Ricordiamoci, lo si è scritto ripetutamente, che il Mediterraneo non ha ancora smaltito tutto il calore in eccesso della passata Estate. Una parte sì, certamente, infatti abbiamo avuto un assaggio dell’intensità delle ondate di maltempo esaltate da tutta l’energia contenuta nei nostri mari.
Abbiamo sperimentato le solite piogge alluvionali, purtroppo sempre nelle stesse zone evidentemente penalizzate da un tipo di circolazione che ha scagliato perturbazioni soprattutto al Nord Italia. Localmente anche al Centro e sulla Sardegna, mentre il Sud e in modo particolare la Sicilia si sono ritrovate un po’ ai margini.
Ed è per questo motivo che alcune aree dello stivale stanno ancora patendo gli effetti di una siccità senza precedenti, mentre altre farebbero volentieri a meno di altre piogge. Una ragione in più per accogliere con piacere la pausa anticiclonica che sta prendendo il sopravvento e che bene o male potrebbe durare per gran parte della prossima settimana.
Pausa benefica per certi versi, meno per altri. Perché qualora le temperature, ci ripetiamo, dovessero salire con decisione e insistere su valori anomali per diversi giorni beh, si tratterebbe di altro calore in eccesso pronto ad accendere i contrasti termici al minimo accenno di peggioramento.
Peggioramento che, carte alla mano, potrebbe palesarsi nel prossimo weekend e diciamolo, siamo un po’ preoccupati. Perché crediamo che la peggiore ondata di maltempo dell’Autunno non si sia ancora vista. Fino a questo momento, se ci pensate, non si è trattato di peggioramenti dovuti a strutture cicloniche particolarmente organizzate.
No, niente affatto, si è trattato di peggioramenti innescati da rapide perturbazioni eccezion fatta per la possente struttura ciclonica secondaria della seconda metà di Settembre. Motivo per cui temiamo che nel momento in cui una depressione ben organizzata e persistente dovesse prendere possesso del Mediterraneo centrale potrebbero scatenarsi fenomeni ancora più violenti e non soltanto al Nord. O magari non più al Nord ma in altre zone d’Italia.
Sono tanti, quindi, i motivi per i quali occorrerà tenere su la guardia. Da qui a fine Novembre la situazione andrà monitorata costantemente, con attenzione estrema, onde evitare di farsi trovare impreparati qualora dovessero realizzarsi scenari barici come quelli appena ipotizzati.