
(METEOGIORNALE.IT) In Italia non è la prima volta che si verificano danni anche derivanti da tornado, a livello storico abbiamo delle cronache che ci riportano fenomeni devastanti con vere e proprie trombe d’aria che hanno causato ingenti distruzioni anche alle abitazioni. Purtroppo questi eventi, nella storia d’Italia, hanno provocato anche vittime.
In un contesto di cambiamento climatico come quello che viviamo, è molto più probabile che questi fenomeni si verifichino, e che addirittura si presentino quotidianamente. Anche se non si osservano con la stessa frequenza che capita nelle grandi pianure americane, ciò non significa che non possano manifestarsi improvvisamente, poiché non sono prevedibili; quantomeno in Italia non esiste un sistema di allerta specifico per questi eventi estremi.
Abbiamo però allo stesso tempo un sistema di Protezione Civile che segnala quando ci sono le condizioni meteo per fenomeni di una certa intensità, e questi poi si verificano. Ce lo dimostrano le immagini che tutti noi possiamo osservare soprattutto sui social network, intravedere in alcuni servizi giornalistici e anche in diversi siti meteo.
Però, con la mia modesta esperienza maturata in questi anni, noto che ciò che capita al vicino di casa ci interessa molto meno, mentre ci colpiscono solo situazioni devastanti su vasta scala. Ad esempio, le alluvioni dell’Emilia-Romagna hanno avuto un impatto nazionale. Così come altri drammi del passato: posso citare la grande alluvione della Valtellina, e ancor prima altri disastri. Altri fenomeni che generano forte preoccupazione nell’opinione pubblica sono i terremoti, anche perché sono improvvisi, devastanti, distruggono le abitazioni e possono colpire ampie aree d’Italia, essendo il nostro un territorio vulnerabile e a rischio sismico.
Però, sugli eventi meteo estremi, spesso si sa poco, e non di rado vengono confusi con qualcos’altro. Non essendoci osservatori locali, né la possibilità di verificare sul posto con strumenti efficaci, ci affidiamo alle cronache diffuse in rete da parte di molti osservatori: siete voi che con gli smartphone riprendete un fenomeno estremo, documentate un danno subito, e lo mostrate.
Tuttavia, questi eventi non hanno un impatto emotivo forte sulle persone, a meno che non ci siano feriti. Ma anche fenomeni meteo così violenti, come ad esempio le grandinate che qualche anno fa ferirono numerose persone in Emilia-Romagna, o altre che colpirono ancora persone in Abruzzo, rimangono percepiti come situazioni che “non ci riguardano”, che pensiamo siano lontane da casa nostra e quindi impossibili.
Mi rendo conto, però, che molte persone sono sensibili e manifestano paura per questi eventi estremi, al punto da definirla ansia meteo. Esiste l’ansia meteo legata al grande caldo.
Nella fattispecie, vi stiamo raccontando un fenomeno avvenuto nella provincia di Pavia, giovedì 28, con un temporale che ha scaricato raffiche di vento tempestoso. Non abbiamo informazioni precise su ciò che è accaduto, ma è probabile si sia trattato del vento derivante da un temporale, il cosiddetto downburst. Pensate che ieri in Corsica una stazione meteo ha registrato raffiche superiori a 150 km/h. Solo una settimana fa la costa romagnola è stata devastata da una supercella di eccezionale violenza.
Poi ci sono le grandinate, e anche su questo ci sarebbe molto da dire, perché alcuni pensano siano esagerazioni. In realtà non lo sono. Ad esempio, nella giornata di ieri una grandinata devastante ha colpito la zona di Treviso con chicchi di circa 5 cm di diametro.
Tutti questi fenomeni non sono prevedibili a livello locale, ma si può sospettare che possano verificarsi. Per questo si parla di probabilità di eventi meteo estremi.
Poi, ovviamente, ci sono le piogge torrenziali, come quelle che hanno colpito il Piemonte est, la parte centro-settentrionale e soprattutto la Lombardia settentrionale, ma anche il milanese. In alcune aree le precipitazioni delle 24 ore hanno superato i 100 mm, mentre in alcune località del Piemonte si sono raggiunti addirittura i 300 mm. Questi quantitativi gonfiano in maniera impressionante fiumi e torrenti. Eppure, molti pensano che ciò non ci riguardi, perché accade lontano da noi.
C’è quindi una certa indifferenza verso questi eventi meteo estremi, che però possono colpirci ovunque. Come un temporale improvviso.
Di certo non bisogna vivere sempre in allerta o allarmati da ogni fenomeno meteo, perché sarebbe drammatico. È però utile essere consapevoli che gli eventi atmosferici possono diventare estremi, che i fulmini ad esempio possono anche uccidere, e che durante precipitazioni torrenziali o forti temporali, se ci troviamo in auto, dobbiamo adottare precauzioni. Sarebbe utile avere in Italia una buona campagna di prevenzione sugli eventi meteo estremi, che negli ultimi anni stanno aumentando e manifestandosi con maggiore frequenza. Ma questo sembra non interessare.
Per fortuna, i cittadini hanno oggi una migliore cultura della prevenzione e si nota che, nonostante gli eventi meteo estremi, rispetto al passato, a parità di fenomeni ci sono meno vittime. E questo non è poco: è evidente che le persone seguono le previsioni, si preoccupano e cercano di adottare forme di prevenzione autonoma.
Credits:
- National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)
- National Severe Storms Laboratory (NSSL)
- World Meteorological Organization (WMO)
- NASA Climate Change and Global Warming
- Atlantic Oceanographic and Meteorological Laboratory (AOML)
- Nature Climate Change
- Center for Climate and Energy Solutions (C2ES)
- Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC)
