• Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings
domenica, 24 Maggio 2026
METEO GIORNALE
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti
Meteo Giornale
Home A Scelta dalla Redazione

Stratwarming a FEBBRAIO: il jolly per avere gelo e neve a bassa quota

Davide Santini di Davide Santini
30 Dic 2025 - 15:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
A A
Share on FacebookShare on Twitter
ID 45834132 ©
Jojjik | Dreamstime.com

 

(METEOGIORNALE.IT) Nel passato recente e in quello remoto il mese di febbraio è stato quello che ha potuto regalare gli episodi meteo più intensi. Anche se negli ultimi anni non ha spesso rispettato le aspettative, l’ultimo mese invernale può occasionalmente dare vere e proprie ondate di gelo. Come potrebbe essere il prossimo? E soprattutto. La possibilità di un riscaldamento stratosferico? Analizziamo insieme la questione.

LEGGI ANCHE

Notti tropicali tra Lunedì 25 e Giovedì 28: un evento meteo eccezionale per Maggio

Ponte del 2 Giugno, l’esperto Raffaele Laricchia non ha buone notizie

 

Stratwarming a Febbraio: le reali probabilità

L’ultima possibilità per avere freddo e neve in maniera diffusa è proprio il mese di febbraio. Spesso e volentieri negli ultimi anni è stato mite e anonimo. Con una larga presenza di anticicloni. Ma non dimentichiamo che numerose ondate di gelo si sono verificate proprio nel suddetto mese.

 

Il fenomeno, in campo meteo chiamato Stratwarming, non è altro che un è violento riscaldamento stratosferico che può destabilizzare il Vortice Polare. Questo potrebbe scompigliare le carte in tavola anche per tre o quattro settimane.

 

Un eventuale riscaldamento stratosferico potrebbe portare le occasioni per neve a bassa quota. Stiamo ovviamente parlando di qualcosa di probabilistico e non previsionale.
ID 3858940 ©
Misscanon | Dreamstime.com

 

Il movimento del gelo

Solitamente, l’iter è il seguente. Il nocciolo gelido, inizialmente confinato nella zona del Polo Nord, potrebbe spostarsi verso la Siberia e, successivamente, puntare verso il continente europeo. Era sicuramente più comune un tempo, sebbene mai stato tanto frequente.

 

In Italia, la possibilità che masse d’aria gelida siberiana colpiscano direttamente il nostro territorio è decisamente remota. Lo era già gli anni addietro e lo sta diventando sempre di più. Ma attenzione che non possiamo escludere al 100% che l’aria siberiana riesca ad arrivare da noi.

 

Ci sono due episodi notevoli negli ultimi decenni. L’ondata di gelo del febbraio 2012 e quella del 2018. Ricordiamo che sono stati due inverni per nulla dinamici nella loro prima parte e poi hanno giocato un jolly impressionante proprio sul finire. Quando meno ce lo si aspettava.

 

E il prossimo come sarà?

Non possiamo dare una previsione per febbraio. Ovviamente rispondere ora è come tirare una monetina. Statisticamente è molto probabile che non ci sia un’ondata di gelo di quelle memorabili. Ma non possiamo comunque escludere che l’atmosfera possa ogni tanto riservarci delle sorprese. Stiamo parlando di campo probabilistico e non previsionale.

 

Anche in un periodo di forte riscaldamento globale le ondate di gelo non sono cancellate, ma molto limitate nello spazio e nel tempo. Qualora ci fossero segnali di eventuali fasi gelide saremo i primi a darvi notizia. Continuate a seguire i nostri aggiornamenti meteo quotidiani.

 

 

Credit

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society (METEOGIORNALE.IT)

Seguici su Google News
Tags: aria gelidacambiamento climaticoclimaeventi estremifebbraiofreddogeloinvernometeometeo Italiamodelli meteorologicineveneve a bassa quotaondate di geloPolo Nordprevisioni meteoriscaldamento globaleriscaldamento stratosfericosiberiastratwarmingvortice polare
CondividiTweetInvia
Articolo precedente

Europa invasa dal GELO, ma l’Italia? Ecco cosa ci aspetta sino all’Epifania

Prossimo articolo

AO e NAO negative fino a Febbraio: Italia verso una fase di freddo e neve diffusa

Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

Prossimo articolo

AO e NAO negative fino a Febbraio: Italia verso una fase di freddo e neve diffusa

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Privacy Cookie
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Privacy settings

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

Nessun risultato trovato
Guarda tutti i risultati
  • Home
  • Previsioni Meteo
  • Cronaca Meteo
  • Mappe
  • Diretta Meteo
  • Magazine
  • Viaggi
  • Old news
  • Chi siamo
  • Contatti

Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)
Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.