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Home A La notizia del giorno

Squali, i mari italiani sono a rischio attacco o è solo una impressione? Vediamolo

Andrea Meloni di Andrea Meloni
03 Ago 2025 - 12:50
in A La notizia del giorno, Cambiamento climatico, Magazine
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(METEOGIORNALE.IT) Tempo di mare, tempo di vacanza: molti italiani scelgono di andare proprio al mare e di immergersi nelle acque del Mediterraneo, tra le più belle del mondo. Potremmo trovare numerosi aggettivi per definire questo mare. Molti scelgono anche l’estero e, comunque, il Mediterraneo, mare molto sicuro per la balneazione, in particolare per l’assenza di onde come quelle dell’Oceano Atlantico.

Tuttavia, anche nel Mediterraneo non siamo privi di pericoli, come ad esempio alcune aree interessate da correnti. Ma tuttavia, in questo articolo voglio parlare di squali e dei motivi per cui ne vengono avvistati sempre di più.

 

Secondo diversi studi, l’aumento degli avvistamenti di squali dipende dai cambiamenti climatici, che generano un innalzamento della temperatura marina. Il Mediterraneo, infatti, anche nelle acque mediamente profonde – e quindi non parlo di quelle superficiali spesso riportate nei siti meteo – ha registrato un aumento della temperatura rispetto al passato. Pertanto, alcune specie marine, inclusi gli squali, tendono a soggiornare nelle placide acque del Mediterraneo. Inoltre, ci sono altre situazioni che inducono gli squali a spingersi fino alla costa, anche in punti frequentati dai bagnanti.

 

I casi, comunque, di avvistamento di squali nel Mediterraneo, in Italia, sono decisamente molto inferiori rispetto ad altre aree del mondo. Il Mediterraneo può definirsi un mare tranquillo, ma non privo del rischio di avvistamento, o che qualche esemplare possa anche attaccare l’uomo.

 

Vari studi sostengono che gli squali si avvicinano alla costa a causa della pesca eccessiva, che comporta una riduzione delle prede; pertanto, si spingono fin quasi a riva in cerca di cibo. Oppure, alcuni esemplari si avvicinano alla costa soprattutto in primavera ed estate, per motivi riproduttivi, essendo queste acque più calde e quindi un rifugio migliore per la deposizione delle uova.

 

Fabrizio Serena, un esperto del CNR, spiega che il numero maggiore di avvistamenti deriva dal fatto che d’estate c’è una maggiore frequentazione delle spiagge, e quindi una maggiore possibilità che l’uomo individui questi predatori. Inoltre, la tecnologia, grazie alla disponibilità di smartphone, consente che video e foto finiscano sui social, dando l’impressione di una maggiore presenza di squali in mare. Tuttavia, non ci sono prove concrete di un vero e proprio boom di presenze nel Mediterraneo, nonostante – come detto – il cambiamento climatico e la pesca intensiva ne favoriscano la migrazione verso questo mare, che, tra l’altro, è uno dei più pescosi al mondo.

 

Le regioni dove recentemente sono stati avvistati più frequentemente squali sono la Sicilia, specialmente nello Stretto di Messina e lungo le coste intorno a Messina e Catania, in Sardegna, Calabria e Toscana. Segnalazioni si sono avute anche in Puglia, Campania e Marche. Il Canale di Sicilia è considerato una zona chiave per lo squalo bianco, soprattutto come area favorevole alla riproduzione.

 

Lo squalo tra i più pericolosi per l’uomo è notoriamente il grande squalo bianco; molto meno pericolosa è invece la verdesca, considerata praticamente innocua se non disturbata. Ci sono poi segnalazioni di squalo mako, avvenute in Liguria e in Calabria, peraltro documentate, ma si tratta di una specie che vive generalmente in acque profonde e che solo in modo estremamente occasionale può spingersi fino a riva.

 

Dal 1900 ad oggi, comunque, ci sono stati – secondo alcune stime – circa 50 attacchi documentati in Italia da parte di squali. Si parla anche di attacchi mortali, individuati in circa una decina; l’ultimo evento mortale causato da uno squalo è avvenuto nel 1989.

 

Le specie più comunemente avvistate in Italia includono la verdesca (o squalo azzurro), il mako e, molto più raramente, il grande squalo bianco. Gli attacchi all’uomo sono rarissimi e, nella maggior parte dei casi, derivano da comportamenti difensivi.

 

Insomma, io non posso dare nessun tipo di consiglio: eventualmente rivolgetevi a esperti del settore. Ho semplicemente riportato una notizia, facendo delle ricerche sugli squali, perché sempre più spesso se ne parla. Anche perché volevo capire se i nostri mari siano diventati più a rischio di attacco da parte degli squali oppure no.

Deduco, da ciò che ho rilevato, che c’è una lieve tendenza a un aumento di presenza di squali. Il Mediterraneo può definirsi anocra un mare abbastanza tranquillo, tuttavia non esente da questo pericolo. (METEOGIORNALE.IT)

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Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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