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      Home ยป AO e NAO negative fino a Febbraio: Italia verso una fase di freddo e neve diffusa
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      AO e NAO negative fino a Febbraio: Italia verso una fase di freddo e neve diffusa

      Gennaio e Febbraio: il Vortice Polare va in crisi, rischio freddo

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 30/12/2025
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      9 Min Lettura
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      Contents
        • Cosa sono questi indici e perchรฉ comandano il tempo
      • Il crollo verticale di inizio Gennaio
        • La tendenza per metร  mese e oltre
        • Non sono previsioni, sono tendenze
        • Uno sguardo didattico

      Cโ€™รจ un momento, durante lโ€™inverno, in cui smettiamo di guardare semplicemente se pioverร  domani e proviamo a capire come si sta muovendo lโ€™intero scacchiere atmosferico. รˆ un poโ€™ come smettere di guardare la singola onda per osservare la marea. Ebbene, analizzando le ultime proiezioni degli indici climatici di ECMWF, sembra proprio che lโ€˜atmosfera stia preparando qualcosa di grosso per lโ€™avvio del 2026, o meglio, per le settimane che ci accompagneranno tra Gennaio e lโ€™inizio di Febbraio. Non stiamo parlando della previsione per il vostro giardino, diciamolo subito per chiarezza, ma di segnali macroscopici che spesso anticipano svolte importanti per lโ€™Europa e, di riflesso, per la nostra Italia.

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      Sotto la lente dโ€™ingrandimento ci sono due protagonisti assoluti: lโ€™Arctic Oscillation (AO) e la North Atlantic Oscillation (NAO). Se questi nomi vi sembrano arabo, non preoccupatevi, perchรฉ in realtร  il loro comportamento รจ piรน intuitivo di quanto sembri e, carte alla mano, ci stanno raccontando una storia di forte instabilitร .

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      Cosa sono questi indici e perchรฉ comandano il tempo

      Prima di buttarci sui grafici, facciamo un attimo di chiarezza. Immaginate il Vortice Polare come una grande trottola che gira sopra il Polo Nord. Quando gira forte e veloce, tiene tutto il freddo lassรน, confinato nellโ€™Artico (fase positiva). Quando invece rallenta, inizia a ondeggiare, โ€œsbandaโ€, e permette allโ€™aria gelida di scivolare verso sud, verso le nostre latitudini (fase negativa).

      Ecco, lโ€™Arctic Oscillation misura proprio lo stato di salute di questa trottola. Lโ€™indice AO che vedete nei grafici รจ il barometro della tenuta del freddo polare. La North Atlantic Oscillation, o NAO, รจ invece la โ€œregistaโ€ delle perturbazioni atlantiche. Ci dice sostanzialmente se lโ€™Alta Pressione delle Azzorre รจ forte e invadente (NAO positiva) o se รจ debole e ritirata (NAO negativa), lasciando via libera al maltempo nel Mediterraneo. Capite bene che, combinando questi due fattori, possiamo avere unโ€™idea abbastanza precisa di che aria tirerร , letteralmente.

      Il crollo verticale di inizio Gennaio

      Osservando le curve del grafico relativo allโ€™AO, salta subito allโ€™occhio un dettaglio che non puรฒ lasciare indifferenti gli appassionati di meteo e freddo. Partendo dagli ultimi giorni di Dicembre, la linea crolla. Non รจ una discesa dolce, รจ un vero e proprio tuffo verso il basso. Intorno ai primi giorni di Gennaio, specificamente tra il 3 Gennaio e il 6 Gennaio, lโ€™indice tocca valori estremi, sprofondando fino a -3 o addirittura -4 deviazioni standard.

      Cosa significa in soldoni? Significa che il Vortice Polare sta subendo un attacco formidabile. รˆ debole, disturbato, quasi in pezzi. Una situazione del genere, statisticamente, favorisce la formazione di blocchi di Alta Pressione alle alte latitudini (magari tra Groenlandia e Scandinavia) e costringe il gelo a cercare sfogo verso sud. Per lโ€™Europa centro-settentrionale questo รจ spesso sinonimo di ondate di freddo severe. E per lโ€™Italia?

      Qui entra in gioco la NAO. Guardando il suo grafico, vediamo che segue a ruota lโ€™AO. Anche lei scende in territorio decisamente negativo allโ€™inizio di Gennaio, toccando i minimi proprio nella prima settimana del mese. Una NAO negativa, accoppiata a un AO negativa, รจ una configurazione โ€œesplosivaโ€ per il Mediterraneo. Lโ€™Atlantico, invece di spedire le perturbazioni verso il Regno Unito, le fa scivolare piรน in basso. Si apre la porta a condizioni di maltempo diffuso, con ciclogenesi (formazione di basse pressioni) proprio sui nostri mari. Se a questo aggiungiamo lโ€™aria fredda che potrebbe essere richiamata dal crollo del Vortice Polare, ecco che la neve potrebbe fare la sua comparsa anche a quote interessanti, non solo sulle Alpi ma potenzialmente anche in Appennino o a quote collinari, a seconda di come si incastreranno i minimi di pressione.

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      La tendenza per metร  mese e oltre

      La situazione, perรฒ, รจ dinamica. Lโ€™atmosfera non sta mai ferma. Se guardiamo oltre la prima settimana di Gennaio, notiamo che entrambi gli indici tendono a risalire. รˆ una risalita fisiologica, un tentativo di ritorno alla normalitร . Verso il 15 Gennaio o il 20 Gennaio, la media degli scenari (la linea verde nei grafici) si riporta verso valori neutri, intorno allo zero.

      Questo suggerisce che la fase piรน acuta della crisi del Vortice Polare potrebbe riassorbirsi nella seconda metร  del mese. Attenzione perรฒ, perchรฉ qui il grafico ci parla anche attraverso le โ€œbarreโ€ verticali, che rappresentano lโ€™incertezza (spread). Piรน andiamo avanti nel tempo, piรน queste barre si allungano.

      Per la fine di Gennaio e lโ€™inizio di Febbraio, la dispersione รจ enorme. Alcuni scenari (i โ€œbaffiโ€ blu) vedono lโ€™indice AO schizzare di nuovo verso lโ€™alto (ripristino del flusso zonale, tempo piรน mite e veloce), mentre altri lo vedono sprofondare ancora (nuove ondate di freddo). La media rimane galleggiante attorno allo zero o leggermente negativa.

      In termini pratici, questo ci dice che dopo la โ€œburrascaโ€ fredda e instabile di inizio anno, potremmo avere una fase piรน interlocutoria, magari con unโ€™alternanza tra perturbazioni atlantiche piรน classiche e brevi rimonte anticicloniche. Ma lโ€™inverno non sembra voler chiudere i battenti: finchรฉ gli indici non tornano stabilmente positivi, il rischio di nuove irruzioni fredde rimane dietro lโ€™angolo, anche se magari meno intense di quella ipotizzata per lโ€™Epifania.

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      Non sono previsioni, sono tendenze

      Bisogna essere onesti e trasparenti, come si fa tra amici al bar. Quello che vi stiamo raccontando non รจ lโ€™orario esatto in cui aprire lโ€™ombrello a Roma o montare le catene a Milano. Gli indici teleconnettivi come AO e NAO ci forniscono delle linee di tendenza. Ci dicono quale โ€œmusicaโ€ suonerร  lโ€™atmosfera, ma non ci dicono esattamente come balleranno le singole gocce di pioggia o i fiocchi di neve.

      Interpretare queste mappe significa capire che le probabilitร  di avere un inizio Gennaio dinamico, freddo e perturbato sullโ€™Italia sono alte. Molto piรน alte rispetto a quelle di avere un periodo di stasi anticiclonica e nebbie. Ma da qui a dire quanta neve farร  in una specifica localitร  ce ne passa. La meteorologia, in fondo, รจ una scienza di probabilitร , non di certezze assolute, ed รจ proprio questo il suo fascino.

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      Uno sguardo didattico

      Un ultimo spunto per chi vuole imparare a leggere queste carte da solo in futuro. Notate come allโ€™inizio del grafico (le prime 24-48 ore) le linee dei vari scenari (o โ€œspaghettiโ€) sono tutte vicine e compatte? Lรฌ lโ€™affidabilitร  รจ altissima. Man mano che ci spostiamo verso destra, verso Febbraio, il ventaglio si apre. Quello spazio bianco tra il valore massimo e minimo รจ il regno dellโ€™imprevedibilitร . Quando vedete uno spread cosรฌ ampio, come quello previsto per il mese prossimo, significa che i modelli matematici stanno faticando a inquadrare una soluzione univoca.

      Insomma, lโ€™unica certezza รจ che il Vortice Polare ha deciso di movimentare il nostro inverno. Tra scambi meridiani, possibili blocchi atlantici e un Mediterraneo pronto a recepire ogni impulso instabile, ci aspetta un periodo decisamente interessante da monitorare. Preparate i cappotti, ma tenete dโ€™occhio gli aggiornamenti quotidiani, perchรฉ con indici cosรฌ ballerini, le sorprese sono di casa.

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      Credit

      • NOAA Climate Prediction Center โ€“ Monitoring & Data
      • ECMWF โ€“ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • Met Office โ€“ Global drivers of weather
      • JMA โ€“ Tokyo Climate Center
      • WMO โ€“ World Meteorological Organization

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      TAG:AOArctic Oscillationmeteo gennaioNAOneve italiaNorth Atlantic Oscillationondata freddotendenza invernovortice polare
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