Sempre abbastanza tracciata la possibile evoluzione barica di massima per la prima metร di novembre, forse anche per l’intera seconda decade. Una evoluzione che, come giร anticipato in precedenti aggiornamenti, sarebbe sostanzialmente opposta alla circolazione di massima che รจ caratterizzato il mese di ottobre oramai all’epilogo.
Questo primo mese autunnale, lo ricordiamo, รจ stato caratterizzato da una circolazione barica essenzialmente โmeridianaโ, con ricorrenza anticiclonica sui settori occidentali europei e propensione sovente delle alte pressioni a slanci anche verso i comparti settentrionali, di contro, il Mediterraneo centrale e i settori italiani piรน espostiย a flussi instabili piรน spesso settentrionali, per qualche fase anche continentali.
Il tipo di circolazione barica descitto e prevalente, ha permesso un afflusso abbastanza costante di aria moderatamente fredda per il periodo, anche nei contesti piรน anticiclonici, tant’รจ che l’andamento termico medio registrato in questo mese, รจ stato diffusamente sotto norma su gran parte d’Italia.
La sintesi sull’anomalia media mensile, elaborata dal modello globale NCEP-CFSR/CDAS e raffrontata alle medie storiche del trentennio 1991-2020 (prima immagine interna sopra) evidenzia, appunto, temperature tra -0,5 a -1,5ยฐ sulle aree colorate a scala di celeste blu del territorio italiano.
Dunque, questa l’anomalia negativa riferita a tutto il mese di ottobre, al netto di questi ultimi 2-3 giorni, registrata tra le pianure e alcuni settori alpini centro orientali del Nord, un po’ tutte le aree appenniniche centro meridionali e gran parte del Sud.
Altrove, sui settori peninsulari, le temperature sono state in gran parte in media, salvo un po’ sopra media sulle coste dell’alto Tirreno e leggermente sopra media anche sulle coste della Sardegna.
La circolazione, perรฒ, come anticipato, cambierร radicalmente per i prossimi 15/20 giorni e il cambiamento รจ giร iniziato in questo ultimo scorcio di ottobre. Cambierร , perchรจ a prendere il sopravvento sono giร , e continueranno ad esserlo, le correnti umide oceaniche e, per via indotta, quelle meridionali, grazie a un โreversal patternโ, ossia a un rovesciamento delle dinamiche bariche: non piรน blocco alla circolazione atlantica per via di alte pressioni su Ovest Europa, ma abbattimento del baluardo anticiclonico meridiano, a opera di flussi perturbati oceanici piuttosto insistenti.
Circolazione, dunque, zonale, talora anche con contributi anticiclonici piรน stabili per alcune aree, ma, piรน spesso, flussi umidi instabili o perturbati alla volta del Mediterraneo, soprattutto nordoccidentale e occidentale, a fasi alterne anche verso i settori centrali.
In questo contesto prospettato, a parte le piogge, che per diverse fasi potrebbero essere piรน insistenti e abbondanti lรฌ dove in ottobre sono mancate, quindi su diverse aree del Nord (anche se qui in abbondanza non proprio ovunque) e anche su diverse tirreniche centrali, un dato abbastanza assodato, almeno sino a metร del mese prossimo, sarร l’andamento termico, atteso in prevalenza sopra norma, magari non di molto, ma ricorrentemente e diffusamente sopra.
Ciรฒ, naturalmente, per via di una prevalenza di circolazione occidentale piรน mite, cosรฌ come traspare dalla maggior parte delle simulazioni a 15 giorni. Ma come evolverebbe a seguire?
Dalle ultime proiezioni, la circolazione sembrerebbe tornare a cambiare e di piรน nel corso della terza decade di novembre. Per quella fase, una delle ultime indicazioni provenienti da un importante indice sullโevoluzione long range, lo โzonal windโ, ossia l’indice monitorante lโandamento del flusso zonale, evidenzia un costante abbassamento del flusso medesimo (seconda immagine interna), dopo un apprezzabile aumento prossimo.
Dunque, le dinamiche bariche tornerebbero a cambiare progressivamente. Le anomalie positive di pressione, tornerebbero a configurarsi di blocco, con maggiore frequentazione di alte pressioni sui comparti atlantici settentrionali e britannici, moderate crisi di pressione, invece, proprio in corrispondenza del Mediterraneo Centro-occidentale e, per di piรน, protezione anticiclonica debole in prossimitร dell’Europa centro-orientale, con minacce di interferenze fredde scandinave-baltiche (simulazione barica media, nellโimmagine in anteprima, per il corso della terza decade di novembre, su base elaborazione ECMWF).
Prospettive di azioni instabili nel corso della terza decade, magari piรน efficaci per la aree centro meridionali italiane, ma anche con rischio di primi freddi verso il nostro paese.
In particolare, un focus temporale per possibili prime azioni invernali per l’Italia, cadrebbe tra l’ultima settimana di novembre e la prima di dicembre. Questa redazione, continuerร a monitorare tutte le indicazioni sul piรน lungo termine, apportando periodici aggiornamenti ย sullโipotesi di possibili azioni via via piรน fredde a partire dalla terza decade di novembre. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

