I segnali intercorsi fin dai primi di Dicembre erano chiari: svolta invernale nel corso dell’ultima decade mensile. O comunque durante le festività natalizie. Ed è ciò che è successo, peraltro su alcune regioni permangono gli strascichi di quello che è stato a tutti gli effetti un peggioramento piuttosto complesso.
Perché l’area depressionaria nord atlantica ha ricevuto il freddo contributo artico, dopodiché il quadro evolutivo è stato condizionato non poco dall’energia latente tutt’ora presente sui nostri mari. Tant’è che tra le due Isole Maggiori, per farvi un esempio, non sono mancati temporali a carattere di nubifragio e gli accumuli registrati ne testimoniano l’eccezionale intensità.
Il miglioramento d’inizio settimana, per la verità già in corso, dovrebbe rappresentare una sorta di spartiacque per la fase invernale successiva. La propaggine anticiclonica che stiamo osservando è associabile all’ampia struttura di blocco che ostacola l’ingresso di nuove perturbazioni atlantiche e che allo stesso tempo sta sostenendo la colata d’aria gelida sulla fascia orientale del vecchio continente.
Sul blocco anticiclonico ci si dovrà aggiornare quotidianamente, difatti da tale struttura dipenderanno le sorti meteo climatiche anche delle nostre regioni. Diciamo che il freddo è ampiamente confermato, lo dicono – ad esempio – autorevoli proiezioni modellistiche mensili. In primis il centro di calcolo internazionale europeo, col proprio modello matematico di riferimento: ECMWF.
Si evince un andamento mensile condizionato da anomalie termiche negative, quindi da temperature spesso e volentieri inferiori alle medie stagionali. Ciò, ovviamente, dovesse accompagnarsi al maltempo potrebbe innescare nevicate a bassissima quota.
Ad onor del vero dobbiamo dirvi che le anomalie potrebbero scaturire da un periodo più o meno prolungato di freddo intenso. Ciò per dire che basterebbero ad esempio una decina di giorni più freddi del solito per condizionare l’intero andamento mensile qualora non dovessero manifestarsi fasi anticicloniche capaci di ribaltare l’andamento termico.
Ed è comunque una notizia importante, perché significa che il mese di Gennaio potrebbe proporci una fase invernale particolarmente incisiva. Già a partire dai primi giorni dell’anno, allorquando una serie di impulsi artici potrebbero transitare sul Mediterraneo centrale determinando maltempo a più riprese.
In questo momento non possiamo far altro che confermare quelle che erano le sensazioni di vigilia, ovvero un mese di Gennaio che rischia – seriamente – di consegnarci un Inverno “vecchio stampo”. Comunque un Inverno che non si vedeva da un bel po’ di tempo a questa parte.
