L’evoluzione del tempo sull’Italia per il prosieguo di questo mese di agosto, sarà caratterizzata da un imminente decadimento barico, anche sostanzioso sulle regioni settentrionali e dell’altro Tirreno, a iniziare dai prossimi, immediati giorni e, per giunta, qui, con buona probabilità duraturo per tutto il resto del mese.
Il decadimento barico all’insegna di onde depressionarie più fresche nord-occidentali e, naturalmente, anche instabili, andrà progressivamente espandendosi anche verso i settori centrali e meridionali, con tendenza a fase più instabile sull’Italia, in via generale, tra il 23 e il 26 del mese, anche con generale e più apprezzabile calo termico, fino a valori diffusamente sotto media.
Negli ultimi giorni di agosto, le condizioni generali potranno leggermente migliorare sulle regioni meridionali, qui anche con apprezzabile aumento termico, diffusamente su quelle centrali, specie adriatiche e del medio Tirreno, basso Lazio, mentre, sul Nord Italia e sul resto del medio-alto Tirreno, come già anticipato in apertura, il tempo potrà rimanere compromesso per tutto agosto.
Fatta questa premessa relativa al mese in corso, volgiamo lo sguardo, in questa sede, alla prima decade di settembre, dunque, alla possibile evoluzione di massima per la prima parte del nuovo mese, sulla base delle ultimissime indicazioni nel lungo periodo.
Nell’immagine in anteprima, è rappresentata la possibile evoluzione barica di massima per il periodo considerato, ossia dall’1 al 10 settembre 2025.
Da essa, è bene evincibile una condizione barica media sostanzialmente ibrida per il Mediterraneo centrale e l’Italia, con massimi anticiclonici di matrice subtropicale collocati tra il Nord Africa occidentale e i settori occidentali del nostro bacino e una media influenza di correnti moderatamente instabili oceaniche, provenienti dal settore francese.
Non si ravvisano particolari potenziamenti anticiclonici in corrispondenza dell’Italia, semmai moderate influenze dell’alta pressione, alternate a influenze di correnti moderatamente instabili atlantiche.
In questo contesto, la prima decade del nuovo mese, quello di settembre prossimo, potrà essere caratterizzata, a sua volta, da alternanza tra moderate ondulazioni instabili oceaniche e altre più stabilizzanti subtropicali.
Le prime, potranno essere più attive sulle regioni del Nord, su quelle centro-settentrionali appenniniche e anche del medio e alto Adriatico, qui con possibilità di rovesci o temporali più ricorrenti; fenomeni abbastanza presenti anche sulle aree del basso Tirreno, specie della Campania e della Calabria tirrenica, tuttavia in forma meno assidua.
Le correnti instabili, potranno essere meno influenti sulle isole maggiori e sul medio Tirreno, ma anche qui va computata qualche fase di instabilità pomeridiana.
A prescindere dalla ricorrenza e dalla intensità dei fenomeni, il prospetto pluviometrico per la prima decade di settembre, indica piogge sostanzialmente nella norma sulle regioni adriatiche centro-meridionali, localmente anche su qualche pianura centro orientale del Nord e sul Trentino Alto Adige, anche su Sardegna e sul Centro Sud Sicilia;
piogge un po’ sotto la norma sulle aree tirreniche in genere, su Nord Est Piemonte e Centro Nord Lombardia. Circa l’andamento termico, la stima media per l’intera prima decade di settembre, vede temperature nella norma al Nord, leggermente sopra al Centro Sud, ma nell’ordine di 1/3 gradi, quindi surplus non particolarmente significativo sulle aree centro meridionali. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).