
Azim Khan Ronnie | Dreamstime.com
(METEOGIORNALE.IT) Avere gennaio e febbraio dal meteo mite e secco non è mai una buona cosa. È vero che per alcune zone d’Italia in primis le Alpi c’è il minimo pluviometrico annuale, ma è anche vero che, se mancano le piogge e le nevicate, manca un importantissimo accumulo in vista dell’estate. In questo articolo andiamo a vedere I risvolti che potrebbe avere un bimestre quasi del tutto secco.
Il ruolo degli anticicloni
Durante il mese di gennaio, l’Italia è storicamente interessata, a tratti, dall’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre. Questa configurazione meteo impedisce del tutto l’arrivo delle perturbazioni atlantiche, le quali normalmente portano piogge e nevicate sulle Alpi e sugli Appennini.
Un ulteriore elemento che contribuisce a ciò è la possibile intensità del Vortice Polare. Quando quest’ultimo è forte e compatto, le perturbazioni scorrono Alle alte latitudini e da noi il cielo è sereno senza pioggia e ovviamente neve.
Una siccità invernale è un problema per il futuro
Le precipitazioni nevose, in particolare, svolgono un ruolo assolutamente essenziale nel garantire il rifornimento dei corsi d’acqua e dei bacini idrici nei mesi primaverili ed estivi. La scarsità di neve sulle montagne può, alla lunga, comportare una ridotta disponibilità di acqua, con ripercussioni anche serie sull’agricoltura, sulla produzione di energia idroelettrica e sugli ecosistemi. Ricordiamo che tutte le maggiori siccità di lungo periodo sono nate proprio a inizio inverno.
La neve, che si accumula nelle aree montuose durante i mesi più freddi, fonde gradualmente con l’arrivo della Primavera, contribuendo a rifornire i fiumi e i laghi. La sua mancanza non solo compromette le riserve idriche, ma può anche causare una maggiore esposizione alle ondate di calore e alla siccità nei mesi estivi. Estate 2022 docet…

Alicia Dearmin | Dreamstime.com
Il problema smog
La stabilità atmosferica di gennaio ha pure altre conseguenze nefaste. Mentre in alcune zone, come quelle montane e costiere, il tempo stabile favorisce giornate soleggiate utili per il turismo e per le attività all’aperto, in altre aree, specialmente nelle pianure del Nord Italia, si riscontrano problemi legati all’inquinamento atmosferico.
La mancanza di ventilazione e di precipitazioni porta a un accumulo di sostanze inquinanti, aggravando la qualità dell’aria. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle grandi città e nelle zone industriali, con dense nebbie che intrappolano le particelle di smog e la loro concentrazione aumenta in maniera vertiginosa.
Un futuro siccitoso?
L’Italia è un hot spot climatico. Questo vuol dire che il Global Warming corre di più rispetto ad altre zone del globo. Alla luce di quanto Esposto in questo articolo, è possibile che in futuro le fasi meteo siccitose siano in aumento. Già lo stiamo vedendo nella stagione estiva, quando piove sempre di meno oppure in maniera molto più violenta di un tempo. Ma adesso anche in inverno rischiamo alla lunga conseguenze serie.

Gerd Harder | Dreamstime.com
Credit
Global Forecast System del NOAA,
