Meteo, e se cambiasse tutto? LUGLIO fresco e piovoso
Molto spesso succede che l’inizio della stagione estiva si presenti con caratteristiche di caldo intenso, quasi a voler anticipare quello che sarà il tema dominante dei mesi successivi. È un po’ come quello che accade verso fine o metà novembre , quando improvvisamente si manifesta un evento di freddo che sembra voler annunciare l’arrivo dell’inverno con toni drammatici e spettacolari.
Quest’anno ne abbiamo avuto un esempio emblematico: dopo metà novembre si era manifestata un’ondata di freddo su mezza Europa che aveva interessato anche una parte consistente d’Italia. I fiocchi di neve erano caduti fino in Val Padana , e con grande sorpresa di tutti, anche a Milano , città che raramente assiste a fenomeni nevosi così precoci e intensi. Quell’evento meteorologico aveva prodotto nevicate da record per il mese di novembre in molti Paesi europei e nelle loro principali città, dalla Francia alla Svizzera, fino all’Austria e alla Baviera in Germania.
In quei giorni sembrava davvero che l’inverno stesse per iniziare freddo e nevoso come non succedeva da diversi anni, con tutti i meteorologi che parlavano di un possibile ritorno ai “vecchi inverni” caratterizzati da freddo persistente e abbondanti precipitazioni nevose. Le aspettative erano alte, e molti appassionati di neve e sport invernali avevano già iniziato a sognare una stagione eccezionale.
Ma poi è arrivata la svolta , quella che spesso caratterizza il clima moderno nella sua imprevedibilità. L’inverno si è letteralmente nascosto , quasi come se avesse esaurito tutte le sue energie in quell’unica, spettacolare esibizione di novembre. Hanno prevalso lunghissimi periodi di alta pressione , con condizioni meteorologiche stabili ma sostanzialmente anonime. Sulle Alpi la neve è caduta in quantità ridotte , molto al di sotto delle aspettative e delle medie storiche, creando evidenti deficit di precipitazioni che sono stati recuperati soltanto in primavera, quando ormai la stagione sciistica volgeva al termine.
Anche la primavera , che in altre annate aveva mostrato colpi severi di ondate di freddo tardive, capaci di rovinare fioriture e creare disagi significativi, ha visto qualche evento meteorologico degno di nota ma niente di straordinario per l’Italia e l’Europa in generale. Il freddo siberiano è rimasto lontano dalle nostre latitudini, confinato nelle regioni artiche, e alla fine si è avuto un inverno come tanti altri , anomalo nella sua normalità, diverso dalle aspettative ma coerente con i trend climatici degli ultimi decenni.
L’estate, però, nasce calda e si spegne calda : questa è diventata la regola consolidata da oltre un ventennio , ormai, con qualche sporadica interruzione come quella memorabile del 2014, ma sostanzialmente nient’altro di significativo. Il pattern è diventato così prevedibile che quasi ci sorprendiamo quando non si verifica. Tuttavia, allo stesso tempo , questo grande caldo che caratterizza le nostre estati potrebbe essere stravolto da eventi meteorologici insoliti , da un ritorno di colpi di fresco più marcati rispetto ad altri anni recenti.
D’altronde, giugno è un mese che tradizionalmente con il caldo ci va pesante , quasi come se volesse stabilire immediatamente le regole del gioco per tutta la stagione estiva. Ma proprio per questo, nel resto della stagione tutto diventa possibile , e le sorprese meteorologiche potrebbero essere dietro l’angolo.
Qualche settimana fa si erano diffuse delle proiezioni stagionali elaborate dai principali centri meteorologici internazionali, che prospettavano una stagione estiva senza eccessi termici , caratterizzata da una piovosità superiore alla media e da un generale ritorno verso condizioni più equilibrate. Erano previsioni che avevano fatto sperare in un’estate più vivibile e meno opprimente rispetto agli standard degli ultimi anni.
Ma giugno sembra smentire categoricamente questa previsione e confermare invece quelle più pessimistiche che avevamo visto in precedenza, quelle che parlavano di un’estate torrida e senza tregua. La realtà meteorologica dei primi giorni del mese ha mostrato temperature da record e condizioni di calura che sembrano preparare il terreno per un’estate di nuovo caratterizzata da eccessi termici significativi.
Insomma, siamo alle solite : il clima sembra seguire una sua via caotica che non sembra avere una logica comprensibile per noi piccoli esseri umani, costretti a subire le sue decisioni senza poterle davvero influenzare o prevedere con certezza. La domanda che sorge spontanea è: perché dovremmo avere un’estate calda fino ad ottobre quando esistono correnti oceaniche perfettamente in grado di sfondare i confini dell’alta pressione africana e ridurne significativamente gli effetti oppressivi?
Qualcosa del genere succedeva regolarmente in passato , mostrandosi con una frequenza abbastanza regolare , direi circa ogni dieci anni , con alcune annate che risultavano eccessivamente piovose e instabili , caratterizzate da un susseguirsi di perturbazioni che riuscivano a spezzare la monotonia del caldo estivo. Erano estati diverse, più variabili, meno prevedibili ma anche più sopportabili dal punto di vista termico.
Ora tutto questo sembra essere sparito dal panorama meteorologico europeo e italiano. I temporali, quando si manifestano, sono violenti e concentrati , e ad ogni previsione di brutto tempo scatta immediatamente l’allerta meteorologica da parte delle autorità preposte, segno che anche i fenomeni di instabilità hanno assunto caratteristiche più estreme e potenzialmente pericolose rispetto al passato.
La domanda fondamentale che mi faccio è se siamo davvero indirizzati inesorabilmente verso un caldo estremo e prolungato , oppure se avremo di nuovo la possibilità di sperimentare rotture della stagione estiva prolungate , anche di qualche settimana, caratterizzate da un clima mite, non caldissimo, decisamente più vivibile . Di certo, se poi si dovesse eccedere in senso opposto, allora sembrerà di vivere un anno senza estate vera e propria, visto come ormai ci siamo abituati, nel bene e nel male, alla calura estrema come standard estivo normale.
