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Le ondate di freddo estive rappresentano un fenomeno meteorologico tanto affascinante quanto dimenticato. Oggi parliamo quasi sempre di ondate di calore, soprattutto nei mesi da GIUGNO ad AGOSTO, ma in passato non era raro che anche in piena estate si verificassero incursioni fredde tali da far nevicare – non di certo a bassa quota – sui rilievi e far precipitare le temperature anche in pianura. Un esempio particolarmente emblematico fu quello dell’ESTATE 2017, quando una poderosa irruzione fredda estiva fece letteralmente crollare i termometri italiani.

 

Freddo d’Estate nel 2017

Il periodo più significativo di quell’estate anomala fu  tra fine giugno e primi di luglio. In quei giorni, un’intensa saccatura nord-atlantica penetrò fin nel cuore del Mediterraneo centrale, accompagnata da aria fredda di origine polare marittima. Questo tipo di configurazione, tipica della stagione invernale, portò un drastico calo delle temperature.

In quota, nevicò sulle ALPI – anche sotto i 2000 metri – e fiocchi bianchi raggiunsero anche le cime dell’APPENNINO centrale, un evento rarissimo nel cuore dell’estate. Le temperature crollarono di oltre 10 gradi in poche ore in molte regioni del Centro-Nord, con massime che in alcune località alpine non superarono i 10°C.

 

Frequenza del freddo estivo

Un tempo, episodi simili non erano eccezionali. Ciò accadeva perché l’anticiclone delle Azzorre – una figura barica tipica dell’ATLANTICO subtropicale – dominava le estati italiane. Quando questa figura si posizionava troppo a ovest, lasciava spazio a correnti instabili o fredde provenienti da nord o nord. In quel contesto, brevi ma intense rotture estive non solo erano possibili, ma persino relativamente frequenti.

Negli ultimi anni, tuttavia, un nuovo protagonista ha preso il sopravvento: l’anticiclone africano, una struttura molto più robusta e persistente. Questo tipo di alta pressione impedisce alle perturbazioni di scendere di latitudine, creando una barriera subtropicale che devia il freddo verso latitudini molto più elevate. Così, le ondate di freddo estive sono divenute quasi impossibili nel bacino del Mediterraneo.

 

Freddo estivo altrove: cosa succede oltre l’Italia

Fenomeni simili non riguardano solo l’Europa. Anche il Nord America conosce occasionali incursioni fredde estive, specialmente quando il jet stream si incunea verso sud. Tuttavia, è nelle regioni artiche che il freddo estivo si fa ancora sentire con regolarità.

Nel corso degli ultimi anni, infatti, ci sono state diverse segnalazioni di nevicate estive in aree settentrionali del CANADA, dell’ALASKA, e della SIBERIA, in particolare a nord del Circolo Polare Artico. In quei luoghi, dove la permafrost resiste anche nei mesi più caldi, è ancora possibile assistere ad estate con fiocchi di neve e temperature prossime allo zero anche a LUGLIO e AGOSTO.

 

Tra caldo e poco freddo

Il quadro che emerge è quello di un’estate che cambia volto, sempre più dominata da caldo estremo e persistente, e sempre meno soggetta a quegli improvvisi colpi di coda invernali che un tempo rendevano le stagioni meno lineari, più dinamiche. L’evoluzione dell’anticiclone subtropicale africano e i cambiamenti nella circolazione atmosferica globale stanno ridisegnando il comportamento stagionale anche su scala sinottica.

Per approfondire le dinamiche climatiche che hanno reso sempre più rare queste incursioni fredde, ti consiglio di dare uno sguardo a pubblicazioni come Nature Climate Change o ai dati forniti dal NOAA, che monitora attentamente questi fenomeni anche in chiave di cambiamento climatico globale.

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