Al centro di molte strategie nazionali per la neutralitร climatica si trova unโipotesi potente ma problematica: che si possa fare affidamento sulle rimozioni di carbonio ingegnerizzate โ tecnologie progettate per estrarre direttamente COโ dallโatmosfera โ per compensare le emissioni dei settori notoriamente difficili da decarbonizzare, come lโagricoltura, lโaviazione e il trasporto marittimo. Tuttavia, analisi recenti suggeriscono che questo approccio potrebbe scontrarsi pesantemente con gli obiettivi urgenti di sicurezza energetica e accessibilitร economica.
Le tecnologie in questione โ principalmente la bioenergia con cattura e stoccaggio del carbonio (BECCS) e la cattura diretta dellโaria con stoccaggio (DACCS) โ non sono solo costose: sono anche energivore e logisticamente complesse. Il costo per implementare BECCS e DACCS su scala globale entro il 2050, secondo alcune ipotesi tratte dal Sesto Rapporto di Valutazione dellโIPCC, potrebbe raggiungere i 460 miliardi di dollari allโanno. Una cifra impressionante, soprattutto se confrontata con i costi in calo delle energie rinnovabili come eolico, solare e accumulo a batteria, che stanno diventando sempre piรน la colonna portante dei sistemi energetici puliti.
Perchรฉ allora queste tecnologie sono ancora al centro del dibattito? Perchรฉ, almeno in teoria, offrono la promessa delle โemissioni negativeโ โ ovvero, la capacitร di rimuovere COโ dallโatmosfera, piuttosto che limitarsi a ridurre le nuove emissioni. Ma nella pratica, la loro efficacia รจ fortemente compromessa da ostacoli economici e infrastrutturali. Quasi la metร del costo operativo del DACCS e oltre un terzo per il BECCS deriva dal consumo di energia. In altre parole, per rimuovere COโ dobbiamo consumare enormi quantitร di calore e elettricitร , spesso provenienti da reti elettriche giร sotto stress.
Questo ci riporta a una questione cruciale: in un mondo alle prese con il caro energia, instabilitร geopolitiche e debito pubblico crescente, i costi elevati delle rimozioni ingegnerizzate potrebbero diventare insostenibili. Se i Paesi continueranno a includere queste tecnologie come elementi portanti dei loro piani per la neutralitร climatica senza valutarne appieno i costi reali, rischiano di promettere troppo e realizzare poco, ampliando il divario tra emissioni attese e obiettivi climatici e accelerando il rischio di punti di non ritorno climatici.
Per limitare questi rischi, la ricerca suggerisce un approccio internazionale piรน cooperativo e coordinato, che includa:
- Collaborazione transfrontaliera, riconoscendo che non tutti i Paesi hanno accesso equo a stoccaggi geologici o biomasse sostenibili.
- Standard globali per lo stoccaggio della COโ e per la sostenibilitร della biomassa.
- Quadri trasparenti per la condivisione dei costi tra sviluppatori, governi e pubblico.
- Condivisione delle innovazioni tecnologiche per abbattere i costi.
Il settore dellโenergia nucleare civile offre un precedente utile su come tecnologie complesse e costose possano essere distribuite con governance condivisa e supervisione internazionale. Tuttavia, come per il nucleare, anche nel caso delle rimozioni ingegnerizzate cooperazione non significa economicitร . Si tratta di tecnologie non modulari, difficilmente scalabili e spesso da applicare in retrofit a grandi impianti esistenti, e quindi poco inclini a riduzioni rapide dei costi come invece accaduto per pannelli solari, turbine eoliche e batterie.
Di conseguenza, il rapporto sottolinea la necessitร di un cambio di rotta strategico: dare prioritร allโefficienza energetica e alla gestione della domanda. Ridurre i consumi e migliorare lโefficienza non solo abbassa direttamente le emissioni, ma riduce anche il bisogno di ricorrere a tecnologie di rimozione costose, alleviando allo stesso tempo i problemi legati a sicurezza e costo dellโenergia.
In definitiva, le rimozioni ingegnerizzate di carbonio possono avere un ruolo, ma non devono essere la soluzione principale. Trattarle come una panacea climatica rischia di compromettere la sostenibilitร economica e la resilienza del sistema energetico. La strada per la neutralitร climatica passa prima di tutto da efficienza, rinnovabili e realismo strategico.
Credit www.chathamhouse.org
