Siberia che oggi come oggi รจ oggetto di approfonditi studi climatologici. Nello specifico vari autorevoli enti internazionali stanno cercando di capire quale sia il grado di correlazione tra l’entitร della copertura nevosa autunnale siberiana e gli eventuali disturbi al normale processo evolutivo del Vortice Polare.
Negli ultimi anni, infatti, la stagione autunnale ha visto un crescente incremento del manto nevoso siberiano giร a partire da Settembre ed รจ ciรฒ che sta succedendo anche quest’anno. Freddo e neve, poi gelo e neve, si sono fatti largo rapidamente e l’attuale quantitร di neve presente in Siberia supera di gran lunga la media di riferimento.
Ma perchรฉ succede? E soprattutto, che implicazioni potrebbe avere sul prossimo Inverno? Anzitutto partiamo da quella che รจ considerata ufficialmente la causa scatenante di tutte quelle nevicate precoci: il riscaldamento Artico. Piรน nello specifico il riscaldamento dell’Artico orientale, una porzione che piรน di tutte sta patendo gli effetti del riscaldamento globale.
Come ben sappiamo la natura mette in atto meccanismi di “riparazione”, in quest’ultimo caso per poter riparare i danni dettati dalla fusione del ghiaccio artico determina – tramite complesse dinamiche stratosferiche – le condizioni ideali per gelo e neve precoci.
A questo punto lecito domandarsi: sรฌ, ma in Europa quali potrebbero essere gli effetti? Rispondere non รจ affatto semplice, gli studi scientifici vanno avanti ma si รจ giร notato come ci sia un certo grado di correlazione tra l’abbondante copertura nevosa siberiana e i disturbi invernali al Vortice Polare.
La copertura nevosa siberiana si traduce in un potente Anticiclone termico e tale Anticiclone spesso e volentieri รจ capace di inviare importanti flussi di calore verso le alte quote atmosferiche (stratosfera appunto). Flussi di calore che vanno a destabilizzare il Vortice Polare e qualora dovessero arrivarne anche altri – ad esempio quelli del Pacifico e dell’Atlantico – si potrebbe andare incontro addirittura allo “split” del Vortice stesso.
Ma al di lร di “split o non split” ciรฒ che conta รจ che tali disturbi possono modulare profonde oscillazione della corrente a getto con conseguente intrusione d’aria fredda – talvolta gelida – a latitudini temperate. Ecco quindi che anche quest’anno, sommando tra l’altro la situazione siberiana alla Nina e alla QBO negativa – le occasioni per irruzioni di un certo tipo potrebbero moltiplicarsi. In Europa e in Italia.
