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Viviamo condizioni atmosferiche molto anomale: ci stiamo avvicinando al Natale e le temperature su buona parte d’Italia sono superiori alla media. Questa è la realtà odierna, tutto in attesa però di un cambiamento atmosferico che dovrebbe avvenire proprio il giorno di Natale, esattamente nella notte natalizia. Aria fredda dovrebbe spingersi da est verso la Val Padana con un sensibile calo termico; certo non sarà gelo, ma comunque sarà un raffreddamento importante.

 

Il nucleo di aria più fredda si sposterà verso la Germania e la Francia: qui le temperature si abbasseranno sensibilmente ancor più e ci saranno delle gelate anche importanti. Questa prima fase vedrà un richiamo ancora abbastanza corposo di correnti orientali e quindi, ad esempio, ci saranno precipitazioni sul settore più occidentale del Nord. Attenzione però: la notte di Natale sono attese nevicate su quasi tutto l’arco alpino a quote molto basse.

Potrebbe nevicare addirittura fino nei fondovalle alpini ed addirittura a livelli molto bassi stavolta nel Nord Italia, perché comunque le precipitazioni localmente potrebbero essere di moderata intensità e abbassare la quota neve ben al di sotto dello zero termico. Questa prima fase è abbastanza attendibile, mentre in Italia avremo quindi questo raffreddamento che ci accompagnerà per Natale. Il nucleo dovrebbe passare, tuttavia in questo mio appuntamento non intendo fare un approfondimento dettagliato dell’evoluzione meteo, anche perché è veramente molto variabile e rischierei di fare un bollettino medio giornaliero.

 

Il mio intento è un altro: è osservare ancora più avanti, aprire una finestra soprattutto sul meteo a più lungo termine, quello che vedrebbe un’espansione decisamente marcata, ma considerevole devo dire, del Vortice Troposferico – ovvero quello dove si verificano i fenomeni atmosferici – verso sud-ovest e verso sud, dall’Artico russo e la Scandinavia verso l’Italia. Ora, questa rotta appare incerta perché i modelli matematici non sono concordi, però andando ancora più avanti, ulteriori flussi addirittura ancora più massicci sembrano orientati a raggiungere l’Europa e l’Italia.

 

In questo caso saremmo addirittura verso Capodanno; a questo punto temperature molto basse, quindi siamo già in una fase di ondata di gelo verso Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Austria. Un sensibile raffreddamento su tutta Italia viene visto dal modello matematico americano.

 

Ci stiamo spostando ad una previsione di appena una settimana, quindi non siamo su meteo a lunghissimo termine ma siamo su meteo tutto sommato a medio termine, e purtroppo anche il medio termine è diverso come visione da parte del modello matematico europeo (ECMWF). Da qui sorge tutta una serie di situazioni dove l’evoluzione meteorologica tende a complicarsi parecchio. In sostanza, allora, come evoluzione meteo la probabilità che ci sia questo lobo del Vortice Polare verso sud è molto elevata, ma non è sicura la rotta che prenderà, soprattutto per quell’evento meteo attorno a Capodanno e qualche giorno più avanti.

Tutto dipenderà dalla posizione della potente area di alta pressione che si formerà tra l’Inghilterra e appena a ovest, con matrice subtropicale: questa situazione favorirà l’ingresso di aria fredda sull’Italia. L’entità del raffreddamento dipenderà proprio dalla posizione di questo anticiclone e quindi, a questo punto, anche delle basse pressioni che avremo nel Mar Mediterraneo, perché questo anticiclone lascerà campo libero alle basse pressioni mediterranee di espandersi, di svilupparsi e di creare addensamenti nuvolosi con anche precipitazioni.

 

Ci sarà temporaneamente anche il barlume di un’alta pressione, ma di lieve entità, perché la tendenza è quella ad avere un ricorrente meteo instabile; questo anche secondo il modello matematico europeo che vede l’aria più gelida, però, traslare verso il Mar Nero e non raggiungere direttamente l’Europa Centrale e l’Italia.

 

Questa è la linea di tendenza che viene vista dal modello matematico, ma attenzione: c’è un cambiamento che ci interessa in qualche modo e riguarda il Nord America. Siamo andati ad osservarlo in quanto, come a volte penso di aver detto, ciò che succede in America ha poi degli effetti anche da noi. Nel Nord America avranno un pre-Natale con un sensibile riscaldamento e temperature molto superiori alla media; abbiamo fatto un articolo su questo, abbiamo parlato dell’ondata di calore che sarà addirittura anche con livelli record negli Stati del Sud. Ma attenzione: sul Canada spingerà l’aria fredda.

 

Mentre succede questo, capiterà un evento particolare in Alaska, che sembra per il Nord America abbastanza distante, ma in realtà non siamo così distanti perché l’Alaska equivale un po’ alla Scandinavia per gli Stati Uniti d’America. In questo caso si stanno registrando temperature che sono scese su valori veramente bassissimi. E le previsioni per l’Alaska indicano che addirittura si potrebbero toccare temperature ancor peggiori, ancora più basse, fino a -60°C.

Questo è assurdo, bisogna considerare che si tratta di eventi di rigidità record; sono temperature record nel caso in cui la temperatura in qualche area dell’Alaska interna dovesse raggiungere i -60°C, sarebbe un evento meteo storico. Ora, alcuni meteorologi parlano di evento beh, ultra centenario addirittura. Ebbene, quest’aria fredda dopo Capodanno, a inizio Gennaio, tenderà a riversarsi sul Nord America: anzi, prima verso il Canada e poi, nel corso della prima decade di Gennaio, sugli Stati Uniti.

Queste sono delle linee di tendenza che possono far preoccupare noi europei, perché quando in America giunge un freddo importante, da noi si scatena poi una situazione di improvviso tepore. Effettivamente, nei primi giorni di Gennaio un vento gelido ed estremamente freddo andrà a interessare il Midwest e poi i Grandi Laghi, il Nord-Est degli Stati Uniti, quindi anche l’area di New York, ad esempio associato ad un profondo minimo di bassa pressione che si formerà nel Canada nord-orientale, dove sono attese tempeste di neve e soprattutto tempeste di vento. Questo minimo di bassa pressione andrà poi a portarsi sul Labrador con temperature pazzesche: parliamo, alla quota intorno ai 1500 metri sul livello del mare, di valori attorno a -30°C.

Cioè, vi rendete conto la differenza di eventi meteo così estremi che hanno gli americani rispetto a noi europei? Temperature pazzesche continueranno a interessare l’Alaska dove nei primi giorni di Gennaio, come abbiamo detto, c’è il rischio che la colonnina di mercurio scenda su valori attorno a -60°C.

Questa è la tendenza che stiamo osservando, una situazione ben più che assurda devo dire, perché andiamo su condizioni meteorologiche così estreme che possono divenire preoccupanti. Uno si chiede: cosa c’entra l’Italia con quello che succede in America? Lo ripeto di nuovo: si tratta di un evento meteorologico globale di scambio meridiano di caldo e freddo. Solo loro avranno un’ondata di calore incredibile con temperature anche di 20°C sopra la media, ma loro sono abituati ad avere questi eccessi, ben più che in Europa. Però anche in Europa abbiamo avuto eventi meteo rilevanti paragonati al nostro clima, ovviamente; li abbiamo visti l’anno scorso, li abbiamo visti nel 2023 verso Capodanno. Loro però, in America, hanno una variabilità atmosferica molto maggiore rispetto a noi.

Ecco, però c’è questa tendenza ad avere una variabilità atmosferica nordamericana che influenza l’Europa e questo, effettivamente, ci crea dei problemi in ambito previsionale. Sia gli americani che noi europei siamo molto attenti al meteo a lungo termine, perché è molto importante conoscere gli eventi meteo estremi che possono succedere. Sappiamo e siamo consapevoli che questi fenomeni possono essere modificati perché i modelli matematici cambiano, ma qui stiamo parlando di previsioni sino a due settimane, non previsioni a sei mesi o previsioni stagionali. Stiamo parlando di condizioni ipotetiche sempre, ma che comunque hanno una base abbastanza solida come possibilità, dato che vengono elaborate con miliardi di algoritmi.

Quindi questo evento meteo estremo in Nord America potrebbe avere delle ripercussioni nel corso della prima decade sull’Europa. Ma attenzione: il Nord America avrà questa situazione così anomala che forse più avanti, verso la fine della prima decade di Gennaio, potrebbe addirittura esordire da noi in Europa con una improvvisa vampata di calore. Non lo sappiamo con certezza perché i modelli matematici non ce lo dicono ancora chiaramente, ma attenzione: abbiamo un forte riscaldamento della stratosfera che potrebbe sfociare in un qualcosa di più, un evento importante come uno Stratwarming.

Questo potrebbe succedere attorno all’Epifania e, se dovesse realizzarsi, allora in Europa le cose potrebbero andare diversamente e potrebbero anche avere delle ripercussioni a questo punto nel Nord America, dove si avrebbe una riduzione dell’ondata di freddo verso le coste orientali, sempre perché in Europa avremmo un’inversione delle correnti. Questa inversione da est verso ovest va poi anche a coinvolgere parte del Nord America, trattenendo il freddo canadese a nord e portandogli addosso un’aria più mite proveniente dall’Oceano Atlantico, mentre a noi porterebbe il gelo dalla Siberia.

Pensate un po’: tutto questo può succedere se la regia di questo vortice in alta quota dovesse surriscaldarsi sensibilmente. In questo caso noi non possiamo fare delle previsioni su quello che succederà in ambito proprio dettagliato. Stiamo parlando di situazioni nella loro complessità.

Riassumiamo un po’ per intenderci:

  • Primo step: raffreddamento per Natale.
  • Secondo step: ipotesi di aria molto fredda verso sud altamente probabile dalle regioni artiche e Scandinavia verso l’Europa più meridionale.

I modelli matematici non sono concordi nell’individuare la rotta di questa aria fredda verso l’Europa Occidentale e l’Italia oppure verso il Mar Nero; hanno delle differenze considerevoli determinate dalla posizione che avrà l’alta pressione. Un altro elemento però che sembra essere abbastanza comune nelle due previsioni è la presenza di basse pressioni nell’area mediterranea, dove quindi ci sarebbero condizioni frequenti di maltempo.

Ora vedremo l’evoluzione che avremo, però stiamo vivendo un inverno molto diverso rispetto agli altri, anche se effettivamente per molte giornate abbiamo temperature superiori alla media. Ma questa è la linea di tendenza del nuovo clima che, soprattutto in Europa, si manifesta con un aumento della temperatura rispetto alla media maggiore rispetto ad altre aree o ad altri continenti. L’Europa sembra essere un hotspot dei cambiamenti climatici e lo è anche durante la stagione invernale. Queste conseguenze generano quel fenomeno chiamato Amplificazione Artica, ed è l’Amplificazione Artica che poi va a creare questo caos di aria fredda e aria calda che vanno a susseguirsi rapidamente in Europa. Le variazioni termiche sono più limitate nel Nord America, dove gli sbalzi sono molto superiori.

 

Fonti e approfondimenti:

 

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