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“Sbiancare le nubi” per abbassare la temperatura della Terra: ecco come

Andrea Meloni di Andrea Meloni
19 Lug 2025 - 10:41
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Cambiamento climatico
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(METEOGIORNALE.IT) Potrei dire, non ci resta che piangere: questo perché la situazione derivante dal cambiamento climatico sul nostro pianeta e l’assenza di volontà da parte di chi potrebbe sostenere la transizione energetica, è tragica, e ci sta indirizzando verso una situazione quasi ignota dal punto di vista del tempo atmosferico che vivremo.

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Questa è la condizione attuale dovuta al mutamento climatico sul nostro pianeta sull’impegno da parte di chi avrebbe la possibilità di favorire la transizione energetica, che sostanzialmente non sembra interessato ad attuare cambiamenti significativi riguardo al contributo nelle emissioni dei cosiddetti gas serra. E allora ecco che gli scienziati cercano di proporre delle soluzioni.

 

Il Marine Cloud Brightening Research Program è una collaborazione aperta tra scienziati dell’atmosfera e altri esperti, volta a studiare il modo in cui le nubi rispondono alle particelle, chiamate anche aerosol, presenti nell’atmosfera.

Questa scienza è chiamata geoingegneria e potrebbe, nel futuro, venirci incontro per ridurre, anche se forse solo parzialmente, il riscaldamento climatico. Ma, nel frattempo, godiamoci il grande caldo e gli inverni che, man mano, spariscono. La ricerca svolta da questo gruppo di studiosi mira ad approfondire la comprensione di come l’interazione tra aerosol e nubi influenzi il nostro sistema climatico, e a studiare eventuali fattibilità sui potenziali interventi che si potrebbero effettuare sulle nubi, al fine di ridurre il riscaldamento globale. In questo caso, si parla di nubi marine.

Screenshot

In sostanza, cosa succede? Le nubi riflettono la luce solare verso lo spazio, raffreddando le temperature a livello locale e, nel loro insieme, su scala globale. Piccole variazioni, per un periodo prolungato, nella copertura nuvolosa e, soprattutto, nell’intensità del colore bianco, potrebbero creare un effetto chiamato albedo e quindi abbassare la radiazione solare che impatta sulla Terra che genera l’effetto serra.

 

Quindi si pensa all’ipotesi di ridurre il grigiore delle nubi e di aumentare la componente bianca, soprattutto nelle grandi aree oceaniche. L’effetto avrebbe impatto sulle precipitazioni, ma ridurrebbe la radiazione solare, e i modelli matematici hanno stimato che questo genere di attività abbasserebbe addirittura di 0,5 °C il riscaldamento globale.

 

Purtroppo, va anche detto che 0,5 °C è un valore irrilevante, se si considera che le proiezioni dell’IPCC prevedono un riscaldamento globale per i prossimi decenni ben superiore. Tuttavia, gli scienziati dell’atmosfera non sono ancora certi dell’entità dell’effetto di raffreddamento prodotto da questo tipo di particelle di aerosol spruzzate sulle nubi. Alcuni sostengono che si possa addirittura ottenere un raffreddamento di 1 °C.

 

Ma cerchiamo di capire che cos’è la schiaritura delle nubi marine. Studi scientifici indicano che aerosol di dimensioni e concentrazioni adeguate potrebbero aumentare significativamente la riflettività di specifici tipi di nubi. Questo fenomeno è visibile nelle immagini satellitari di nubi illuminate dalle emissioni delle navi, note come tracce delle navi. Le osservazioni di queste tracce hanno portato gli scienziati all’idea di utilizzare particelle di sale presenti nell’acqua di mare, quindi una fonte naturale e non inquinante, da spruzzare sulle nubi attraverso una modifica.

 

Questa ricerca sostanzialmente mirerebbe a progettare un sistema, ovviamente artificiale, per abbattere gli effetti della radiazione solare su vastesissime aree del nostro pianeta, come abbiamo detto, in zone oceaniche.

 

Effettivamente, però, c’è un problema. Se da una parte alcuni scienziati sostengono che non ci sarebbero effetti significativi per quanto riguarda le precipitazioni, l’inserimento di piccole particelle nelle nubi potrebbe alterare decisamente i sistemi nuvolosi e provocare piogge. Cioè, pioverebbe in mare e negli oceani molto più di quanto avvenga attualmente. Questo avrebbe comunque effetti a lungo termine non poco rilevanti, perché, se ci fossero maggiori precipitazioni, diminuirebbe la salinità marina come primo effetto.

Sulla terraferma giungerebbero perturbazioni probabilmente meno intense, forse, poiché avrebbero scaricato  in mare enormi quantità di pioggia. Ma non è detto che succeda questo.

 

E poi, questo genere di approccio scientifico non è approvato da tutti gli studiosi, anche perché, per spargere sulle nubi questo sale, sarebbero necessari decine di aerei continuamente in volo, che aumenterebbero l’inquinamento.

 

Tuttavia, per quanto riguarda gli aerei in volo, ce ne sono migliaia ogni giorno e quindi l’impatto, tutto sommato, sarebbe relativamente limitato. Tutto ciò in attesa che l’uomo, che vive su questo pianeta, comprenda che è necessario ridurre le emissioni di CO₂, ovvero dei gas serra. Ma siamo ben lontani dal vedere azioni concrete, e soprattutto su larga scala.

 

Credit della ricerca scientifica: atmos.uw.edu (METEOGIORNALE.IT)

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Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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