
Non solo previsioni meteo, ma anche qualità dell’aria pessima. Brutte notizie sul fronte atmosferico. Negli ultimi giorni l’Italia sta vivendo una fase atmosferica tipica di una stagnazione dello smog nei bassi strati. Facciamo riferimento, in particolare, all’incremento delle famigerate polveri sottili che, accumulandosi negli strati più bassi dell’atmosfera, che stanno facendo registrare valori di inquinamento ben oltre la soglia limite per la salute umana.
La colpa è in buona parte nostra anche se…
Prima di entrare nel dettaglio delle aree maggiormente coinvolte e della probabile evoluzione nei prossimi giorni, è opportuno ricordare che tale situazione non nasce esclusivamente da fattori antropici, come traffico o riscaldamento domestico. Diciamo che trova una potente amplificazione pure nel particolare quadro meteo che si è instaurato sul nostro Paese.
L’atmosfera dà un pesante contributo
Le condizioni attuali, infatti, contribuiscono in modo diretto (e forse preponderante) a intrappolare le sostanze inquinanti nei bassi strati, impedendone la dispersione in quota. Certo, la colpa è principalmente umana, però anche l’atmosfera in questo periodo enfatizza il problema. E nemmeno di poco.
Potente anticiclone
L’alta pressione comporta cieli spesso sereni e temperature rigide nelle ore notturne, ma soprattutto porta con sé una quasi totale assenza di ventilazione. Proprio questa mancanza di vento risulta il fattore esattamente primario. È facile intuire che, senza un ricambio d’aria, le particelle inquinanti rimangono sospese nei pressi del suolo, creando un ambiente insalubre, particolarmente evidente nelle pianure e nelle aree urbanizzate. In tale contesto tornano a formarsi, e in alcuni casi ad addensarsi le nebbie. Tanto amate e odiate allo stesso modo.
Le zone più nebbiose
Facile dirlo. Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna (pianeggianti ovviamente) risultano tra le regioni maggiormente esposte alla formazione di banchi di nebbia particolarmente densi e persistenti, soprattutto durante le prime ore del mattino e dopo il calare del sole. La nebbia potrà estendersi per diverse ore, riducendo la visibilità in modo marcato e contribuendo al ristagno delle polveri sottili.
Non è qualcosa da qui ne usciremo a breve
Il problema non sembra destinato a risolversi in tempi brevi. L’alta pressione resterà ben salda sul Mediterraneo almeno per l’intera settimana, prolungando così il problema. Di notte e nelle prime ore del giorno, con il graduale abbassamento termico, potranno formarsi anche gelate in pianura, ulteriore segnale della stabilità atmosferica e dell’assenza di ventilazione. Ma è proprio la mancanza di vento e ovviamente di precipitazioni di qualunque tipo ad amplificare il problema.
Le città più coinvolte
Le solite: Milano, Torino, Bologna, e ovviamente tutti i centri minori della Valle Padana. Ma visto che sarà l’intera Italia avvolta in questo tipo di condizione meteo particolare, persino Perugia, Firenze, Roma e Napoli potranno registrare valori critici di inquinamento atmosferico. Solo le zone del meridione si salvano. Anche se soltanto in parte perché pure qui la mancanza di vento farà comunque aumentare i livelli di smog.
Credit
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE