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L’immagine satellitare del 14 MAGGIO 2025 mostra chiaramente una situazione in rapido cambiamento nel bacino del Pacifico centrale e orientale, con forti anomalie positive della temperatura della superficie del mare (SST), segnalate in rosso intenso, che superano i +3 °C rispetto alla media climatologica. Questo scenario è emblematico di una fase El Niño in consolidamento, e conferma l’evoluzione osservata nei mesi precedenti.

Queste anomalie termiche sono distribuite lungo la fascia equatoriale del Pacifico centrale ed est, precisamente nella zona comunemente chiamata “Nino 3.4”, che è la più utilizzata per identificare l’inizio e l’intensità di un evento El Niño o La Niña.

 

La mappa mostra un’evidente predominanza di aree rosso-arancioni nella fascia tropicale del Pacifico, tra l’America Centrale, le coste del Perù e fino alla Polinesia Francese, segnale inconfondibile di riscaldamento superficiale dell’oceano. Al contrario, nella zona occidentale, tra Indonesia e Australia, si notano alcune macchie blu-verdi che indicano leggere anomalie negative, una configurazione coerente con lo schema classico del fenomeno El Niño.

Sulla base delle informazioni estratte dalla mappa e con il supporto degli ultimi modelli climatici globali, possiamo affermare che il fenomeno El Niño è in fase di attivazione piena, con probabile massimo sviluppo previsto tra ESTATE e INIZIO AUTUNNO 2025. Questa fase segue un lungo periodo dominato da condizioni neutre o deboli La Niña, il che accresce ulteriormente il potenziale impatto sull’atmosfera globale.

 

L’impatto di El Niño sul meteo europeo è meno diretto rispetto alle Americhe o all’Asia, ma non per questo trascurabile. I principali effetti derivano dalle modifiche alla circolazione atmosferica globale, in particolare al getto polare e alla posizione delle aree depressionarie e anticicloniche.

 

In fase El Niño, durante l’estate, l’Europa meridionale e il bacino del Mediterraneo tendono a sperimentare temperature più elevate della norma, con ondate di calore più frequenti e durature. L’Anticiclone nordafricano potrebbe divenire più invadente, portando condizioni meteo estremamente stabili e calde, soprattutto su Spagna, Francia meridionale, Grecia e ITALIA.

 

Nello specifico, l’ITALIA potrebbe assistere a:

  • Temperature oltre la media stagionale su gran parte del territorio, con picchi oltre i 40 °C nelle zone interne del Centro-Sud e delle Isole Maggiori.
  • Siccità prolungata in Pianura Padana, Toscana e regioni meridionali, a causa di piogge inferiori alla media, soprattutto tra GIUGNO e AGOSTO.
  • Fenomeni temporaleschi intensi e localizzati, spesso accompagnati da grandine, soprattutto sul versante alpino e appenninico settentrionale, per contrasti termici accentuati.

Autunno 2025: piogge intense e rischio alluvioni

Con l’inizio dell’autunno, El Niño tende a spostare i centri depressionari verso il bacino del Mediterraneo occidentale. Questo comporta una maggiore probabilità di:

  • Cicloni mediterranei o “medicane”, in particolare su Sardegna, Sicilia e Mar Tirreno.
  • Piogge abbondanti e persistenti tra SETTEMBRE e NOVEMBRE, con possibili criticità idrogeologiche nei settori collinari e montuosi.
  • Perturbazioni atlantiche più frequenti, con raffiche di vento e abbassamento termico, specialmente sul Nord Italia e regioni centrali tirreniche.

 

La situazione su scala europea

Su scala continentale, El Niño tende a portare un aumento delle temperature su gran parte dell’Europa centro-meridionale, con anomalie che potranno superare anche i +1,5 °C rispetto alle medie di lungo periodo. In SCANDINAVIA, si potrebbero avere invece condizioni più fresche e umide, specie nella seconda parte dell’estate.

Il REGNO UNITO, la GERMANIA e la POLONIA vedranno alternanza di ondate di calore e fronti temporaleschi, con frequenti anomalie nella direzione dei venti e una maggiore presenza di correnti sud-occidentali.

 

Conclusione da confermare sulla tendenza meteo in Italia

La presenza di El Niño avrà conseguenze meteo rilevanti per l’ITALIA nei prossimi mesi. Da una parte porterà caldo estremo e siccità estiva, dall’altra, piogge violente e instabilità accentuata in autunno. Si tratta di un pattern già osservato in precedenti episodi forti di El Niño, come nel 1997-98 o nel 2015-16, che ebbero impatti meteo molto simili sull’Europa meridionale.

Le proiezioni stagionali devono però essere aggiornate costantemente, e sarà essenziale monitorare l’evoluzione delle temperature oceaniche e della circolazione atmosferica globale per meglio comprendere le prossime fasi meteo sull’intero continente europeo.

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