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      Home » Meteo Inverno: uno sguardo alla SIBERIA e alle reali possibilità di GELO
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      Meteo Inverno: uno sguardo alla SIBERIA e alle reali possibilità di GELO

      Davide Santini
      Davide Santini
      Pubblicato: 23/10/2025
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      5 Min Lettura
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      Contents
        • Uno sguardo alla Siberia
        • Indici da tenere in conto
        • Anticiclone Russo Siberiano
        • La copertura nevosa
        • Un altro fattore molto spesso poco considerato
        • Il famoso vortice polare
      • Credit:

       

      Mancano ancora diverse settimane all’interno. Ma meteo appassionati e lettori comuni a volte chiedono la seguente domanda. Sarà davvero una stagione diversa dalle ultime deludenti? Oppure ricalcherà, a modo suo, il Trend già visto? In questo articolo cerchiamo di mettere insieme un po’ di dettagli.

       

      Uno sguardo alla Siberia

      Si sa. Se vogliamo ondate di gelo eccezionali bisogna guardare sempre nelle zone più fredde del mondo. Antartide a parte ovviamente. Le cronache meteo parlano di nevicate intense e diffuse già nel cuore di ottobre 2025. Il tutto accompagnate da fasi di gelo che, pur essendo fisiologiche per quelle latitudini, sorprendono per la loro precocità. Sarà un buon segnale? Sicuramente. Ma sappiamo bene che per l’arrivo del Gelo bisogna guardare anche tanti altri indici.

       

      Indici da tenere in conto

      Molti di voi ne avranno già sentiti parlare. Il Vortice Polare, l’indice AO (Arctic Oscillation), la NAO (North Atlantic Oscillation), le oscillazioni tropicali come MJO e QBO, e le anomalie termiche delle superfici oceaniche nel Pacifico e nell’Atlantico. Questi meccanismi, pur essendo completamente in linea con il Global Warming, redistribuiscono caldo e freddo nello spazio e nel tempo.

       

      Anticiclone Russo Siberiano

      In questo intricato intreccio, senza contare cosa sta accadendo altrove, la Siberia gioca un ruolo decisivo. Non è il Polo Nord, ma un immenso continente che reagisce rapidamente ai mutamenti radiativi. L’aria si raffredda, diventa più densa e la pressione aumenta, dando origine alla poderosa Alta Pressione Siberiana.

       

      Chiamato anche dai meteo appassionati Orso Russo. È questa struttura, spesso sottovalutata, a fungere da motore del freddo continentale. Quando si rafforza, può spingere correnti gelide lungo traiettorie preferenziali, specialmente se in Europa il disegno delle correnti favorisce l’afflusso orientale. Ma ovviamente non basta solo questo.

       

      La copertura nevosa

      Il comportamento della neve siberiana è un altro indicatore chiave. Nei primi giorni di ottobre, le prime incursioni artiche e la secchezza dell’aria continentale possono far avanzare rapidamente il manto nevoso. Ricordiamo che entra in una sorta di circolo vizioso. Più la neve è diffusa e maggiore è il raffreddamento.

       

      Questo processo iterativo contribuisce a consolidare l’alta pressione e, in certe annate, predispone la scena per discese fredde verso l’Europa centro-orientale, soprattutto se la NAO si orienta su valori negativi. Ovviamente non parliamo di previsioni meteo. Ma di ingredienti per capire se effettivamente l’inverno possa avere una qualche speranza di freddo o meno.

       

      Un altro fattore molto spesso poco considerato

      Mentre il continente siberiano costruisce la sua cupola di freddo, più a nord si compie un altro passaggio cruciale. Che forse sfugge a molti. Il ricongelamento dell’Artico. Ogni anno, tra fine settembre e novembre, il Mar Glaciale Artico vive la transizione dal minimo estivo al massimo invernale. Proprio alle soglie dell’inverno.

       

      È un processo che modifica la struttura termodinamica delle masse d’aria. Con l’avanzare della banchisa, però, le stesse correnti artiche diventano più secche: meno vapore, meno precipitazioni, ma freddo più intenso. Ecco perché è interessante capire se ci sono anomalie nella copertura nevosa anche a queste latitudini. È da qui che partono le probabilità di avere più o meno freddo.

       

      Il famoso vortice polare

      Come non far menzione. Molti di voi lo conosceranno. Quando è debole cresce la possibilità di vedere scambi meridiani più intensi, cioè correnti fredde che si spingono verso sud e masse calde che risalgono verso nord. Se invece il Vortice Polare rimane compatto e la NAO si mantiene positiva, il flusso atlantico teso da ovest tende a prevalere e non ci sono le possibilità di gelo cruento.

       

      Spesso è capitato così negli ultimi inverni. Con il gelo racchiuso alle alte latitudini e masse d’aria miti oceaniche in Italia. Come si vede, gli ingredienti per avere un inverno retro sono tanti. Oltretutto, global warming rema contro. Già un tempo non era facile avere fasi meteo di gelo cruento sul nostro paese. Adesso stai diventando sempre più difficile…

       

      Credit:

      https://public.wmo.int/en/our-mandate/climate

      https://www.climate.gov

      https://www.metoffice.gov.uk/

      https://www.cpc.ncep.noaa.gov/

      https://climate.copernicus.eu

      https://www.ecmwf.int/

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      TAG:alta pressione siberianaarticoautunno 2025cambiamenti climaticiclima 2025europainverno 2025italia freddonazione siberiaprevisioni meteoriscaldamento globaletemperatura globaleVariabilità atmosfericavortice polare
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