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Home A Scelta dalla Redazione

Gennaio e Febbraio miti e secchi: perché questo scenario meteo preoccupa l’Italia

Davide Santini di Davide Santini
24 Dic 2025 - 12:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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ID 372532275 ©
Azim Khan Ronnie | Dreamstime.com

 

(METEOGIORNALE.IT) Avere gennaio e febbraio dal meteo mite e secco non è mai una buona cosa. È vero che per alcune zone d’Italia in primis le Alpi c’è il minimo pluviometrico annuale, ma è anche vero che, se mancano le piogge e le nevicate, manca un importantissimo accumulo in vista dell’estate. In questo articolo andiamo a vedere I risvolti che potrebbe avere un bimestre quasi del tutto secco.

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Il ruolo degli anticicloni

Durante il mese di gennaio, l’Italia è storicamente interessata, a tratti, dall’espansione dell’Anticiclone delle Azzorre. Questa configurazione meteo impedisce del tutto l’arrivo delle perturbazioni atlantiche, le quali normalmente portano piogge e nevicate sulle Alpi e sugli Appennini.

 

Un ulteriore elemento che contribuisce a ciò è la possibile intensità del Vortice Polare. Quando quest’ultimo è forte e compatto, le perturbazioni scorrono Alle alte latitudini e da noi il cielo è sereno senza pioggia e ovviamente neve.

 

Una siccità invernale è un problema per il futuro

Le precipitazioni nevose, in particolare, svolgono un ruolo assolutamente essenziale nel garantire il rifornimento dei corsi d’acqua e dei bacini idrici nei mesi primaverili ed estivi. La scarsità di neve sulle montagne può, alla lunga, comportare una ridotta disponibilità di acqua, con ripercussioni anche serie sull’agricoltura, sulla produzione di energia idroelettrica e sugli ecosistemi. Ricordiamo che tutte le maggiori siccità di lungo periodo sono nate proprio a inizio inverno.

 

La neve, che si accumula nelle aree montuose durante i mesi più freddi, fonde gradualmente con l’arrivo della Primavera, contribuendo a rifornire i fiumi e i laghi. La sua mancanza non solo compromette le riserve idriche, ma può anche causare una maggiore esposizione alle ondate di calore e alla siccità nei mesi estivi. Estate 2022 docet…

 

Siccità invernali sempre più frequenti anche quando sembra che vada tutto bene. ID 73603 ©
Alicia Dearmin | Dreamstime.com

 

Il problema smog

La stabilità atmosferica di gennaio ha pure altre conseguenze nefaste. Mentre in alcune zone, come quelle montane e costiere, il tempo stabile favorisce giornate soleggiate utili per il turismo e per le attività all’aperto, in altre aree, specialmente nelle pianure del Nord Italia, si riscontrano problemi legati all’inquinamento atmosferico.

 

La mancanza di ventilazione e di precipitazioni porta a un accumulo di sostanze inquinanti, aggravando la qualità dell’aria. Questo fenomeno è particolarmente evidente nelle grandi città e nelle zone industriali, con dense nebbie che intrappolano le particelle di smog e la loro concentrazione aumenta in maniera vertiginosa.

 

Un futuro siccitoso?

L’Italia è un hot spot climatico. Questo vuol dire che il Global Warming corre di più rispetto ad altre zone del globo. Alla luce di quanto Esposto in questo articolo, è possibile che in futuro le fasi meteo siccitose siano in aumento. Già lo stiamo vedendo nella stagione estiva, quando piove sempre di meno oppure in maniera molto più violenta di un tempo. Ma adesso anche in inverno rischiamo alla lunga conseguenze serie.

 

La gravissima siccità del 2022 è stata la più pesante della storia climatica europea. Effetti devastanti per interi paesi. ID 253305411 | 2022 ©
Gerd Harder | Dreamstime.com

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S) (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: agricolturaalpianticiclone delle Azzorreappenninicambiamento climaticoclima mediterraneocrisi idricaecosistemienergia idroelettricaestate 2022fiumi e laghiglobal warminginquinamento atmosfericoinverno seccoItaliameteometeo Italianevenevicatepianura padanaprecipitazioniqualità dell’ariaRiserve idrichesiccitàsiccità invernalesmogvortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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