
(METEOGIORNALE.IT) Ma cosa significa davvero questo termine? E soprattutto: è realistico aspettarsi un vero Burian per Capodanno 2025-2026?
Le più recenti analisi meteorologiche indicano un possibile raffreddamento tra fine dicembre e l’inizio di gennaio, ma al momento non emergono segnali tali da far pensare a un evento di gelo paragonabile ai grandi episodi del passato. Più che di Burian, si parla di una fase invernale più fredda e dinamica, comunque lontana dagli scenari eccezionali che hanno segnato la climatologia italiana.
Che cos’è davvero il Burian
Nel linguaggio meteorologico, il Burian indica un’irruzione di aria gelida di origine artico-continentale o siberiana, che raggiunge l’Europa occidentale e il Mediterraneo attraverso correnti provenienti da est o nord-est. Si tratta di masse d’aria molto fredde, secche e dense, capaci di far crollare le temperature in poche ore e di portare venti forti, gelo intenso e spesso neve fino in pianura.
Il Burian diventa particolarmente rilevante quando questa aria fredda entra in contatto con sistemi depressionari più umidi presenti sul Mediterraneo. In questi casi possono verificarsi nevicate diffuse e persistenti anche a bassa quota, rendendo l’evento molto impattante per il territorio e per la vita quotidiana.
Il riferimento storico: inverno 1996-97
Quando si parla di Burian a fine anno, il riferimento principale resta l’inverno 1996-1997, uno degli episodi più intensi mai registrati in Italia durante il periodo natalizio. In quel caso, una poderosa area di alta pressione tra Scandinavia e Russia favorì la discesa diretta di aria siberiana verso il Mediterraneo.

Tra fine dicembre e i primi giorni di gennaio, le temperature crollarono su tutta la Penisola, con minime inferiori ai −10 °C in molte zone di pianura e nevicate abbondanti anche al Nord. Fu un evento eccezionale, rimasto isolato nel tempo proprio perché legato a una configurazione atmosferica molto rara.
Perché un Burian a Capodanno è poco frequente
Le analisi climatologiche mostrano che episodi di vero Burian durante le festività di fine anno sono estremamente rari. In altri inverni famosi per il freddo, come il 1985 o il 2012, le fasi più intense si sono verificate più avanti nella stagione, tra gennaio e febbraio.
Questo perché a fine dicembre l’assetto atmosferico europeo difficilmente consente una discesa diretta e prolungata di aria siberiana fino all’Italia. Serve una combinazione molto precisa di fattori, che non si presenta spesso.
Cosa indicano i modelli per fine 2025
I principali modelli meteorologici internazionali mostrano una possibile tendenza a temperature più basse tra il 29 dicembre e i primi giorni di gennaio, dovuta a una riorganizzazione della circolazione atmosferica sull’Europa.
L’aria fredda dovrebbe concentrarsi soprattutto su Europa centrale, Balcani e area orientale, con l’Italia interessata in modo più marginale da correnti nord-orientali. Questo significa freddo più deciso, vento e clima pienamente invernale, ma non un’ondata di gelo estremo.
Al momento, non si intravede una discesa diretta di aria siberiana verso il Mediterraneo. Gli scenari più probabili parlano di irruzione fredda moderata, in grado di riportare l’inverno “vero”, ma senza eccessi.
Gli effetti possibili in Italia
Al Nord, le temperature potrebbero scendere verso valori prossimi allo zero anche in pianura, con gelate notturne e massime contenute. In presenza di sistemi perturbati, non è esclusa qualche nevicata a quote basse, soprattutto vicino ai rilievi.
Al Centro-Sud, e in particolare lungo il versante adriatico, l’ingresso di aria fredda da nord-est potrebbe favorire vento sostenuto, sensazione di freddo accentuata e neve sull’Appennino, localmente fino a quote collinari nelle situazioni più favorevoli.
In conclusione
Il Capodanno 2025-2026 potrebbe essere caratterizzato da un clima più freddo e invernale, ma senza gli estremi tipici del Burian storico. Più che gelo siberiano, è realistico attendersi freddo normale per la stagione, con qualche episodio dinamico e la possibilità di neve, soprattutto in montagna.
Il Burian, per ora, resta più un nome suggestivo che una previsione concreta. L’inverno sembra voler dire la sua, ma senza spalancare davvero la porta del grande gelo. (METEOGIORNALE.IT)
