La grave siccità che colpisce da mesi la Nurra, storica piana agricola tra Stintino e Alghero, ha costretto il Consorzio di bonifica locale a scelte drastiche. La carenza d’acqua ha obbligato a privilegiare alcune coltivazioni rispetto ad altre, penalizzando pesantemente agricoltori e allevatori.
Le decisioni del Consorzio di bonifica della Nurra
Secondo il presidente, il Consorzio ha adottato criteri agronomici ed economici per decidere quali colture irrigare. L’acqua sarà distribuita solo nei mesi di maggio e giugno, con una disponibilità mensile complessiva di 700mila metri cubi.
Salve le colture più strategiche:
- Erba medica, vitale per l’alimentazione del bestiame, sarà irrigata solo per mezza stagione.
- Vigneti di nuovo impianto riceveranno 150mila metri cubi d’acqua da maggio ad agosto.
- Vigneti già avviati avranno 270mila metri cubi a giugno e luglio.
- Gli ortaggi avranno 300mila metri cubi mensili per tutta l’estate.
- Gli oliveti e frutteti di primo impianto otterranno 50mila metri cubi mensili ciascuno.
Le colture che non verranno irrigate
Restano completamente esclusi dalla campagna irrigua:
- Mais
- Meloni e angurie, per l’elevato fabbisogno idrico e i costi troppo alti
- Colture forestali
- Giardini e hobbisti, a favore delle imprese agricole produttive
Zirattu precisa che sarebbe stato troppo rischioso investire su colture idrovore come meloni e angurie, considerando l’attuale scarsità di risorse.
Gli indennizzi e le difficoltà economiche
La situazione porterà pesanti perdite economiche per molti agricoltori, che, pur rassegnati, sono fortemente preoccupati. Le organizzazioni di categoria stanno avviando le procedure per richiedere indennizzi per il mancato reddito, con l’auspicio che siano adeguati e rapidi, a differenza del passato.
Situazione delle risorse idriche e prospettive future
Le ultime precipitazioni hanno aumentato di 1,5 milioni di metri cubi l’invaso del Cuga, ma quest’acqua sarà destinata esclusivamente al consumo umano, non all’irrigazione. La crisi idrica nel Sassarese è tale che, senza nuove piogge, potrebbe mancare anche l’acqua potabile.
L’unico spiraglio è rappresentato dai lavori della Regione sugli acquedotti Coghinas 1 e 2, che dovrebbero concludersi entro marzo 2026, fornendo un contributo importante alle riserve idriche sarde. Zirattu lancia un appello alla Regione: servono strategie lungimiranti, perché non si può affrontare l’emergenza anno per anno.