MeteoGiornale Production

Stratwarming inverte i venti zonali. Correnti da Est, conseguenze Europa

Ultimora. Capita a volte, nelle dinamiche dell’atmosfera, che gli equilibri saltino da un giorno all’altro. È il caso dell’improvviso riscaldamento

Ultimora. Capita a volte, nelle dinamiche dell’atmosfera, che gli equilibri saltino da un giorno all’altro. È il caso dell’improvviso riscaldamento stratosferico in atto ai 10 hPa, accompagnato da un’inversione dei venti zonali in territorio negativo. Un segnale forte, quasi teatrale, che però – e qui sta il punto – non sempre produce gli effetti che ci si aspetterebbe alle nostre latitudiniò

Curioso davvero: mentre sopra di noi la stratosfera si scalda rapidamente, è il continente nordamericano a ricevere l’impatto più diretto, con irruzioni fredde pilotate proprio dalle distorsioni del Vortice Polare. Da questa parte dell’Atlantico, invece, assistiamo a un comportamento piuttosto diverso. Il riscaldamento attuale presenta caratteristiche “riflettenti”: il Vortice non si spezza, non collassa, ma si allunga, si sposta, rimodella le sue geometrie senza alterare del tutto i flussi.

Il risultato? Un Atlantic Jet che si rimette in moto con decisione, rafforzando un andamento zonale vivace proprio sull’oceano. E il getto, quando corre teso da ovest, non lascia scampo: arriva dritto verso l’Europa, portando con sé perturbazioni, piogge, qualche pausa più mite. Freddo? Non per ora.

Vale la pena ricordarlo: le onde riflettenti associate a questo riscaldamento dovrebbero esaurirsi intorno al 6 dicembre: un dettaglio spesso ignorato nelle analisi più frettolose. Poi, certo, tutto può evolvere; l’atmosfera non è mai una fotografia statica. Ma la dinamica attuale è chiara.

Ed è una buona lezione, se vogliamo: un Stratwarming non implica automaticamente una discesa gelida verso la Italia o l’Europa. Anzi. Molti tendono a drammatizzare ogni episodio, magari perché il termine “riscaldamento stratosferico” suona tecnico, complesso, quasi minaccioso. Ma, come spesso accade in meteorologia, il diavolo non sta nel nome: sta nei dettagli, nelle sfumature, nelle interazioni tra i diversi piani dell’atmosfera.

Insomma, niente panico. Solo un altro capitolo – interessante, certo – della lunga storia del Vortice Polare. L’inverno inizia il 1° dicembre, quello meteorologico, ovviamente.

TAG: