(METEOGIORNALE.IT) In un contesto di condizioni meteo segnate da estremi atmosferici, possono verificarsi, soprattutto in ambito termico, eventi simili sia di caldo che di freddo. Negli ultimi due decenni abbiamo assistito in prevalenza ad anomalie termiche legate alle ondate di calore, ma l’evento che si è appena concluso ha mostrato un picco di freddo eccezionale sulla regione balcanica, con valori fino a 10 °C sotto la norma.
Un sito meteo greco, parte del servizio meteorologico nazionale Climatebook, che collabora con Copernicus, ha evidenziato un’anomalia davvero straordinaria: l’aria gelida giunta dalla Russia ha abbassato le temperature rispetto al periodo di riferimento 1991-2020, portandole fino a 8-10 °C sotto la media su tutta l’area balcanica. In alcune zone si è registrata anche una perturbazione intensa, con nevicate a quote inferiori ai 500 metri e accumuli di neve insoliti perfino per l’inverno scorso, che era stato relativamente povero di precipitazioni nevose.

L’ondata di freddo ha toccato anche l’Italia, ma con intensità minore: le anomalie si sono attestate tra i 2 e i 5 °C sotto la norma. Diversa invece la situazione sull’Europa occidentale, in particolare sulla Penisola Iberica, dove si è affacciata una fase calda con anomalie fino a +4 °C sopra la media, alimentate da masse d’aria provenienti dal Marocco e dall’Algeria. È l’inizio di una nuova ondata di calore, che si propagherà anche verso l’Italia nei prossimi giorni.
Tornando al freddo balcanico, l’evento appare particolarmente interessante non solo per la sua intensità, ma anche per il periodo anomalo in cui si è manifestato. A dimostrazione del fatto che, nonostante i cambiamenti climatici, possono ancora verificarsi ondate di gelo estreme. Negli ultimi anni abbiamo visto fenomeni simili soprattutto in altri continenti durante l’inverno, mentre in Europa sono ormai rari e si presentano più spesso in stagioni intermedie, come la primavera, e solo eccezionalmente in autunno.
Già nel 2024, a fine ottobre, si era registrata un’improvvisa ondata di freddo con nevicate diffuse in mezza Europa. Non fu estrema come quella attuale, ma dimostrò come l’atmosfera, oggi più ricca di vapore acqueo, possa generare precipitazioni abbondanti e nevicate di grande rilievo.
L’attuale ondata di freddo è ormai al termine: una perturbazione nordoccidentale porterà nuove piogge sui Balcani e sull’Italia, ma con aria di origine oceanica, quindi più mite. Questa perturbazione fungerà però da “catapulta”, richiamando una bolla di aria calda africana verso la Penisola Iberica, destinata poi a raggiungere anche l’Italia nella seconda decade di ottobre, con temperature sopra la media.
Accanto al caldo, si profila un altro tipo di anomalia: le precipitazioni intense e molto concentrate. L’atmosfera contiene infatti una quantità di umidità superiore alla norma, anche per effetto del forte riscaldamento delle acque superficiali del Pacifico settentrionale. Questo surplus alimenta fenomeni estremi non solo in Europa, ma in tutto l’emisfero nord.
Un esempio recente è il profondo ciclone extratropicale che ha interessato la Scozia, con valori di pressione intorno a 950 hPa, alimentato da masse d’aria calda e umida provenienti dai Caraibi, entrate in contrasto con flussi più freddi di origine artica. Il risultato è stata una violenta tempesta di vento e piogge torrenziali.
Fenomeni simili possono verificarsi anche nel Mediterraneo: già nel prossimo fine settimana una nuova perturbazione attraverserà l’Italia, portando temporali e rischio di nubifragi, con possibili episodi di grandine. Proprio in questi giorni, in Spagna e nelle Baleari, si sono registrati nubifragi estremi, con accumuli oltre i 200 mm di pioggia in poche ore, mentre nel cagliaritano e in Sicilia si sono verificati violenti temporali.
Tutto questo conferma come il meteo estremo stia diventando la nuova normalità. Ogni volta che parliamo di caldo, piogge o temporali, ci troviamo davanti a situazioni anomale, spesso fuori scala rispetto alle medie climatiche.
L’autunno 2025 appare dunque radicalmente diverso da quelli degli ultimi anni: meno asciutto, più piovoso, ma con precipitazioni concentrate e talvolta distruttive. Un contesto caotico, dove aria fredda artica e ondate di calore africane si scontrano sul fragile equilibrio del Mediterraneo, generando contrasti violenti. Un caos meteo che rischia di diventare la regola nei prossimi anni.
Credits
Fonti scientifiche e di ricerca:
- Copernicus Climate Change Service (C3S): European Centre for Medium-Range Weather Forecasts climate monitoring and analysis
- NOAA Climate Prediction Center: National Oceanic and Atmospheric Administration climate forecasts and monitoring
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF): Numerical weather prediction and climate research
- International Research Institute for Climate and Society (IRI): Columbia University seasonal climate forecasting
- Nature Climate Change: Leading scientific journal on climate research and extreme weather patterns
- Earth System Science Data (ESSD): Copernicus climate indicators and global climate monitoring
- Severe Weather Europe: European extreme weather monitoring and research
- World Meteorological Organization (WMO): Global climate and weather monitoring authority







