Situazione NEVE in Italia secondo il CIMA Research Foundation
Meteo neve in Italia: deficit idrico del 57% e temperature sopra la media Articolo realizzato con informazioni del CIMA Research Foundation.

• Meteo neve in Italia: deficit idrico del 57% e temperature sopra la media
• Un inizio di stagione in ritardo: novembre e dicembre siccitosi
• Gennaio e febbraio: miglioramenti temporanei seguiti da nuove criticità
• I grandi bacini idrografici: Po e Adige in difficoltà
• La stagione nivale 2024/2025: una delle peggiori degli ultimi 14 anni
• Previsioni meteo: nevicate in arrivo, ma non sufficienti a colmare il deficit
Meteo neve in Italia: deficit idrico del 57% e temperature sopra la media
Articolo realizzato con informazioni del CIMA Research Foundation .
L’ accumulo di neve in Italia ha raggiunto il suo massimo stagionale tra fine febbraio e inizio marzo , ma i dati mostrano una situazione preoccupante. L’ Italia sta affrontando un deficit del 57% nella risorsa nivale, una condizione che avrà ripercussioni importanti sulla disponibilità d’acqua nei prossimi mesi.
Analizziamo le cause di questo deficit, le anomalie climatiche registrate e cosa aspettarsi per la primavera 2025 .
Un inizio di stagione in ritardo: novembre e dicembre siccitosi
Per comprendere la situazione attuale, bisogna partire dall’autunno. Novembre 2024 è stato caratterizzato da scarse precipitazioni su tutto il territorio nazionale , causando un ritardo nell’accumulo di neve. L’assenza di nevicate significative ha impedito la formazione di una solida base nevosa sulle Alpi e sugli Appennini .
A dicembre la situazione è migliorata leggermente grazie a un aumento delle precipitazioni nevose , ma con un problema rilevante: temperature sopra la media e ripetute ondate di calore . Questo ha favorito la fusione della neve appena caduta, un fenomeno ormai ricorrente e definito “neve effimera” .
Gennaio e febbraio: miglioramenti temporanei seguiti da nuove criticità
Nel 2025 , i mesi di gennaio e febbraio hanno portato finalmente delle nevicate abbondanti sulle Alpi , tanto che si era iniziato a parlare di una ripresa delle riserve idriche. Tuttavia, le temperature hanno continuato a rimanere sopra la media stagionale, accelerando la fusione del manto nevoso, specialmente alle quote più basse.
L’analisi climatica di febbraio 2025 evidenzia chiaramente una anomalia termica positiva su tutto il territorio nazionale , con temperature superiori alla media storica. Questo ha avuto un impatto diretto sulla stabilità della neve accumulata, compromettendo il bilancio idrico.
I grandi bacini idrografici: Po e Adige in difficoltà
Uno degli indicatori più significativi dello stato della risorsa nivale è il comportamento dei principali bacini fluviali italiani.
• Fiume Po : con un deficit del 44% , ha perso gran parte della riserva idrica accumulata tra gennaio e febbraio. Questo fiume, che raccoglie circa il 50% dell’acqua nivale nazionale , è particolarmente sensibile alle anomalie termiche.
• Fiume Adige : mostra una situazione leggermente migliore, con un deficit del 38% . La neve accumulata a quote più alte ha resistito maggiormente all’aumento delle temperature, limitando le perdite rispetto al Po .
Negli Appennini , la situazione è ancora più critica. Il bacino del Tevere registra un deficit del 95% , con livelli di neve inferiori rispetto al già scarso inverno precedente. Per il secondo anno consecutivo, la stagione invernale sugli Appennini è stata praticamente inesistente , ad eccezione di qualche evento nevoso a dicembre.
La stagione nivale 2024/2025: una delle peggiori degli ultimi 14 anni
I dati confermano che, ad eccezione delle isole, l’inverno 2024/2025 è il peggiore dal 2011 per quanto riguarda l’accumulo di neve.
Sulle Alpi , la situazione è più variegata, con alcune zone che hanno registrato nevicate più abbondanti, ma nel complesso i valori restano ben al di sotto della media storica .
Sugli Appennini , invece, si tratta di una stagione disastrosa, con un deficit superiore al 90% . La mancanza di neve avrà ripercussioni sulla disponibilità di acqua nei prossimi mesi, soprattutto per l’agricoltura e la produzione di energia idroelettrica.
Previsioni meteo: nevicate in arrivo, ma non sufficienti a colmare il deficit
In questi giorni, nuove nevicate stanno interessando le Alpi e gli Appennini , con accumuli superiori a 50 cm in Piemonte . Questo potrebbe fornire un piccolo sollievo alla situazione idrica, ma per compensare il deficit del 57% , sarebbero necessarie molte più precipitazioni nei prossimi mesi.
Il rischio, però, è che eventuali nuove nevicate vengano rapidamente sciolte da ulteriori ondate di calore , aggravando la carenza idrica per la primavera.
La situazione resta quindi critica , e il monitoraggio costante dei dati sarà fondamentale per comprendere l’evoluzione del bilancio idrico nei prossimi mesi.
