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Manca poco a dicembre. Sappiamo che statisticamente รจ un mese dove le condizioni meteo possono risultare molto piovose per buona parte dellโItalia e ovviamente nevose a quote di media montagna. ร vero che per alcune zone dโItalia, in primis le Alpi, cโรจ il minimo pluviometrico annuale.
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Ma รจ anche vero che se le precipitazioni risultano troppo scarse sussistono dei problemi. In questo articolo andiamo ad analizzare una eventualitร che il prossimo mese sia molto piรน secco della media. Non รจ una certezza ma una opzione.
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Cosa sta succedendo
Negli ultimi anni รจ capitato che il primo mese dellโinverno sia interessato da campi di alta pressione. Cosรฌ facendo si ostacola lโarrivo delle perturbazioni atlantiche, le quali normalmente portano piogge e nevicate sulle Alpi e sugli Appennini. In questa modalitร vengono a mancare preziosissime nevicate per le nostre montagne.
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Un ulteriore elemento che contribuisce a ciรฒ รจ la possibile intensitร del Vortice Polare. Quando questโultimo รจ forte e compatto, le correnti a getto tendono a rimanere ben organizzate e si collocano a latitudini piรน settentrionali, confinando le perturbazioni nellโarea del Nord Europa. Ciรฒ purtroppo vuol dire che nel bacino del Mediterraneo non succede praticamente nulla. Spesso รจ capitato cosรฌ negli ultimi anni.
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Una siccitร invernale รจ un problema
Le precipitazioni nevose, in particolare, svolgono un ruolo davvero essenziale nel garantire il rifornimento dei corsi dโacqua e dei bacini idrici nei mesi primaverili ed estivi. La scarsitร di neve sulle montagne puรฒ tradursi in una ridotta disponibilitร di acqua, con gravi conseguenze su agricoltura e ovviamente ecosistemi naturali.
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La neve, che si accumula nelle aree montuose durante i mesi piรน freddi, fonde gradualmente con lโarrivo della primavera, contribuendo a rifornire i fiumi e i laghi. La sua mancanza non solo compromette le riserve idriche, ma puรฒ anche causare una maggiore esposizione alle ondate di calore e alla siccitร nei mesi estivi. Spesso รจ capitato proprio che le peggiori siccitร siano iniziate proprio tra dicembre e gennaio. Per poi concludersi solamente dopo lโestate.
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Il problema smog
Mentre in alcune zone, come quelle montane e costiere, il tempo stabile favorisce giornate soleggiate utili per il turismo e per le attivitร allโaperto, in altre aree, specialmente nelle pianure del Nord Italia, si riscontrano i consueti e cronici problemi legati allโinquinamento atmosferico.
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La mancanza di ventilazione e di precipitazioni porta a un accumulo di sostanze inquinanti, aggravando la qualitร dellโaria, talvolta in maniera drammatica. Purtroppo, in alcune annate recenti inquinamento รจ stato cosรฌ alto che si sono invocati pure i blocchi del traffico, ma รจ proprio un palliativo, perchรฉ non รจ la vera soluzione del problema.
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Un futuro siccitoso?
LโItalia, essendo situata nel cuore tra il Mediterraneo e lโEuropa centrale, risente di una complessa interazione tra dinamiche locali e globali. Essendo un hot spot climatico, รจ possibile che in un futuro nemmeno troppo remoto le fasi meteo siccitose siano in aumento, con tutto quello che ne consegue. Ecco perchรฉ le perturbazioni invernali giocano e giocheranno sempre un ruolo essenziale per evitare le gravi siccitร del futuro. Visto che la stagione estiva diventerร sempre piรน calda e secca.
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