Come di consueto in ogni finale di mese, i modelli matematici iniziano a simulare, sulla base dei dati reali e attuali che caratterizzano l’atmosfera e la circolazione nel Nord Emisfero, sulla base di quelli barici e termici calcolati nonchè sulla base di dati statistici, il possibile andamento barico di massima del mese successivo, naturalmente, andamento a grandi linee.
Simulazioni bariche mensili che hanno lo scopo di indicare una linea di tendenza prevalente, quindi niente a che vedere con l’aspetto previsionale. Ebbene, nella prima emissione long range del modello europeo ECMWF, con simulazione barica inglobante l’intero mese di Gennaio 2026 prossimo, emerge un dato decisamente intrigante in termini di tendenza prevalente.
Come mostra la sintesi barica mensile, evidenziata nell’immagine di copertina, il mese sarebbe caratterizzato da una presenza prevalente di un canale depressionario a carattere freddo in azione meridiana e con asse medio Baltico-Scandinavia/Mediterraneo occidentale.
Di contro, una insistente azione di blocco anticiclonica a latitudini alte oceaniche. Una configurazione barica spiccatamente invernale che, nelle simulazioni del modello matematico, appare piuttosto ricorrente al punto da essere considerata prevalente nel corso del mese e caratterizzante l’intero decorso.
Naturalmente, in questa sede trattiamo di anomalie bariche e non di plastica persistenza di figure, per cui da considerare certamente talune fasi, nel corso del mese di gennaio, all’insegna di alta pressione più basse e magari proteggenti anche il Mediterraneo centrale e l’Italia, nonché altre fasi con possibili flussi umidi, tuttavia, queste varianti circolatorie si configurerebbero come minoritarie rispetto all’azione fredda settentrionale.
Alla base di una simulazione di questo tipo, con buona probabilità ci sarebbe il tendenziale stagionale dell’indice Zonal Flux, elaborato dallo stesso modello, sulla base di dati più credibili, perchè meno soggetti a variazioni eclatanti, nella sezione più alta dell’atmosfera, nella Stratosfera.
Come visibile dall’andamento stagionale dell’indice, rappresentato nel grafico sopra, le velocità zonali, dal tardo autunno e poi in questa prima parte di inverno meteorologico, ossia dal 1 dicembre, sono state sempre sotto la media tipica del periodo, talora con accelerazioni anche significative, come per buona parte di dicembre, tuttavia sempre sotto media e con velocità non particolarmente esasperate.
Per di più, dopo un picco verso l’alto atteso sul finire della prima decade di gennaio, sarebbe atteso un nuovo, appezzabile calo, poi, nel prosieguo di gennaio, dunque un Flusso Zonale sotto tono per tutta questa prima parte stagionale e, verosimilmente, anche per buona parte del prossimo mese.
Questo andamento, benché non si ravvisino per il momento grossi stravolgimenti al vortice polare stratosferico, indurrà certamente un favore, nella media bassa Stratosfera, ad azioni mediamente meridiane sul comparto euro-atlantico.
Il favore potrebbe esprimersi attraverso una sorta di “ancoraggio” dell’azione meridiana, già di per sé piuttosto attiva in sede troposferica, anche in bassa Strato, dunque con maggiore possibilità che le azioni di matrice settentrionale possano prevalere sul buona parte dell’Europa e anche sul Mediterraneo centrale e l’Italia.
Prospettive, dunque, di un mese di gennaio che potrebbe proporre diverse incursioni di aria fredda anche verso l’Italia e con un andamento termico che potrebbe porsi nelle medie del periodo o addirittura anche sotto media, cosa che sul nostro paese non accade da almeno dieci anni, in riferimento al mese di gennaio. La nostra redazione continuerà a vagliare l’evoluzione mensile per il mese invernale per eccellenza gennaio 2026 apportando periodici aggiornamenti. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).