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Meteo con Neve e Freddo in arrivo sull’Italia, la data si avvicina

Alta pressione inizialmente ostinata, svolta possibile tra fine Dicembre e Gennaio.

Federico De Michelis di Federico De Michelis
08 Dic 2025 - 18:50
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News, Zoom
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(METEOGIORNALE.IT) Siamo appena al termine della prima decade di Dicembre e viviamo una fase “nebulosa”, abbiamo solo alcune tracce di quello che potrebbe essere il tempo atmosferico in Italia da qui a una decina, venti giorni. Nel frattempo abbiamo questo ponte meteorologico dove ci sarà l’alta pressione; poi questa andrà a cedere soprattutto nel settore atlantico, in Francia, mentre in Italia, tutto sommato, la situazione non sembra destinata a vedere peggioramenti eclatanti delle condizioni meteorologiche.

 

Si intravede la possibilità di una riduzione della forza delle aree anticicloniche sull’Italia, con precipitazioni soprattutto nella fascia mediterranea, Sardegna, Sicilia, regioni tirreniche. Molta poca pioggia e poca neve sono previste, in un arco temporale di una decina di giorni, in specie nelle regioni settentrionali, dove persisterà a fasi alterne di intensità l’alta pressione.

 

Un’alta pressione che ha comunque un comune denominatore: in quota nasce dall’Africa, però poi si unisce poi nella struttura al suolo con un anticiclone verso l’Europa orientale. Questa è la scena possibile, forse, fine della seconda decade di Dicembre, e segue le orme di Novembre con scarse giornate di pioggia, poche giornate di neve sui monti. Questo sembra essere, per ora, la traccia che vediamo dai principali modelli matematici. Quanto alle precipitazioni fugaci, potrebbero anche essere intense, ma attenzione: sarà molto presente l’alta pressione in tutto questo periodo.

 

Sul quadrante orientale e su quello settentrionale – Scandinavia, Isole Britanniche, Oceano Atlantico, tutto sarà in cambiamento: giungerà aria fredda dalle regioni artiche, le perturbazioni si susseguiranno una dopo l’altra, nevicate abbondanti cadranno sulle montagne e fino a bassissima quota, sino al mare, in Norvegia e in Scandinavia.

 

La situazione invernale lì sembrerà quasi normale, tutto sommato; ovviamente anche da quelle parti ci saranno delle anomalie, ma da noi queste anomalie sembrano ancora più accentuate, perché stiamo vivendo una circolazione atmosferica deviata: non è normale che anche il mese di Dicembre possa avere lunghi periodi di alta pressione.

 

E questi lunghi periodi anticiclonici possono essere determinati sicuramente dal Cambiamento Climatico, ma incidono anche su una fluttuazione del clima, perché le fluttuazioni poi rimodellano il tempo atmosferico nelle varie stagioni, nei giorni e nei mesi. Altrimenti non avremmo avuto in passato mesi piovosi e mesi con temperature – anche se per brevissimo tempo – sotto media. In questo caso la fluttuazione climatica è soprattutto una fluttuazione meteorologica, perché tende a persistere per molto tempo e coinvolge il tempo atmosferico per settimane, per mesi.

 

Ora il dubbio che viene è: avremo veramente questa irruzione d’aria fredda nel periodo natalizio o post-natalizio, verso Capodanno?

Gli indici climatici sono favorevoli, perché il Vortice Polare tornerà a essere piuttosto debole dopo essere stato molto variabile: a tratti prenderà forza, poi la perderà.

 

Abbiamo poi uno riscaldamento della stratosfera – Stratwarming, tutto ancora da definire – che cambierebbe completamente la circolazione atmosferica. Ma, mettendo da parte lo Stratwarming, al momento si vede soprattutto una circolazione molto attiva in accentuazione in Atlantico e sull’Europa centrale e settentrionale, estremamente fragile sul Mediterraneo.

È anomala la previsione meteo dalla Spagna verso l’Italia, la Grecia, quindi i Balcani, poi il Mar Nero e la Turchia, dove c’è quest’alta pressione ostinata che non sembra voler andare via o che, se viene sostituita da periodi di bassa pressione, immediatamente ritorna e prevale. Questo sembra succedere proprio nella prossima decade, cioè nei prossimi 10 giorni. Dopo, invece, c’è qualcosa che fa ipotizzare una sua riduzione di intensità e, quando questo avverrà, ecco che le masse d’aria fredda provenienti dal Nord Europa, soprattutto dalla Scandinavia – perché in questo caso l’alta pressione potrebbe spostarsi verso le Isole Britanniche – potrebbero giungere verso l’Italia e cambiare radicalmente il tempo atmosferico, portandoci una sorta di inverno.

 

Ma l’inverno, attenzione, non significa automaticamente neve o freddo persistente in Italia: non abbiamo un clima nordico, abbiamo un clima mediterraneo. In Pianura Padana, nel Nord Italia, c’è un clima continentale diverso. Abbiamo visto in un altro articolo quanti sono i giorni di neve medi che c’erano un tempo: parliamo di 5-7 giorni di neve in Pianura Padana, con una copertura nevosa che mediamente non superava i 15 giorni, che comunque sono un numero considerevole. Attualmente la neve è sostanzialmente sparita.

 

Mancano quindi gli elementi che portano il freddo, perché in Italia abbiamo un microclima complesso che si compone di vari climi. Faccio un esempio molto semplice: la Pianura Padana ha un clima invernale contraddistinto dal suo cuscinetto d’aria fredda, cioè l’aria fredda che staziona nei bassi strati; le Alpi sono influenzate dalle correnti, perché si trovano in uno strato superiore e risentono dell’aria fredda del Nord Atlantico o della Scandinavia; la penisola italiana è una sorta di via di mezzo, frequentemente interessata dalle correnti mediterranee ma anche da quelle fredde provenienti dai Balcani.

 

È questo il clima, ed è per questo che si verificavano le nevicate. L’aria fredda scende anche dalla valle del Rodano ed ecco che si verificavano nevicate sui rilievi della Sardegna, delle regioni tirreniche e della Sicilia. Ma stanno mancando le irruzioni d’aria fredda perché c’è l’alta pressione. L’alta pressione è una barriera, d’altronde. Quindi dobbiamo attendere che questa alta pressione sparisca, e c’è da augurarsi che quest’inverno non venga a prevalere.

 

Questa potrebbe essere una fluttuazione climatica al momento, ma attenzione: se nei prossimi 10-15 anni questa tendenza si confermerà, significa che questo sarà il clima del futuro, con un inverno europeo – soprattutto nella parte centro-meridionale – caratterizzato dall’alta pressione. Un’alta pressione che cancellerà l’inverno di un tempo, ridurrà la possibilità di avere precipitazioni nevose ricorrenti sui rilievi e alle basse quote, e aumenterà considerevolmente la temperatura media. Questo si chiama Riscaldamento Globale.

Al momento tale situzione può essere definita una fluttuazione del clima perché, anche se ricorrente, ci sono state annate con basse pressioni; ma attenzione: sono spesso mancate le masse d’aria fredda, presenti solo sporadicamente.

 

Un aspetto tutt’altro che trascurabile riguarda le stagioni intermedie. La primavera vede spesso tardivi eventi di freddo, perché le alte pressioni perdono forza e lasciano così giungere verso l’Italia aria fredda. Abbiamo osservato una novità anche in autunno: Settembre ha visto irruzioni d’aria fredda di stile invernale, spesso però poco efficaci perché i luoghi di origine hanno ancora un clima autunnale. Ed ecco che entra in ballo il discorso per l’inverno: le prossime settimane sono cruciali – soprattutto il periodo dopo Natale – e ci diranno molto, fornendo conferme se gli indici di comportamento del clima favorevoli, la Niña e il Vortice Polare, avranno la forza di annientare la presenza di queste alte pressioni sul Mediterraneo e traghettare perturbazioni.

 

Il modello matematico europeo (ECMWF) indica la possibilità di avere un mese di gennaio, o una sua parte, più freddo rispetto agli altri anni, con maggiori precipitazioni e quindi nevicate. Gennaio potrebbe essere un periodo ideale per avere una fase che merita di essere chiamata invernale. Di certo non lo merita ciò che succede in questi giorni e che succederà, perché vediamo temperature estremamente elevate, con picchi anche di 20°C in Italia nella giornata di oggi, domenica 8 Dicembre.

 

Questo non è normale. Una curiosità, questo grande afflusso di aria mite non si percepisce nelle regioni padane non perché siano troppo a nord; chi ci vive non sa che fa caldo in altre aree italiane, perché lì staziona l’aria fredda, un cuscinetto o strato d’aria fredda attenuato ma capace di abbassare sensibilmente la temperatura rispetto ad altre zone d’Italia. Ed è proprio quel cuscinetto che viene preso di mira dalle irruzioni d’aria fredda da nord: può raffreddarsi parecchio, se le previsioni tra fine Dicembre e Gennaio saranno confermate, ed è ciò che potrebbe riportare la neve sulle regioni settentrionali non solo sui monti, ma anche in pianura.

 

Ovviamente servono conferme: si tratta di proiezioni a lunghissimo termine, e spesso viviamo di proiezioni a lunghissimo termine nei miei articoli. Purtroppo molte previsioni sul freddo vengono smentite, mentre quelle sul caldo, ahimè, sono spesso affidabili. Ma c’è un motivo: viviamo un’epoca di Cambiamento Climatico. La temperatura globale è aumentata e prevale il caldo. Questo è ovvio.

 

Non è invece ovvio che siano assenti le sinottiche che portano il freddo in stagioni diverse dall’inverno. Come detto, non è normale che ci siano irruzioni d’aria fredda tra fine Marzo e Aprile e addirittura in Maggio o a Settembre, Ottobre e Novembre, e non a Dicembre, Gennaio e Febbraio.

 

Questa è l’anomalia, determinata dalla presenza di queste alte pressioni che speriamo non diventino il clima del futuro. Dunque, se le previsioni – in questo caso del centro meteo europeo, ma anche di quello americano – saranno confermate, potremmo avere tra fine Dicembre e Gennaio una situazione meteo che merita, tra virgolette, di essere chiamata invernale.

 

Anche se potrebbe tmanifestarsi con un’acutizzazione di situazioni invernali, quindi anche con meteo estremo. Ricordo sempre le cosiddette amplificazioni artiche.

Amplificazione vuol dire proprio questo, un meteo più estremo, e si possono manifestare situazioni di freddo anche molto marcate, senza scomodare il vento siberiano attraverso lo Stratwarming, perché queste situazioni possono avvenire anche senza un forte riscaldamento della stratosfera. Lo abbiamo visto alla fine di Settembre 2025, quando cadde la neve soprattutto a bassissima quota nei Balcani; il freddo raggiunse le regioni adriatiche, ma non fu importante come quello visto per alcune giornate nei Balcani centrali, con neve caduta addirittura sino a località pianeggianti, parliamo di 200 metri sul livello del mare.

  (METEOGIORNALE.IT)

Crediti 

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
    https://www.ecmwf.int
  • Copernicus Climate Change Service (C3S)
    https://climate.copernicus.eu
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
    https://www.noaa.gov
  • Met Office (UK) – Weather and Climate
    https://www.metoffice.gov.uk/weather
  • WMO – World Meteorological Organization
    https://public.wmo.int/en
  • IPCC – Intergovernmental Panel on Climate Change
    https://www.ipcc.ch
  • NASA Earth Science – Stratosphere & Polar Research
    https://www.nasa.gov/topics/earth
  • The Guardian – Climate Crisis
    https://www.theguardian.com/environment/climate-crisis
  • BBC Weather & Climate
    https://www.bbc.com/weather
  • Nature Climate Change
    https://www.nature.com/nclimate
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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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