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CALDO anomalo che stravolgerà l’OTTOBRE 2025

Il sensibile abbassamento della temperatura è ormai terminato: sono le ultime ore di irruzione di aria fredda sui Balcani e verso le regioni

Il sensibile abbassamento della temperatura è ormai terminato: sono le ultime ore di irruzione di aria fredda sui Balcani e verso le regioni meridionali estreme. Ora però si cambia pagina: una grossa perturbazione atmosferica, associata a un vero e proprio uragano extra-tropicale con minimo in Scozia, si sta avvicinando all’Italia, e porterà un peggioramento delle condizioni meteo su buona parte delle regioni. Questo evento meteorologico è collegato a dinamiche che stanno avvenendo nei Caraibi.

Foto Meteosat che illustra un’enorme pertubazione oceanica, ed il percorso degli uragani tropicali verso l’Europa.

Infatti, nelle regioni caraibiche si sviluppano tempeste tropicali che diventano uragani: questi lambiscono la costa orientale degli Stati Uniti d’America, si spostano in Atlantico e vengono trasportati dalle correnti oceaniche verso le Isole Britanniche e, soprattutto, verso i mari settentrionali. Questo fenomeno, del tutto insolito, ha rafforzato sensibilmente la potenza delle perturbazioni oceaniche.

Di certo, questo evento potrebbe crearci parecchi disagi nei prossimi giorni e anche durante la settimana successiva, quando probabilmente potrebbe giungere un’ulteriore forte perturbazione atmosferica, peraltro associata ad aria fredda. Ma attendiamo di avere conferma.

Tuttavia, il cambiamento del tempo sarà molto repentino e i modelli matematici faticano a seguire linee di tendenza così estreme. Ogniqualvolta il meteo diventa estremo, infatti, i modelli previsionali sembrano perdere parte della loro affidabilità, anche a causa del cambio di stagione, che inevitabilmente riduce la precisione delle previsioni.

Resta da capire se, come si ipotizzava tempo fa, tornerà una vampata di caldo sull’Italia. Già la Penisola Iberica osserva un repentino aumento delle temperature, con aria di origine africana che si dirige verso nord. Nelle Isole Canarie è scattata l’allerta meteo per il caldo e la Calima, con valori termici in forte crescita.

Proiezioni indicano caldo verso anche l’Italia. E appena tra pochi giorni.

Sebbene l’Italia sia lontana, tutto ciò che accade a distanza può riflettersi anche da noi. Infatti, man mano che il flusso oceanico si attenuerà, le nostre regioni potrebbero essere investite dall’alta pressione africana, con un fortissimo aumento delle temperature. Questo potrebbe avvenire nel corso della seconda decade di ottobre, determinando una fase di caldo quasi estivo.

Va ricordato che, pur avendo fatto freddo negli ultimi giorni, le temperature non sono scese a valori particolarmente bassi come in altre annate o in situazioni record. Nel 1974, ad esempio, più di mezzo secolo fa, l’Italia e gran parte dell’Europa furono colpite da repentine ondate di freddo artico, con anomalie termiche paragonabili a quelle del febbraio 1956.

Oggi, invece, non ci troviamo davanti a nulla di simile: al contrario, ci attende probabilmente un ritorno del caldo africano, che dall’inizio della seconda decade di ottobre potrebbe spingersi verso nord-est interessando l’Italia.

Questa alternanza di fasi è naturale: una circolazione atmosferica ondulatoria porta periodi di instabilità con temperature sotto la media, seguiti da fasi di bel tempo con anticicloni subtropicali di origine nordafricana, capaci di determinare repentini aumenti termici fino a valori quasi estivi.

Un clima estivo in ottobre significa temperature massime attorno ai 30 °C in molte regioni italiane: si tratta di valori tipici delle estati normali, non delle ultime stagioni caratterizzate da ondate di calore estremo, come quella iniziata nel 2003. È la dimostrazione di quanto il clima stia cambiando: il Riscaldamento Globale favorisce ondate di calore più violente, con valori insolitamente elevati che si raggiungono molto più facilmente rispetto al passato.

ECMWF: ottobre con basse pressioni nel Nord Europa, nel sud, altre pressioni.
ECMWF: ottobre con temperature diffusamente sopra le medie.

Ecco perché è fondamentale monitorare la possibilità di un evento caldo africano: anche se sarà ottobre, in molte regioni italiane si potrebbero toccare valori quasi estivi, seppur non paragonabili alle anomalie agostane degli ultimi anni.

Al momento, i modelli matematici a breve termine non confermano ancora questa prospettiva, ma i segnali iniziali arriveranno presto dalla Penisola Iberica e dal Marocco, dove le temperature saliranno sensibilmente sopra la media. Parte di questo processo è favorito proprio dal flusso di correnti caraibiche che si portano verso nord-est, facilitando i richiami di aria calda dal Nord Africa. Per questo motivo, l’Italia potrebbe essere la prossima vittima di una ondata di calore fuori stagione.

Probabilmente la percezione sarà limitata, poiché ormai siamo abituati a ottobri caldi, ma non si tratta affatto di una normalità. Anzi, fenomeni simili continueranno a verificarsi, anche durante la stagione invernale, con il rischio di lunghe fasi miti che potrebbero compromettere la nevosità alpina.

Quest’anno, in particolare, la neve è fondamentale: ospiteremo le Olimpiadi invernali Milano-Cortina, e un adeguato innevamento servirebbe non solo alle competizioni, ma anche per mostrare al mondo le nostre splendide Alpi, ricoperte dalla neve che crea scenari unici e spettacolari.

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