(METEOGIORNALE.IT) Nelle prossime ore, il meteo prevede l’insorgenza di supercelle temporalesche in alcune regioni del nostro paese. Questi fenomeni estremi sono in grado di causare precipitazioni abbondanti, venti fortissimi, grandinate e, in casi più rari, anche tornado. La potenza delle supercelle è tale da suscitare preoccupazione, poiché le loro conseguenze possono causare danni. Per altro, se temporali dovessero colpire aree dove in precedenza si sono avute ingenti piogge, potrebbero innescare alluvioni lampo.
Supercelle temporalesche
Nell’ambito delle condizioni meteo, le supercelle sono tra i fenomeni più intensi e distruttivi. Si tratta di enormi sistemi temporaleschi che possono raggiungere un’altezza di 10-15 chilometri. Al loro interno, è presente una zona di bassa pressione, conosciuta tecnicamente come mesociclone. L’aumento delle temperature comporta un incremento dell’energia potenziale, dovuto all’umidità e al calore presenti nei bassi strati dell’atmosfera, favorendo lo sviluppo di queste imponenti celle temporalesche. Le supercelle sono in grado di generare grandinate di grosse dimensioni e, in rari casi, tornado, termini spesso usati come sinonimi.
Grandine e downburst
Un altro aspetto meteo preoccupante associato alle supercelle è la formazione di grandine di notevoli dimensioni. Questi eventi sono spesso accompagnati da forti raffiche di vento, conosciute come downburst. Un downburst, o raffica discendente, è un fenomeno che si verifica quando forti correnti di aria discendono rapidamente dall’atmosfera e si espandono orizzontalmente, provocando venti che possono superare i 100 km/h, e raggiungere anche i 150 km/h ed essere spesso assimilati, ma erroneamente, a eventi come il tornado o la tromba d’aria. Le conseguenze di tali eventi meteo possono essere gravi, con danni significativi a edifici, veicoli e infrastrutture.
Previsioni meteo
Il cambiamento climatico sta rendendo sempre più frequenti questi fenomeni estremi. L’aumento della temperatura atmosferica favorisce una maggiore evaporazione, incrementando così l’energia potenziale necessaria per l’innesco di supercelle temporalesche. Oggi 15 maggio, l’ingresso di correnti instabili in quota destabilizzerà l’atmosfera, portando i primi temporali nel Nord Italia. La situazione diventerà particolarmente critica nel pomeriggio e nella serata, con un’alta probabilità di nubifragi su alto Piemonte e Lombardia, ed in ampie aree è già piovuto a dismisura con l’esondazione di corsi d’acqua.
Ed ecco che anche Veneto ed Emilia Romagna saranno a rischio maltempo estremo, trovandosi in una zona di convergenza tra masse d’aria diverse: correnti calde e umide di Scirocco e aria più fredda in quota proveniente dal ciclone centrato tra Francia e Isole Britanniche. In queste condizioni, non è da escludere la formazione di supercelle temporalesche, con possibilità di grandinate di medie-grosse dimensioni e, sebbene rari, tornado.
Anche nei giorni successivi, l’arrivo improvviso di fronti temporaleschi dal Nord Europa potrebbe causare una nuova ondata di maltempo nelle regioni settentrionali. Questi fenomeni meteo sono un segnale chiaro del cambiamento climatico in atto e della necessità di adeguarsi a un ambiente in continua evoluzione.
Cosa sono le supercelle
Le supercelle sono temporali particolarmente potenti, caratterizzati dalla presenza di un mesociclone, una zona di rotazione a mesoscala all’interno del temporale. Questo mesociclone distingue le supercelle dagli altri temporali, conferendo loro un potenziale maggiore per generare fenomeni meteo estremi come grandinate di grosse dimensioni, forti raffiche di vento, piogge intense e, in molti casi, tornado.
Le supercelle si distinguono per diverse componenti chiave: il mesociclone, un’area di rotazione che si estende verso l’alto per diversi chilometri; l’updraft, un forte flusso ascendente d’aria calda e umida con velocità che possono superare i 160 km/h; il downdraft, correnti discendenti di aria fredda che causano danni al suolo con forti raffiche di vento e piogge intense; e l’anvil, la sommità della supercella che si forma quando le correnti ascensionali raggiungono la tropopausa e si espandono orizzontalmente.
Le supercelle possono essere classificate in tre categorie principali: classiche, HP (High Precipitation) e LP (Low Precipitation). Le classiche presentano tutte le caratteristiche tipiche delle supercelle e possono produrre tutti i tipi di fenomeni meteo estremi. Le HP sono caratterizzate da precipitazioni molto intense che possono oscurare la visuale del mesociclone e dei tornado associati. Le LP, invece, hanno meno precipitazioni rispetto alle classiche, ma possono comunque produrre grandine di grandi dimensioni e tornado. Però, la formazione delle supercelle richiede condizioni meteo particolari, tra cui forte instabilità, elevato contenuto di umidità nei bassi strati dell’atmosfera e forti variazioni di velocità e direzione del vento con l’altitudine (wind shear). Questi fattori, combinati, favoriscono la rotazione e la crescita della tempesta, rendendo le supercelle eventi meteo di particolare interesse e preoccupazione. (METEOGIORNALE.IT)

