L’origine del Burian e il suo legame con il Vortice Polare
La formazione del Burian è strettamente collegata all’andamento del Vortice Polare, una vasta area di bassa pressione in quota situata nell’Artico. Durante periodi di instabilità del Vortice Polare, come potrebbe accadere a fine novembre, si possono verificare successivi fenomeni noti come Split Polare. Questo evento consiste nella frammentazione del vortice in più nuclei distinti, il che facilita la discesa di aria gelida siberiana verso l’Europa.
L’instabilità del Vortice Polare, combinata con una configurazione favorevole delle correnti atmosferiche, può innescare la formazione di venti retrogressivi da est, che trasportano masse d’aria freddissima verso il continente europeo. Il Burian, in questi casi, rappresenta il risultato di un’influenza climatica estrema, capace di generare significativi cambiamenti nelle condizioni meteo.
Le dinamiche mediterranee e la propagazione del Burian
Un altro elemento chiave che contribuisce alla presenza del Burian è la formazione di basse pressioni sul Mediterraneo. Questi sistemi di bassa pressione richiamano correnti da est, favorendo l’afflusso di aria siberiana. A seconda del percorso seguito dal vento, si possono osservare differenti impatti nelle varie regioni italiane:
- attraverso l’Adriatico, il Burian può portare nevicate abbondanti lungo la costa e nell’entroterra delle regioni adriatiche.
- Attraverso la Valle del Rodano, il vento freddo si riversa sul Centro Italia e sul Sud Italia, coinvolgendo anche le Isole Maggiori.
Le regioni italiane più esposte
Il Burian, quando giunge sull’Italia, manifesta i suoi effetti più evidenti durante le ondate di gelo che coinvolgono l’intera penisola. Regioni come la Sardegna e le aree tirreniche, inclusi capoluoghi come Firenze, Roma e Napoli, possono essere soggette a nevicate insolite per la loro posizione geografica.
Un esempio storico si è verificato nel gennaio 1999, quando perfino città del Sud come Palermo furono ricoperte da un manto di neve. Tali eventi, sebbene rari, dimostrano l’intensità del Burian e la sua capacità di trasformare il clima mediterraneo in un ambiente quasi artico.
Impatto climatico nella variabilità stagionale
La presenza del Burian non è costante, ma tende a verificarsi in coincidenza con anni caratterizzati da una maggiore variabilità atmosferica. Durante le stagioni autunnali e invernali, si alternano frequentemente periodi dominati da alte pressioni, correnti oceaniche, e occasionali irruzioni artiche. Questo scenario dinamico crea le condizioni ideali per l’arrivo del Burian, accentuando fenomeni meteo estremi che possono perdurare per giorni. Tali condizioni sono innescate dalla variabilità, e quindi alternanza di indici climatici quali NAO positiva e NAO negativa, AO positivo e negativo.
La peculiarità del vento siberiano risiede nella sua rapidità di diffusione e nella capacità di influenzare vaste aree geografiche, dai Balcani all’Europa occidentale, inclusa l’Italia.
Ondate di freddo in Italia causate dal Burian: gli anni più memorabili
Il Burian, vento siberiano gelido, ha segnato la storia climatica italiana con alcune delle più intense ondate di freddo mai registrate. Questi eventi estremi, che portano temperature molto basse e nevicate abbondanti anche in zone tipicamente miti, hanno caratterizzato diverse stagioni invernali negli ultimi decenni.
Gennaio 1985: un evento storico
Il gennaio 1985 è ricordato per uno degli eventi più rigidi del Nord e Centro Italia. L’arrivo del Burian provocò un drastico calo delle temperature, con valori ampiamente sotto lo zero. Numerose città del Centro e del Nord, tra cui Milano, Torino e Bologna, furono coperte da uno spesso strato di neve. Anche il Sud Italia subì gli effetti del gelo, con episodi di neve a quote inusualmente basse.
In quell’occasione, si registrarono temperature minime fino e oltre i -20°C in alcune località di pianure del Nord e del Centro Italia. La neve cadde copiosa su regioni come Emilia-Romagna, Lombardia e Toscana, lasciando un segno indelebile nella memoria storica del clima recente.
Febbraio 1986: un nuovo colpo di gelo
Solo un anno dopo, nel febbraio 1986, il Burian colpì di nuovo, portando un’altra ondata di gelo estremo. Anche questa volta, il Nord Italia fu l’area più interessata, con temperature scese fino a -15°C in diverse località. La particolarità di quell’inverno fu l’estensione della neve fino alle regioni costiere del Centro Italia, incluse città come Roma e la Sardegna.
L’effetto del Burian si fece sentire anche nel Sud Italia.
Gennaio e Marzo 1987: gelo persistente
L’inverno del 1987 fu caratterizzato da un’ondata di freddo che raggiunse il culmine a inizio gennaio. Un altro vento si ebbe a Marzo. Il Burian, proveniente dalla Siberia, portò giorni di temperature glaciali su tutto il paese a inizio gennaio, proprio a Capodanno. Il Nord Italia. Un evento per certi versi memorabile, si ebbe a marzo, agli inizi, con un evento di forte gelo, con nevicate straordinariamente abbondanti in Adriatico, specialmente in Puglia.
Ondate di Burian più recenti: 2012, 2017 e 2018
In tempi più vicini, il Burian ha continuato a influenzare il meteo italiano, regalando episodi di freddo intenso e nevicate eccezionali:
- Febbraio 2012: questa ondata di freddo è passata alla storia per la sua durata e intensità. Il Centro Italia, in particolare Emilia Romagna, Marche, Abruzzo e Molise, furono sepolti fin sino sotto metri di neve, mentre città come Roma furono imbiancate per giorni. Il gelo raggiunse anche il Sud Italia, con nevicate straordinarie in Puglia e sulla costa tirrenica e la Sardegna. Degne di nota le nevicate eccezionali di Alghero e Olbia.
- Gennaio 2017: l’arrivo del Burian portò temperature glaciali e nevicate abbondanti in molte regioni italiane adriatiche. L’evento colpì soprattutto il Centro Italia, aggravando una situazione già critica a causa dei terremoti che avevano interessato l’area. La neve raggiunse fittissima la costa adriatica, con accumuli eccezionali a Pescara e Termoli. Ma notevoli nevicate con giornate di ghiaccio si ebbero in Puglia, fin sino a Santa Maria di Leuca.
- Febbraio 2018: conosciuto come il “Burian o Bestia che viene dall’est”, questo evento vide il ritorno del vento siberiano in Italia. Il gelo interessò tutto il paese, con temperature sotto zero anche in località costiere. Roma fu di nuovo imbiancata, mentre nevicate importanti si verificarono in molte regioni. Cadde la neve su Napoli.
Caratteristiche comuni di queste ondate
In tutte queste occasioni, il Burian ha causato nevicate abbondanti anche in aree dove la neve è solitamente un fenomeno raro, come le coste del Centro e del Sud Italia. Le temperature glaciali, spesso inferiori ai -10°C, hanno interessato anchea le pianure. Tale evento meteo non è da considerare una normalità come media trentennale, ma di certo era ricorrente ogni anno sino ad oltre 30 anni fa.