
(METEOGIORNALE.IT) Quello che capiterà la prossima settimana sarà qualcosa di eccezionale. Condizioni meteo davvero molto anomale. Dimentichiamoci in fretta del periodo freddo appena occorso. Ciò che si sta preparando non è soltanto un cambiamento progressivo, ma un vero e proprio stravolgimento a livello emisferico. Sono termini forti, lo so, ma del tutto comprensibili e adatti. Cosa succederà di tanto grave? Scopriamolo insieme in questo nostro nuovo articolo.
Enorme cupola anticiclonica
Ebbene sì, cari lettori. Mancava da oltre tre settimane. Ed eccola puntualmente ritornata. Una vastissima alta pressione, di matrice subtropicale, la quale tenderà a rafforzarsi e ad avanzare verso il continente europeo, coinvolgendo in pieno il nostro Paese. Con anomalie ingentissime.
Non sarà qualcosa di passeggero né tantomeno di localizzato. Prima di tutto, bloccherà qualsiasi tipo di perturbazione, almeno per una settimana. Quindi stop piogge e ovviamente addio ai sogni di neve. Ma in secondo luogo, la cosa peggiore saranno proprio le temperature. L’immagine dell’articolo altro non è che una vastissima anomalia termica. L’Europa è tutta…in rosso!
Caldissimo in quota
L’effetto di questa mastodontica cupola anticiclonica sarà evidente soprattutto nelle temperature in quota. Intorno ai 1500 metri di altitudine, che sarebbe la quota barica di 850hPa, i termometri potrebbero non solo raggiungere, ma persino superare i +15 gradi.
Si tratta di valori estremamente anomali per la stagione, con scarti termici che, nel cuore del continente europeo, potranno risultare superiori di 12-16 gradi rispetto alle medie climatiche di riferimento! Anche sull’Italia la situazione sarà simile, pur con qualche grado in meno, ma con numeri comunque decisamente elevati per il mese di dicembre. E ovviamente molto allarmanti.

Fase di blocco molto pesante
Questa configurazione atmosferica, osservata in un contesto stagionale ormai pienamente invernale, rappresenta una vera e propria eccezione climatica. Si tratta dell’ennesima fase meteo di blocco. Questo vuol dire che il tempo rimane bloccato per giorni e sole e caldo sono quasi a livelli estivi in alta montagna. Non stiamo scherzando.
Lo zero termico, cioè la quota al di sopra della quale la temperatura è sempre sotto zero, schizzerà in maniera altissima, fino a sfiorare i 3700-3800 metri su Alpi e Appennino centro-settentrionale. Un valore di questo tipo è più tipico di una fase estiva stabile piuttosto che del preludio delle festività natalizie.

Le ripercussioni sulle nostre città
Siamo nel periodo con le giornate più corte dell’anno. A partire da lunedì 8 dicembre e per tutta la settimana successiva, è atteso un periodo di tempo stabile, con cieli spesso sereni e precipitazioni ovviamente del tutto assenti.
Le temperature diurne saranno particolarmente miti: nelle regioni centro-meridionali si potranno raggiungere valori compresi tra 15 e 19 gradi, nelle grandi città del Centro-Sud, come Roma, Napoli, Bari e Cagliari. Ma lontano dal mare nelle due Isole Maggiori potremmo superare localmente anche i 20 gradi.
Molti di voi potrebbero esser contenti, ma stiamo parlando di valori non certo tipici del cuore di dicembre! Viceversa, Valle Padana e bassi strati alpini potranno avere temperature nettamente più basse. In questi luoghi l’anomalia risulterà quantomai mascherata, ma ricordiamo che è e sarà comunque presente. Vinceranno le inversioni termiche: abbiamo trattato un approfondimento qui.
Problema smog
Puntuale come un orologio svizzero, nonostante i vari progressi tecnologici, eccoci qui catapultati nel cuore del problema. Lo smog! Durante l’inverno, infatti, la stabilità atmosferica favorisce il ristagno dell’aria nei bassi strati, soprattutto in Val Padana, dove si potranno formare diffuse nebbie, foschie e nubi basse.
Grazie alle inversioni termiche e allo scarsissimo ricambio d’aria, la qualità atmosferica delle grandi città tenderà a peggiorare, fino a diventare pessima, non solo nelle aree più soggette a fenomeni nebbiosi, ma in gran parte delle pianure e dei centri urbani. È vero che le condizioni meteo fanno la loro parte, ma è anche vero che se ne parla da decenni. E puntualmente non si trova una soluzione…
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
