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      Potenziale ondata di GELO dalla SIBERIA: un ritorno storico. Analisi delle cause

      Stratwarming precoce: Vortice Polare in crisi e possibili riflessi su Europa e Italia tra fine novembre e dicembre

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 12/11/2025
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      10 Min Lettura
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      Stratosfera, siamo a trentamila metri di quota, dove lโ€™atmosfera รจ rarefatta. Ebbene, precocemente in questo โ€œstrano 2025โ€ si sta muovendo, e i modelli matematici che fanno previsioni per la Stratosfera lo hanno intercettato.

       

      Ci troviamo nel regno del Vortice Polare, quella gigantesca trottola di venti gelidi che ruotano sopra lโ€™Artico per gran parte dellโ€™anno. Il Vortice Polare รจ in crisi, ve ne abbiamo parlato: lโ€™indice AO รจ negativo e cosรฌ rimarrร , parrebbe, per due settimane ancora. Quindi, questa trottola rallenta e si incrina, causando onde che si propagano verso sud, alcune acutissime come quella che ha appena colpito il Nord America, dove in quota si sono battuti vari record. Al suolo siamo ancora troppo precoci come stagione, รจ appena il 12 novembre.

      Evidente Strat Warming previsto da ECMWF.

      Le ultime mappe dellโ€™ECMWF e del NOAA mostrano segnali inequivocabili: una bolla dโ€™aria insolitamente calda si formerร  sopra il Nord America, spingendo e deformando il vortice stratosferico. Insomma, aggravandone in qualche modo la fragilitร  e ponendo le basi per una nuova, ma piรน acuta, criticitร .

       

      In meteorologia queste carte analizzano la temperatura, oltre a diversi altri parametri, allโ€™altezza geopotenziale di 10 hPa, a una quota che corrisponde a circa 30 chilometri. Direte: un vortice a quella quota che effetti potrร  avere al suolo, addirittura in Italia? Innanzitutto andiamo per gradi: questo fenomeno รจ noto da tempo ed รจ chiamato Stratwarming, ovvero rapido e repentino riscaldamento della Stratosfera a 10 hPa di geopotenziale.

       

      Generalmente, nelle mappe viene presentato colorato di rosso e arancio per evidenziare le anomalie positive – cioรจ un aumento della temperatura e dellโ€™altezza geopotenziale – mentre in blu o viola si segnala lโ€™opposto: aria piรน fredda e depressione dei livelli di pressione.

       

      Nellโ€™ultima previsione disponibile vediamo un ampio nucleo caldo in formazione tra Alaska e Canada, mentre il nucleo freddo del vortice appare compresso e spinto verso lโ€™Eurasia. A questo punto che succederร ? Non sappiamo cosa succederร , รจ bene chiarirlo: ogni evento di Stratwarming, anche intenso, non vuol dire ondata di freddo. E poi, come si fa a sostenere che questa interesserร  lโ€™Italia? Anche se su questo punto รจ bene fare una puntualizzazione. Ma proseguiamo con lโ€™analisi.

       

      In termini dinamici e tecnici, quello che vediamo si tratta di un displacement, ovvero uno spostamento del Vortice Polare Stratosferico, dal quale non รจ escludibile una successiva split polare, ovvero una scissione vera e propria in due lobi distinti del Vortice Polare Stratosferico.

       

      Nel primo caso il vortice si decentra mantenendo la sua struttura. Nel secondo, ovvero con lo split, si divide, liberando porzioni dโ€™aria gelida pronte a scendere verso le medie latitudini. Ed รจ qui che la storia si intreccia con il coinvolgimento di altezze atmosferiche al di sotto dei 10 hPa, forse. Infatti, quando la Stratosfera si scalda in modo cosรฌ deciso, la Troposfera – cioรจ lo strato dove si sviluppano le nuvole, le piogge e il vento – finisce quasi sempre per rispondere, ovvero per subire unโ€™influenza.

       

      Lโ€™innesco di questa risposta non รจ immediato, ma, come ben documentato da innumerevoli ricerche e pubblicazioni scientifiche, in genere gli effetti di un Riscaldamento Stratosferico si avvertono dopo un periodo che va da una a tre settimane dopo lโ€™evento iniziale di Stratwarming.

       

      รˆ come se la perturbazione si propagasse lentamente verso il basso, influenzando la circolazione dei venti e, di conseguenza, il tempo atmosferico. Quando ciรฒ accade, il Vortice Polare Troposferico – quello che di fatto tiene chiuso il freddo al Polo – tende a indebolirsi. Ora, ben sappiamo che il Polo Nord รจ molto meno freddo di quanto non fosse 30 o 40 anni fa, per dire, come era nel 1985, ma tuttavia รจ unโ€™area comunque gelida, che puรฒ scatenare una serie di conseguenze.

       

      Per dire, in un contesto di Riscaldamento Globale abbiamo vastissime aree della Siberia con temperature molto sotto la media. In questo contesto tale aspetto, mai come ora, non รจ irrilevante, ma di importanza primaria per lโ€™Europa e lโ€™Italia.

       

      Ma continuiamo a descrivere gli effetti del riscaldamento e, soprattutto, quando consegue un contatto con la Troposfera. Le correnti occidentali iniziano a essere piรน ondulate – peraltro questโ€™anno lo sono parecchio – in ambito europeo. Per esempio, una saccatura fredda sta interessando le Canarie e Madeira, dove sono state diramate allerte meteo rosse. In risposta alla discesa dโ€™aria fredda oceanica, aria calda sta sorvolando lโ€™Italia, e si sta palesando al suolo nella Penisola Iberica e in Francia, parzialmente anche nel nostro Paese, con temperature al suolo in forte aumento.

       

      Il contatto tra Stratosfera, che deforma il Vortice Polare, e Troposfera si esprime con unโ€™influenza diretta sui jet stream, che si deformano e diventano terreno fertile per i cosiddetti blocchi anticiclonici alle alte latitudini, in particolare sulla Groenlandia o sulla Scandinavia. Attenzione: quando si forma lโ€™alta pressione in quellโ€™area, in Europa la situazione degrada verso il freddo.

       

      Ebbene, quando queste figure di alta pressione si consolidano, le conseguenze a sud non si fanno attendere. Le masse dโ€™aria fredda, fino a quel momento intrappolate sopra la Siberia, trovano il modo di scivolare verso lโ€™Europa e talvolta fino al Mediterraneo. รˆ giร  successo, e piรน di una volta: basti pensare agli episodi di freddo estremo del gennaio 1985 o del febbraio 2012, entrambi preceduti da intensi riscaldamenti stratosferici. Ora, gli ingredienti sembrano esserci di nuovo. I modelli delineano per la fine di novembre e lโ€™inizio di dicembre 2025 una configurazione potenzialmente favorevole a discese fredde verso il Continente europeo. Se il riscaldamento in corso si consoliderร  in un vero Major SSW – cioรจ un evento in grado di invertire la direzione dei venti zonali attorno al parallelo di latitudine a 60ยฐ Nord e a 10 hPa – a questo punto le probabilitร  di unโ€™influenza marcata sulla Troposfera aumenteranno sensibilmente. In altre parole, potremmo assistere a un cambio di scenario meteorologico deciso, con la comparsa di un anticiclone tra Groenlandia e Nord Atlantico e di flussi retrogradi da est verso lโ€™Europa centrale e meridionale. Avete letto bene, ma davanti a quanto detto finora cโ€™รจ stato sempre un โ€œseโ€, quindi una certezza non cโ€™รจ.

       

      Per lโ€™Italia, ciรฒ significherebbe lโ€™arrivo di correnti fredde dalla Siberia che, peraltro, misura temperature anche di oltre 15ยฐC sotto la media in questi giorni nellโ€™area a est degli Urali. Ed รจ per questo che qui sopra ho scritto che il freddo siberiano รจ unโ€™occasione rilevantissima in questa fase: peraltro, tra 2-4 settimane il freddo in Siberia si accentuerร  a dismisura. Ovvero, il periodo successivo in cui si potrebbe innescare una conseguenza in Troposfera dei fatti qui elencati.

       

      Tuttavia, conviene restare prudenti. Non tutti i riscaldamenti stratosferici riescono a propagarsi efficacemente verso il basso. Alcuni restano confinati in alta quota, come fu ad esempio nel gennaio 2019, quando il vortice si deformรฒ senza perรฒ determinare grandi conseguenze in Europa. Il punto chiave sarร  capire se la perturbazione riuscirร  a spingersi fino a circa 100 hPa – il confine tra Stratosfera e Troposfera – e da lรฌ a innescare una risposta piรน ampia nel sistema atmosferico.

       

      Per intenderci, la situazione che si sta disegnando รจ affascinante e realmente importante, ma teorica su base scientifica. Un riscaldamento stratosferico cosรฌ forte in questa fase della stagione rappresenta un segnale da non sottovalutare. Se lโ€™onda calda continuerร  a espandersi e il Vortice Polare dovesse davvero dividersi, allora la prima parte dellโ€™inverno europeo potrebbe prendere una piega piรน rigida giร  tra fine novembre e soprattutto dicembre. Se invece lโ€™evento si limiterร  a un semplice displacement, lโ€™effetto potrebbe restare contenuto.

       

      Un dato, perรฒ, resta certo: lโ€™atmosfera si sta muovendo, ne stiamo avendo notizia con i fatti. Noi ora ci troviamo nel settore caldo, la prossima settimana avremo un calo termico, la prospettiva di unโ€™irruzione artica verso il Mediterraneo sembra essere bassa, e limitata al Nord Italia e forse allโ€™Adriatico, ma marginale rispetto al Nord Europa. Le previsioni deterministiche, ovvero dei modelli matematici, variano repentinamente di continuo, specialmente dopo circa una settimana di validitร .

      Ovviamente, non mancherรฒ di aggiornarvi.

       

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      TAG:blocchi anticiclonicidisplacement stratosfericoindice ao negativoriscaldamento stratosfericosplit polarestratwarming precocevortice polare
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