Seguici su Google

Questo pomeriggio ho deciso di intervistare il nostro De Michelis: Federico, vorrei sapere, a tuo modesto parere, quando si potrebbe avere un refrigerio in Italia?

A mio avviso la situazione è molto complessa, bisogna essere molto franchi. L’alta pressione africana quest’anno ha delle caratteristiche che ricordano situazioni già vissute in passato: posso citare il 2003, come anche il 2017. Ma ricordo che il meteo tende a non ripetersi, quindi possiamo solo fare paragoni per avere delle linee di grandezza, ma poi non possiamo fare previsioni basandoci su quanto accadde negli eventi meteo precedenti. Ci troviamo in una sorta di bolla d’aria molto calda che sta invadendo il Mar Mediterraneo.

Già le acque marine hanno superato, in alcune aree – e parliamo anche e soprattutto di mari italiani – i 5 °C superiori alla norma che si dovrebbe misurare in questo periodo dell’anno. Questo è un ulteriore elemento aggravante, perché si chiama onda di calore marino, e ha delle conseguenze anche molto serie.

Quindi, in un contesto dove abbiamo una bolla d’aria molto calda, che tra l’altro tende a surriscaldarsi per un altro effetto – quello dell’alta pressione in quota – si crea subsidenza, ovvero praticamente una sorta di compressione dell’aria verso i bassi strati che quindi tende a surriscaldarsi.

Però, c’è però qualche novità, o forse più di una. Infatti, transiteranno masse d’aria instabile su parte d’Italia e non solo sulle regioni settentrionali. Questo lo dicono i modelli matematici, e dovrebbe succedere nel corso delle prossime due settimane in più fasi. Quindi non ci sarà solo una prima fase temporalesca, ma ce ne saranno diverse. E ho citato i temporali perché dal contrasto di due differenti masse d’aria si originano i temporali.

 

Federico, ma questi temporali sono spesso devastanti, causano danni soprattutto in ambito agricolo e non solo. Abbiamo visto come vengano danneggiate le auto a causa delle grandinate, le raffiche di vento abbattono alberi, rami… insomma, un bel disastro. Quindi pagheremo un refrigerio, laddove ci sarà, con danni?

 

Purtroppo questa è la conseguenza del meteo estremo. Mi è capitato oggi di leggere su un social network un commento di un appassionato di meteorologia che è certamente negazionista sui cambiamenti climatici. Io dico solo questo: negare che ci sia un cambiamento climatico vuol dire antiscienza e, soprattutto, cecità totale. Non mi puoi mostrare un quotidiano di alcuni anni fa che evidenzia l’intrusione di aria fresca, sicuramente oceanica, in un contesto di ondata di calore che ha procurato poi numerosi danni, grandinate. Come non mi si può venire a dire che alcune città del Sud raggiunsero i 45 °C, cosa ben nota.

Allora voglio citare come esempio, l’evento meteo storico tra la terza decade di Luglio e la prima decade di Agosto del 1983, quando si ebbe un’ondata di calore terrificante. In Sardegna, per molti giorni si superarono nelle zone interne i 45 °C; ci fu un record di temperatura ancora oggi imbattuto a Firenze; temperature atroci a Roma, a Milano, tutta Italia ne fu colpita. In Sardegna ci furono degli incendi incontrollabili. Tra l’altro, purtroppo, ci furono anche delle vittime causate dagli incendi nella famosa collina di Curreggia, vicino a Tempio Pausania. Quindi gli eventi meteo estremi ci sono sempre stati, come anche le alluvioni catastrofiche e di caldo. Ora però sta succedendo un’altra cosa: i fenomeni atmosferici estremi si stanno ripetendo in rapida successione, quello che era un evento con tempo di ritorno 50 anni, oggi è la consuetudine dell’Estate, e lo dicono i numeri, non la propaganda social network,.

Ormai ondate di calore sono interminabili. Non possiamo parlare, in questo caso, di un’ondata di calore: questa è una fase calda infinita. Tutto il mese di Giugno abbiamo avuto temperature superiori alla media. E la chiusura del mese di Giugno avverrà con temperature ancora superiori alla media.

 

Federico, e per quanto riguarda il refrigerio, che cosa ne pensi?

Un eventuale refrigerio, al momento, sulla base dei modelli matematici – fermandoci a due settimane di previsione – porterà le temperature sopra la media, meno roventi rispetto a quelle precedenti, e saranno soprattutto eventi di breve durata. Poi si potrebbe anche avere una situazione dove la temperatura si abbasserà, ma attenzione: non avremo temperature nella media, non ci sarà l’anticiclone delle Azzorre. Chi sostiene che questo che ci è venuto addosso è un mix tra anticiclone delle Azzorre e africano, di meteorologia non ne capisce niente. Dovrebbe evitare di diffondere informazioni false.

La scienza è ben chiara. Ci sono centri di ricerca che hanno centinaia e centinaia di scienziati che hanno studiato la meteorologia e climatologia  e non si sono basati sulla prima mappetta che gli fa coomodo per portare la loro tesi per dire che fa caldo. Signori, chiunque abbia un po’ di cervello in testa si rende conto che il clima è cambiato. Negarlo è da irresponsabili.

 

Quindi tu, Federico, escludi un vero e proprio refrigerio nelle prossime due settimane?

Onestamente un vero e proprio refrigerio non lo vedo. Nei miei articoli ho parlato di un abbassamento della temperatura temporaneo laddove ci sarà il transito di temporali. Ma sappiamo bene che, dopo il temporale, il refrigerio passa e la temperatura torna a salire. E non solo: aumenta anche il tasso di umidità. Prima vi ho parlato del Mar Mediterraneo, che è molto caldo. Le temperature continueranno ad aumentare con queste situazioni che vedono l’aria molto sopra la media e quindi il Mediterraneo è acqua e aumenterà l’evaporazione. Con l’evaporazione, l’acqua finisce in atmosfera, e quindi andremo di nuovo a osservare situazioni già viste in questi anni con tassi di umidità da Sud-est asiatico. Quindi, situazioni meteo assolutamente tropicali.

Il refrigerio potrebbe anche non essere visto dai modelli matematici nelle prossime due settimane, perché le previsioni sono previsioni, non certezze, e non sono infallibili. Potrebbe anche esserci un’intrusione di aria oceanica meno rovente che potrebbe apportare un certo refrigerio, un abbassamento della temperatura, magari soprattutto sulle regioni alpine e forse sul Nord Italia, ma la vedo difficile avere temperature sotto la media.

 

Federico, quindi in poche parole tu ci stai dicendo che ci dovremo tenere il caldo per almeno due settimane. Che cosa ne pensi di Luglio?

Guarda, il Centro Meteo Europeo è chiaro: pone, soprattutto per Luglio, siccità in Italia, cioè deficit pluviometrici anche sulla regione alpina e prealpina, quindi precipitazioni sotto la media. E poi temperature superiori alla norma. Poi, nel dettaglio, nessuno è in grado di dire che cosa potrà succedere. Ma ci sono le premesse per avere temperature elevate e il rischio che questo anticiclone possa persistere per tutto il mese di Luglio, forse interrotto da qualche evento come una goccia d’aria fredda – cosa che abbiamo già visto di recente – che potrebbe abbassare le temperature per qualche giorno. Ci auguriamo, anzi mi auguro, che questo succeda perché effettivamente non tutti gli italiani, anzi molti cittadini d’Europa, che stanno soffrendo il caldo, hanno a disposizione un climatizzatore. E poi penso soprattutto a coloro che sono costretti a lavorare all’esterno sotto un sole cocente, con temperature – devo dire – che veramente sono fuori di ogni logica per quanto riguarda l’Italia, che non è attrezzata, in nessun caso, a subirle.

Un grazie quindi a Federico De Michelis, che ci ha dato le sue impressioni, effettivamente senza peli sulla lingua, potremmo dire.

Seguici su Google