Il tempo cambierà radicalmente nel finale di ottobre. In realtà, in questo “finale” ci siamo già, poiché la prima di una lunga serie di perturbazioni atlantiche ha attraversato il centro e il Nord Italia nelle scorse 72 ore. Tante altre, comunque, ne arriveranno: è ormai confermato. Tutti i principali centri di calcolo delineano un quadro ricco di piogge per il nostro Stivale, dovuto a un vero e proprio treno perturbato che richiama alla mente gli autunni di una volta.
Perché torna la pioggia?
Cerchiamo di capire perché ritorneranno queste configurazioni ormai dimenticate. Il cambiamento climatico sta giocando un ruolo fondamentale nella cancellazione delle stagioni intermedie, proprio come l’autunno, e negli ultimi anni l’abbiamo constatato chiaramente nel Mediterraneo. L’assenza di vere perturbazioni atlantiche era sotto gli occhi di tutti: le ondate di caldo si alternavano a veloci strappi instabili capaci di generare fenomeni estremi e di breve durata, esattamente ciò che non serve per rimpinguare le riserve idriche del Paese.
Un ritorno al passato
Quest’anno, per fortuna, qualcosa sembra essersi inceppato nel meccanismo perverso del cambiamento climatico. Un vero ritorno al passato, dunque.
Si sta letteralmente spalancando la porta atlantica, quella attraverso la quale le perturbazioni possono transitare e dirigersi facilmente verso l’Europa e il Mediterraneo centro-occidentale, garantendo piogge consistenti e “democratiche“.
Tra gli appassionati di meteorologia questa configurazione è conosciuta come “Atlantico basso”, e vede la presenza di flussi instabili, freschi e umidi provenienti dal cuore dell’oceano in direzione di Spagna, Portogallo e Francia. Queste masse d’aria instabili arrivano poi facilmente nel Mediterraneo, dove risalgono verso il Nord Italia e le regioni tirreniche, in seno ai venti di scirocco e libeccio.
Gli ultimi aggiornamenti parlano chiaro: tra la fine di ottobre e la prima decade di novembre arriveranno svariate perturbazioni atlantiche, una dopo l’altra. È proprio questo il treno perturbato di cui parliamo. Pioverà in molte occasioni su tutto il Nord Italia, specie su Liguria, Alta Lombardia, Alto Piemonte, Trentino, Veneto, Friuli Venezia Giulia, e in aggiunta anche su Appennino emiliano, Toscana, Lazio e Sardegna.

Forse… anche troppa pioggia?
Attenzione, però: non sarà tutto oro quel che luccica. Non ci saranno solo piogge diffuse, ma anche nubifragi e episodi estremi o potenzialmente alluvionali. Insomma, la solita solfa legata alla troppa energia presente nel Mediterraneo. Alcuni territori, specie quelli più esposti come Liguria, Toscana e l’arco alpino, potranno vedersela con temporali piuttosto forti. Non a caso, da qui al 10 novembre, si stimano accumuli di pioggia totali superiori ai 400 mm.
Riepilogando, andiamo incontro a un periodo estremamente movimentato e dinamico, che ricorda gli autunni del passato. Le piogge di stampo atlantico prediligeranno a più riprese il nord e il medio-alto Tirreno, mentre il Sud Italia e il medio-basso Adriatico riceveranno meno piogge e addirittura un aumento delle temperature, di cui parleremo nei prossimi aggiornamenti.
Credit – Le previsioni meteo sono realizzate sui dati emessi dai centri di calcolo ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), opportunamente revisionati e analizzati dal nostro team di esperti.
