(METEOGIORNALE.IT) Chi l’ha detto che Lanzarote deve essere per forza un’infinita distesa di terra nera e ocra? In questo anomalo Dicembre 2025, l’isola ha deciso di cambiare abito, sorprendendo residenti e turisti con un colpo d’occhio che, diciamolo, lascia un po’ spiazzati. Al posto del solito scenario lunare, arido e severo, ci si trova davanti a colline che sembrano rubate a un paesaggio irlandese, coperte da un manto erboso brillante che contrasta violentemente con la roccia vulcanica scura.
Non è un miraggio, ma il risultato di settimane decisamente umide. Tutto è iniziato verso la metà di Novembre 2025, quando una serie di perturbazioni atlantiche ha preso di mira l’arcipelago. Niente bombe d’acqua devastanti, per fortuna, ma una pioggia costante, democratica, capace di penetrare a fondo nel terreno. Le responsabili hanno anche un nome, le depressioni Claudia ed Emilia, che hanno scaricato acqua con una regolarità quasi insolita per queste latitudini.
Il segreto di questa esplosione di vita sta proprio nella modalità della precipitazione. Il suolo vulcanico, si sa, è poroso, assetato. Se l’acqua arriva tutta insieme scivola via, ma se cade con gentilezza, come è successo nelle ultime settimane, la terra beve. A Yaiza, per esempio, i pluviometri hanno segnato circa 90 mm di accumulo, distribuiti però su un arco temporale lungo. Una manna dal cielo, insomma, che ha permesso all’erba spontanea e ai fiori annuali di germinare in tempi record.
Basta farsi un giro nell’entroterra per capire la portata del fenomeno. Le zone di Mosaga, Tiagua o le valli attorno a Teguise offrono panorami che faticano a riconciliarsi con l’idea classica che abbiamo delle Canarie. I pendii, solitamente brulli, sono di un verde acceso. È un invito a nozze per chi ama camminare: i sentieri rurali, lontani dalle solite spiagge affollate, sono diventati la meta prediletta di chi vuole godersi questo spettacolo effimero, respirando un’aria che sa di terra bagnata e vegetazione fresca.
Ma quanto durerà questa cartolina inedita? I meteorologi locali sono cautamente ottimisti e prevedono che questa tendenza a un inverno più generoso possa trascinarsi anche all’inizio del 2026. Se le piogge continueranno a visitare l’isola con questa frequenza, il verde potrebbe non solo resistere, ma farsi ancora più intenso nelle prossime settimane.
Tuttavia, non bisogna farsi troppe illusioni. C’è il rovescio della medaglia, un contesto più ampio che non va dimenticato. Sebbene oggi ci godiamo il paesaggio smeraldo, la Spagna e le sue isole stanno combattendo una battaglia lunga e faticosa contro la desertificazione. I dati parlano chiaro, con oltre il 90% del territorio delle Canarie classificato come arido. Questi episodi, per quanto magnifici, restano parentesi stagionali in un clima che sta cambiando, regalandoci inverni eccezionalmente umidi in mezzo a periodi di siccità sempre più lunghi. Godiamoci il verde finché c’è, insomma, consapevoli che è un regalo prezioso e fragile della natura.

