbie, che in molte zone si comportano come un vero e proprio tappo, intrappolando lo smog vicino al suolo e rendendo l’aria pesante e decisamente poco salubre.
Le zone più colpite
Nemmeno a dirlo, le pianure del Nord Italia, dalle vaste distese del Piemonte fino alla Lombardia, dal Veneto all’Emilia Romagna. Proprio in queste regioni, già da sabato 6 dicembre, stiamo vivendo fitte coltri nebbiose, localmente persistenti per molte ore della giornata. E nei prossimi giorni la situazione non andrà certo meglio.
La criticità sarà particolarmente evidente durante le prime ore del mattino e nelle fasce serali, quando la radiazione solare diminuisce e, parallelamente, l’umidità tende ad aumentare. Le nebbie non solo ridurranno drasticamente la visibilità, rendendo più pericolosi gli spostamenti, ma contribuiranno anche a trattenere le particelle inquinanti. Un duplice effetto nefasto.
Quanto durerà?
Risposta brutta. A lungo. Le previsioni indicano che questo scenario non sarà passeggero: le condizioni meteo che stiamo vivendo potrebbero prolungarsi per una settimana. O forse pure di più. L’alta pressione rimarrà ben salda sul Mediterraneo, impedendo l’arrivo di fronti perturbati che potrebbero favorire un ricambio d’aria.
Le grandi città del Nord, come Milano, Torino e Bologna, sono tra le più esposte, ma anche alcune realtà del Centro e del Sud Italia potrebbero registrare un netto peggioramento della qualità dell’aria. Firenze, Roma e Napoli, secondo le rilevazioni, dovranno prestare attenzione. Non saranno inquinate come la Valpadana ma comunque il ricambio sarà scarsissimo e le polveri sottili interesseranno pure queste grandi città. In attesa di un vero e proprio radicale cambio del pattern meteo…
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
