METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home » Valle Padana piena di neve: la “nevicata perfetta” può davvero accadere
      A Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Valle Padana piena di neve: la “nevicata perfetta” può davvero accadere

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 09/12/2025
      Condividi
      7 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google

      Contents
        • Cosa comporta
        • Differenze interne
        • Il cuscino freddo
        • Precipitazioni da sud-ovest
        • Ma poi gira in acqua
        • Le conseguenze del Global Warming
      • Credit

       

      La Pianura Padana rappresenta per gli esperti di meteo e clima una vera e propria zona con un clima a sé stante. Ovviamente se paragonata al resto d’Italia. Geograficamente, è un’area chiusa e protetta da una sorta di cornice montuosa imponente: da un lato le Alpi, dall’altro l’Appennino.

       

      Cosa comporta

      Questa conformazione geografica crea condizioni molto particolari. L’aria fredda tende a ristagnare, quando soprattutto non ci sono intense correnti vento. Mentre allo stesso tempo correnti umide provenienti dal Mar Ligure e dall’Adriatico riescono a penetrare fino al cuore della pianura.

       

      Per questo motivo, ottenere nevicate a bassa quota, non basta la sua conformazione. Altrimenti nevicherà sempre. Occorre una combinazione quasi perfetta di elementi: quando anche un solo fattore si altera, la neve si degrada in pioggia. È capitato spesso negli ultimi anni e capitava di meno i decenni addietro.

       

      Differenze interne

      Chi vive tra Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna lo ha sperimentato molte volte. Soprattutto nell’era di internet, dove sappiamo praticamente in tempo reale che clima c’è in qualunque città. Può nevicare copiosamente a Torino mentre Milano assiste a precipitazioni deboli e miste, oppure Bologna può ritrovarsi sotto fiocchi asciutti mentre a Modena piove.

       

      Stiamo parlando di variazioni di pochissimi decimi di grado, ma sufficiente per far passare da pioggia a neve e viceversa. È chiaro che noi non viviamo in un clima come la Bielorussia, dove è praticamente sicura la neve da novembre a marzo. Il nostro è un clima decisamente più temperato. E quindi per avere nevicate diffuse servono davvero tanti tasselli.

       

      Ultimamente nevica sempre solo in montagna, capita sempre più frequentemente di avere le Alpi innevate e la Pianura Padana completamente senza neve. ID 382701416 | Alpi Neve ©
      Enrico Aliberti | Dreamstime.com

       

      Il cuscino freddo

      Come non celebrarlo. È solo grazie a lui che nevica in valle padana. Si tratta dello strato di aria gelida che si forma nei bassi livelli dell’atmosfera. La sua nascita è legata soprattutto a periodi di alta pressione, cieli sereni e venti deboli.

       

      Durante la notte il terreno disperde calore verso l’alto, raffreddandosi rapidamente. L’aria sovrastante, diventando più densa e pesante, rimane intrappolata in pianura: nasce così l’inversione termica. Fa più freddo nelle conche che in montagna.

       

      Quando poi alle condizioni radiative si sommano afflussi da est, in particolare attraverso la Porta della Bora, questo cuscino freddo non solo persiste ma si ispessisce. Nei casi più favorevoli può raggiungere 500–800 metri di altezza. In questi casi, se arriva un fronte da sud con aria più mite, con tutti quei metri nettamente sotto zero il fiocco riesce a resistere e non fonde.

       

      Negli ultimi anni nevica ancora a Milano, ad esempio, ma solo effimere spolverate e dopo fonde tutto. ID 205968807 | Neve ©
      Alberto Ialongo | Dreamstime.com

       

      Precipitazioni da sud-ovest

      Le nevicate più ingenti per Piemonte e Lombardia occidentale nascono quasi sempre dello stesso schema. Un minimo di bassa pressione sul Mar Ligure richiama correnti miti e cariche di vapore da sud-ovest. Questo flusso umido scivola sopra il cuscino freddo senza riuscire a miscelarsi subito con esso. Si tratta del famoso fenomeno meteo delle nevicate da sovrascorrimento umido.

       

      Quando questo avviene, l’umidità si condensa rapidamente, le nubi si ispessiscono e le precipitazioni iniziano in molti casi direttamente sotto forma di neve, anche se a poche centinaia di metri di quota le temperature risultano positive.

       

      Ovviamente in questi casi il vapore acqueo è elevato e quindi la neve può cadere anche oltre il mezzo metro addirittura nelle zone pianeggianti. Era abbastanza frequente fino a un cinquantennio fa. Adesso invece sta diventando difficilissimo.

       

      Ma poi gira in acqua

      Con il passare delle ore, la miscelazione atmosferica e il calore liberato durante la fusione tendono a erodere progressivamente il cuscinetto. L’evento può quindi trasformarsi: dapprima neve pesante e bagnata, poi pioggia pura.

       

      Il passaggio spesso avviene, geograficamente parlando, da ovest verso est, con zone come Cuneo, Torino o l’alto Piemonte che mantengono più a lungo condizioni nevose, mentre l’Emilia occidentale tende a piegare prima verso precipitazioni liquide. Tante volte è nevicato molto bene in Piemonte, anche oltre mezzo metro, invece sul Delta del Po ha sempre piovuto.

       

      Le conseguenze del Global Warming

      Con il cambiamento climatico, la neve non scompare, ma cambia la sua frequenza.. Un’atmosfera più calda trattiene più vapore acqueo: circa il 7% in più per ogni grado di riscaldamento. Ciò significa che quando si verificano condizioni adatte alla neve, le precipitazioni possono risultare più intense rispetto al passato.

       

      Ma attenzione. Se tutto fosse oro nevicherebbe di più. Invece ora lo fa molto di meno. Questo perché il cuscinetto si forma con più difficoltà, resiste per meno tempo e spesso la transizione verso la pioggia è rapida e brusca.

       

      Ma se solo ci fossero opportunità di un cuscinetto veramente intenso, con i mari sempre più caldi evapora sempre più vapore acqueo e quindi ci sarebbero condizioni meteo di vere e proprie tormente di neve. Capiterà anche quest’anno?

       

      Credit

      ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

      Seguici su Google
      TAG:AROMEARPEGEcambiamento climaticoclima Emilia-Romagnaclima lombardiaclima piemonteclima temperatoclima venetocondizioni meteo Pianura Padanacuscino freddoECMWFeventi nevosi estremigfsglobal warmingICONinverno italiainversione termicameteorologia Italianeve in pianura padananeve raranevicate basse quotenevicate Emilia-Romagnanevicate Lombardianevicate Piemontepianura padanaprecipitazioni da sud-ovestsovrascorrimento umido
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it è un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sull’esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dell’informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      © 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?