(METEOGIORNALE.IT) Le cronache meteo delle ultime settimane evidenziano come i fenomeni estremi siano qualcosa con cui dobbiamo sempre più convivere, data la loro frequenza sempre maggiore. Questo non è affatto un caso, ma un esito ben preciso del cambiamento climatico.

Negli anni 2000 l’Estate è diventata una stagione sempre più calda, più soleggiata e più umida. Questi tre fattori, messi insieme, possono essere potenzialmente pericolosi al fine dell’innesco degli episodi di meteo estremo. L’accumulo eccessivo di calore comporta maggiore energia a disposizione per i fenomeni violenti.
L’Estate 2022 in particolare è stata eccezionale, l’unica in grado d’avvicinarsi e non battere per un soffio quell’Estate 2003 che sembrava impossibile da eguagliare per chissà quanti decenni. A distanza di neanche vent’anni, abbiamo vissuto un’Estate pressoché analoga.
Il prezzo da pagare, con le prime incursioni d’aria fresca settembrina, sono stati i temporali d’incredibile intensità. Su tutti spicca quanto avvenuto su parte delle Marche, dove una potente area temporalesca autorigenerante, di quelle purtroppo difficili da prevedere, ha provocato i disastri.
Il timore concreto è quello di avere a che fare con nuovi eventi di tale portata, anche in vista dell’imminente maltempo. Sia chiaro, i fenomeni meteo intensi sono sempre esistiti, anche nelle stagioni più fresche degli anni 60-70, ma negli ultimi anni si è avuto un vero e proprio boom di tali episodi.
Estremizzazione causata dal riscaldamento globale
Oramai si convive talvolta con la paura di o avere troppo caldo o sperare di non ricevere temporali disastrosi. L’estremizzazione meteo è proprio questa: passare nel giro di pochissimo tempo da un estremo ad un altro; questo può valere sia per le temperature, così come per le precipitazioni.
Tra l’altro ormai vediamo sempre più spesso fenomeni alluvionali nel corso di tutto l’anno, cosa che prima accadeva in modo ben più circoscritto solo in alcuni periodi. Il riscaldamento globale amplifica questi fenomeni? La risposta è sì, quasi certamente.
Non abbiamo disponibili delle serie storiche ultra secolari, ma possiamo utilizzare il buon senso che ci dice che in un clima mediamente più caldo ci sono maggiori scontri termici. I fenomeni meteo diventano inevitabilmente più violenti e più estremizzati.
In alcune serie meteorologiche di lunga durata si può affermare che le precipitazioni non sono diminuite nell’arco di un anno (cioè sui 12 mesi piove più o meno come faceva un secolo fa), ma sono diminuiti i giorni di pioggia.
Questo significa che quando piove lo fa in maniera più violenta. La “nuova normalità” deve far riflettere e dovrebbe essere al centro dell’attenzione dell’attività dei governanti. Lo diciamo perché il tema è invece passato quasi in silenzio durante la campagna elettorale, in vista del voto di domenica 25 Settembre. (METEOGIORNALE.IT)
